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Attualità | 27 gennaio 2022, 15:10

A Bra è il giorno di Arpino: a 95 anni dalla nascita, l’omaggio social del sindaco Fogliato

Il ricordo del celebre scrittore attraverso una citazione ed il ritratto del disegnatore Giovanni Botta

Lo scrittore Arpino visto da Giovanni Botta

Lo scrittore Arpino visto da Giovanni Botta

Giovanni Arpino è stato uno dei più grandi autori italiani del secolo scorso. Un orgoglio braidese, da sventolare con fierezza. Un autore raro, da ricordare e omaggiare soprattutto il 27 gennaio, data della sua nascita. La pensa così Gianni Fogliato, il sindaco di Bra, che su Facebook ha pubblicato un post in nome dello spirito di appartenenza ad una città che conserva ricordi ed una storia che, nonostante le moderne architetture, ha lasciato tracce spesso nascoste e insospettate.

Quella di Arpino è un’esperienza letteraria romantica ed affascinante, tra memoria, cronaca e aneddoti, capace di coinvolgere la mente ed il cuore di chi è nato e si ripara all’ombra della Zizzola, come ha evidenziato il primo cittadino: “Oggi ricorrono i 95 anni dalla nascita dello scrittore e giornalista Giovanni Arpino. Vorrei ricordarlo con una citazione, tra le tante che riguardano la città e il nostro territorio, letto attraverso il suo sguardo sagace. Una frase che richiama qualcosa che abbiamo riscoperto, un po’ per forza, durante la pandemia: ad apprezzare luoghi, storie e peculiarità che abbiamo sotto casa”.

Ed eccola, la citazione, proprio in calce al ritratto confezionato con l’immancabile bic dal disegnatore Giovanni Botta. “Noi due avevamo sempre avuto poco a che fare con la pianura. E se c’era stata una America per noi, quella era l’America dei boschi, poco lontana dalle finestre di case, un andare di colline con cespugli boschi funghi e vallate di castagni di pietre e di uccelli”. Giovanni Arpino, da ‘Regina di cuoi’ (Non c’è niente al mondo come quel treno).

Chi era Giovanni Arpino? (Modalità Alberto Angela: on). Nato a Pola il 27 gennaio 1927, Arpino vive tra Bra e Torino. Da scrittore e intellettuale a tutto tondo, rappresenta una delle figure che ha meglio saputo leggere il Novecento italiano e che, ancora oggi, può offrire strumenti di analisi essenziali a comprendere la società odierna. Attraverso la forza innovatrice della sua scrittura, in ogni ambito, da quello letterario a quello teatrale e giornalistico, Arpino sfida se stesso ed il lettore a osservare la realtà con una nuova consapevolezza.

L’autore ha saputo raccontare la realtà cittadina e contadina, mettendo a nudo le ingiustizie e gli squilibri radicati nella società. Nei suoi romanzi e racconti coniuga la dimensione storica con il paesaggio letterario, ravvivando un senso di appartenenza alle proprie origini, alla propria cultura e alle proprie tradizioni, che passano anche attraverso la riscoperta del dialetto piemontese.

I suoi personaggi non sono eroi di carta, ma uomini in carne ed ossa, che affrontano dubbi, paure e debolezze ancora presenti nella società moderna. Arpino mira a far raggiungere una più viva e acuta percezione dell’uomo e del mondo, narrando di realtà concrete, anche quando i toni si fanno fantastici e surreali. Il suo è un linguaggio sincero e coraggioso, fluido e asciutto negli articoli che scrive per i giornali, ironico e graffiante nelle sue opere. Arpino esprime costantemente, attraverso la sua parola, un messaggio di ‘vitalismo ad oltranza’, in grado, da un lato, di trascendere il male e, dall’altro, di non disperdersi in un mondo che, all’epoca e ancora oggi, cambia continuamente e velocemente.

Che ne dite? A Bra ci starebbe bene una bella statua dedicata al nostro Arpino?

Silvia Gullino

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