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Attualità | 02 febbraio 2022, 10:35

Il Santa Croce di Cuneo rischia di perdere la qualifica di hub? Ugo Sturlese: "Attenzione alla 'furbizia langarola'"

L'ordine del giorno presentato ieri sera (1 febbraio) in consiglio comunale ha acceso il dibattito sul futuro del nosocomio cuneese: secondo molti consiglieri il baricentro della politica sanitaria si sta spostando nettamente verso il territorio delle Langhe

Foto generica

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Sottolineare che il Santa Croce e Carle di Cuneo sia ancora ospedale hub della provincia comincia a sembrare, stanti gli interventi della Regione, più un auspicio che altro”.

A parlare è Sara Tomatis, consigliera comunale. L’occasione, la discussione dell’ordine del giorno presentato dai gruppi  Centro per Cuneo, Cuneo Solidale Democratica, Crescere Insieme e PD occorsa nella serata di ieri (1 febbraio) in consiglio comunale: al centro del documento il ribadire il ruolo dell’ospedale Santa Croce nel piano sanitario provinciale.

Il consigliere Vincenzo Pellegrino ha illustrato l’ordine del giorno: “L’ospedale Carle è riferimento dell’intera provincia, non solo della città, e su di esso deve basarsi il modulo della sanità ospedaliera di tutto il territorio. Non immaginiamo che questo ruolo possa essere messo in dubbio, ma preferiremmo non osservare salti in avanti e modifiche sostanziali alla programmazione regionale; per questo riteniamo che l’attenzione debba rimanere alta, e che altre realtà sanitarie della provincia non prevarichino o bypassino l’attribuzione assegnata all’hub cuneese”.

Non posso che condividere l’ordine del giorno perché quel che temevo sta accadendo: prima di uscire dalla commissione temporanea speciale per la sanità vi avevo messo in guardia sul rischio di prevaricazione dell’hub di Cuneo – ha detto Beppe Lauria - . Il depauperamento della nostra struttura è già realtà, perché la politica non è più Cuneo-centrica ma Alba-centrica, e il fatto che il presidente della giunta regionale e l’assessore alla Sanità siano di quel territorio incide parecchio. Una situazione che non nasce oggi. Serve che il territorio tutto si batta perché l’ospedale di Cuneo rimanga fiore all’occhiello”.

Confesso di essere molto preoccupato, e non solo per il posizionamento dell’ospedale di Cuneo come hub ma complessivamente per l’intero sistema di programmazione sanitaria regionale – ha aggiunto Ugo Sturlese - . In alcune dichiarazioni recenti l’assessore regionale Icardi si è esposto parecchio ma il rischio è di restare vittima della ‘furbizia langarola’”. Secondo il consigliere comunale, la Regione si propone di realizzare ad Alba sedi distaccate di reparti che fanno a capo all’ospedale hub chiamate strutture semplici, collegate con la struttura principale dell’ospedale cuneese: “Un marchingegno atto a superare la vera programmazione”.

Il S.Croce e Carle di Cuneo è hub e DEA di secondo livello, e deve rimanerlo ma nel novembre scorso la Regione ha deliberato di derogare la normativa regionale e nazionale prevedendo, appunto, la creazione di strutture semplici – ha detto Tomatis, nell’ultimo intervento della discussione - . Gli hub necessitano di ingenti finanziamenti per poter erogare con efficacia i loro servizi, replicarli a pochi chilometri di distanza non può che comportare l’impoverimento del territorio sia dal punto di vista dei casi afferenti che da quello economico. Si rischia il depotenziamento di tutte le strutture, specie di quella d’eccellenza”.

L’ordine del giorno è stato approvato con l’unanimità dei voti (28).

Simone Giraudi

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