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Agricoltura | 27 gennaio 2022, 11:24

La crisi ucraina fa schizzare il prezzo del grano: +10% in una settimana

Coldiretti Cuneo: "La Granda produce 934.000 quintali di frumento tenero. Occorre incentivare progetti di filiera come 'Grano Piemonte' per valorizzare il frumento tenero locale"

La crisi ucraina fa schizzare il prezzo del grano: +10% in una settimana

La crisi Ucraina, col rischio dell’invasione russa, fa balzare di quasi il 10% in una sola settimana il prezzo internazionale del grano, con tensioni sul mercato alimentare e il rischio di carestie.

È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti sull’andamento delle quotazioni al Chicago Board of Trade (CBOT), punto di riferimento mondiale delle materie prime agricole.

L’Ucraina, oltre ad avere una riserva energetica per il gas, ha un ruolo importante sul fronte agricolo con la produzione di circa 36 milioni di tonnellate di mais per l’alimentazione animale (5° posto nel mondo) e 25 milioni di tonnellate di grano tenero per la produzione del pane (7° posto al mondo).

La Russia è il principale Paese esportatore di grano a livello mondiale mentre l’Ucraina si colloca al terzo posto, con la preoccupazione che le tensioni tra i due Paesi possano bloccare le spedizioni dai porti del Mar Nero, con un crollo delle disponibilità sui mercati mondiali che ha fatto impennare i listini, già sui livelli di massimo storico con effetti sull’inflazione.

Il Piemonte è particolarmente vocato alla coltivazione di frumento tenero, che soltanto nella Granda coinvolge una superficie di circa 17.000 ettari e 934.000 quintali di produzione.

“L’attuale situazione – dichiara Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo – sta innescando un nuovo cortocircuito sul settore agricolo nazionale che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia, che è fortemente deficitaria in alcuni settori e ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodity. Per questo è opportuno incentivare i progetti di filiera come quello piemontese, Grano Piemonte, lanciato insieme al Consorzio Agrario del Nord-Ovest, tramite il quale sono già stati seminati oltre 6.500 ettari, e volto a valorizzare proprio l’oro giallo e ottenere prodotti da forno veramente prepararti con la farina del territorio per rispondere anche alle esigenze dei consumatori che sono sempre più attenti alla provenienza degli ingredienti”.

“Nell’immediato –
aggiunge Fabiano Porcu, direttore di Coldiretti Cuneo – occorre garantire la sostenibilità finanziaria delle aziende e delle stalle affinché i prezzi riconosciuti ad agricoltori e allevatori non scendano sotto i costi di produzione in forte aumento per effetto dei rincari delle materie prime anche alla base dell’alimentazione degli animali come il mais. In quest’ottica, è fondamentale il Pnrr per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale: siamo pronti per rendere l’agricoltura protagonista utilizzando al meglio gli oltre 6 miliardi di euro a disposizione per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali”.

C. S.

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