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Sanità | 27 gennaio 2022, 14:54

Dall’operazione al cuore al rientro al lavoro in tre giorni: imprenditore di La Morra ringrazia le Molinette di Torino

Dal centro langarolo una testimonianza sulla buona sanità piemontese in un momento in cui le notizie ci riportano un’immagine degli ospedali spesso in difficoltà a causa dell'emergenza legata alla pandemia

L'ingresso dell'ospedale delle Molinette di Torino

L'ingresso dell'ospedale delle Molinette di Torino

Da ormai diversi anni la valvola mitrale viene trattata chirurgicamente con interventi a cuore aperto. Circa il 20% delle persone, dopo i 70 anni di vita, può riscontrare problemi a quello che i medici definiscono “il paracadute del cuore”.
Le operazioni per riparare eventuali danni a questa valvola cardiaca sono sempre meno invasive e una delle tecniche usate con maggiore successo è Neochord, un sistema di riparazione in caso di prolasso della valvola. L’Italia è stato uno dei primi Paesi a portare tale metodo in sala operatoria e a testarlo a cuore battente.
L’Ospedale Molinette di Torino vanta un team di medici che non di raro finisce agli onori della cronaca per il contributo alla scienza e per l’esito positivo di terapie e operazioni che spesso non trovano precedenti nella letteratura medica.
E questa eccellenza pare non vacillare nemmeno in un momento di profondo stress tra le corsie per l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ormai dal 2020.

Un esempio di buona sanità testimoniato al nostro giornale da Carmine Giardino, imprenditore di La Morra, ricoverato mercoledì 19 gennaio e dimesso due giorni dopo, venerdì 21, dopo essere stato operato al cuore proprio con il metodo Neochord, senza bisogno di fermare l’organo che ha continuato a garantire una circolazione interna regolare.

“Vorrei complimentarmi con tutto il reparto di Cardiochirurgia delle Molinette di Torino – dice Giardino –, ringraziare il personale, il team del professor Mauro Rinaldi, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e professore ordinario di Chirurgia Cardiaca presso l’Università degli Studi di Torino, e in particolare il dottor Stefano Salizzoni, che mi ha operato. Sono stato trattato con un’efficienza e un’umanità eccezionali, sono professionisti che fanno sentire il paziente in mani sicure”.

Carmine Giardino, tornato a casa, ha ripreso subito la sua attività. Una bella notizia, soprattutto in questi tempi dal punto di vista sanitario, economico e psicologico, decisamente in salita.

Maria Pane

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