Attualità - 11 febbraio 2022, 16:01

Fondazione Radici lancia l'Archivio Digitale della Memoria

Sul sito dell'associazione sarà possibile visionare immagini ed ascoltare le interviste ai personaggi che hanno permesso a Langhe, Roero e Monferrato di passare dalla Malora all'Unesco

Cda Fondazione Radici: in alto da sinistra Marco Scuderi, Giuliana Cirio, Luigi Cabutto, in basso da sinistra Gian Franco Comaschi, Claudio Rosso e Silvano Stella.

2020: «Sono molto fiero che l’iniziale intuizione del 2020 di dare vita ad un progetto culturale in grado di riconnetterci con la nostra storia e le nostre radici abbia trovato ampio consenso e si sia strutturato nella forma giuridica di una Fondazione. L’area collinare del Piemonte meridionale ha risorse umane ed imprenditoriali veramente importanti che meritano di essere messe in luce per farci avere coscienza del presente e permetterci uno sguardo nuovo nel contesto globale in cui viviamo. Avviare nuovi lavori, rubricare quel tanto che già esiste, digitalizzare il possibile è quanto ci apprestiamo a fare con l’aiuto di soggetti di grande spessore della nostra zona. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo rallenterà il nostro avvio, ma nel medio periodo sarà ancora più importante sviluppare la nostra idea. Siamo pronti ad essere un punto di riferimento da cui attingere idee, energie, volontà e coscienza di quella storia che ci ha portati dalla “malora” fenogliana ad essere insigniti della tutela Unesco».

2022: «Quello della realizzazione del grande archivio digitale della memoria è uno dei più importanti, se non il principale degli scopi statutari della Fondazione Radici. Il lancio online della piattaforma creata con Promemoria e con l’archivista Stefania Circosta rappresenta un passaggio molto atteso per la fondazione che coincide, non a caso con l’anniversario dalla nascita di Radici. Sarà solamente l’inizio di un percorso che porterà alla creazione di un archivio digitale che crescerà giorno per giorno e in cui troveranno spazio, oltre alle immagini, video, audio e testi. Il materiale, nel suo complesso, sarà custodito nella futura sede operativa che si affiancherà alla sede del castello di Grinzane Cavour e sarà messo a disposizione, come previsto dallo statuto, di tutte le persone che vorranno approfondire la storia del nostro territorio».

Queste le parole di Claudio Rosso, presidente della “Fondazione Radici per le memorie di Langhe, Roero e Monferrato”, che riassumono il cammino dell'associazione fondata nello studio del notaio Lucia Cotto l’11 febbraio 2020, alla presenza dei tredici soci fondatori: Aca, Ascom Bra, Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, Ente Turismo Langhe, Monferrato Roero, Confindustria Cuneo, Diocesi di Alba, Egea Spa, Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, Ente Fiera del Tartufo bianco d’Alba, Famija Albèisa, Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, Piemonte Land of Perfection e Radio Alba. Al nucleo iniziale si sono aggiunti due nuovi attori di particolare prestigio: la società Miroglio Spa e Confartigianato Cuneo.

Nella Fondazione sono così rappresentate molte anime per un territorio variegato e capace di affrancarsi dalla “Malora” Fenogliana grazie a uno straordinario lavoro di squadra, fatto delle storie di centinaia di personaggi che hanno saputo esportare l’unicità di Langhe, Roero e Monferrato nel Mondo. La Fondazione Radici nasce dal progetto denominato “Dalla Malora all’Unesco”. Un titolo che sintetizza il sogno comune di un giornalista, di un fotografo e di un editore innamorati della loro terra e desiderosi di raccogliere e tramandare quel patrimonio di cultura, di usanze e sapere che ha contribuito a renderla unica al Mondo.

“Dalla Malora all’Unesco” è prima di tutto una storia che non viene raccontata dall’alto o a distanza, ma direttamente dalla viva voce dei protagonisti di quel lavoro corale che ha permesso a Langhe e Roero di diventare un territorio universalmente conosciuto. Il filtro del giornalista è quasi nullo, le domande sono poche per non togliere spazio alle memorie, le foto sono naturali e mai costruite o concordate.

In poco più di due anni sono state oltre 50 le interviste raccolte dai patriarchi del vino Gigi Rosso, Beppe Colla, Giacomo Oddero, Michele Chiarlo, Vittorio Vallarino Gancia Angelo Gaja e Bruno Ceretto a personaggi politici come Natale Carlotto e Ettore Paganelli, fino ai campioni di pallapugno Berutti e Bertola, a Don Cesare Battaglino e Serafino Enrico. Più di 250 le ore di video raccolte per oltre 1.800 cartelle di interviste sbobinate.

Tutto questo lavoro è ora disponibile grazie ad un ulteriore sforzo da parte dei soci che hanno acquistato uno scanner planetario di alta tecnologia per digitalizzare documenti dalle grandi dimensioni e materiale storico, su cui verranno formate delle figure professionali che lavoreranno al servizio delle amministrazioni e degli enti del territorio.

E dal 12 febbraio sarà possibile consultare il grande archivio digitale della Memoria. Un primo assaggio di quello che vorrà essere un contenitore di tradizione storica e culturale. Il direttore di Radici Marcello Pasquero aggiunge: «Accedere all’archivio digitale sarà semplicissimo, dalla mezzanotte di sabato 12 febbraio la sezione Archivio Digitale sarà caricata sul sito www.fondazioneradici.it nel menu principale e con un semplice clic si accederà alla galleria, al momento, di immagini (indicizzate, in base all’anno, al tema e alla localizzazione), dove nel tempo saranno caricati contributi audio-video con l’obiettivo di fare del sito della Fondazione Radici un punto di riferimento per tutto il territorio e per tutti coloro che vorranno scoprire di più su Langhe, Monferrato e Roero». 

Alcune immagini in anteprima del sito sui diversi dispositivi

Redazione