Attualità - 23 febbraio 2022, 14:14

Portare nel negozio di paese i servizi della PA: la sfida delle Valli del Monviso

Un’indagine conoscitiva indirizzata a sindaci e titolari di attività commerciali mira a fornire alla Regione Piemonte gli elementi per la redazione di un apposito bando per la definitiva attivazione delle nuove “Botteghe dei servizi”

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Portare nei diciannove comuni delle Valli del Monviso più servizi – per residenti e turisti – “sfruttando” i negozi e le attività commerciali già esistenti.

È l’obiettivo dell’operazione che stanno intraprendendo l’Unione montana dei Comuni del Monviso e l’Unione Valle Varaita. Che, proprio nelle prossime settimane, avvieranno un censimento che rientra nell’ambito di “Botteghe dei servizi”.

Le “Botteghe di servizi” sono quei negozi, come spiegano dall’Unione del Monviso, “in cui il commercio al dettaglio, prevalentemente di generi alimentari, e l’eventuale attività di somministrazione di alimenti e bevande siano esercitati unitamente ad altri servizi per la collettività e per le comunità, anche con il ruolo di ‘terminali’ della Pubblica Amministrazione sul territorio”.

L’operazione si pone all’interno della più ampia iniziativa che la Regione Piemonte ha attuato con la legge 14, del 5 aprile 2019. La legge riporta le disposizioni “in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna” e si pone – come finalità – l’intervento volto al contrasto della desertificazione commerciale e dello spopolamento nei Comuni montani con meno di 5.000 abitanti.

In altre parole, all’interno dei diciannove Comuni interessati dal progetto, potranno essere individuati “imprese e botteghe multifunzionali” dove poi introdurre – successivamente – “servizi innovativi che migliorino la qualità della vita tanto della popolazione residente quanto dei turisti”.

Gli Amministratori delle Vallate li definiscono “veri e propri presidi di comunità”, “sentinelle di territori”, “piccoli bazar delle aree interne”. Realtà cruciali, “dove la diversificazione dell’offerta crea un valore aggiunto per l’esercente e per l’utenza”, e che sono state individuate come contesti ideali per attivare questi nuovi servizi.

Nei mesi scorsi è già stata condotta una prima manifestazione di interesse. Sulla scorta dei dati emersi, la Regione Piemonte ha dato avvio all’analisi del fabbisogno sociale ed economico espresso dai Comuni e dagli esercenti interessati, affidando alle Unioni Montane il compito di effettuare le indagini: alla loro conclusione sarà la Regione stessa a costruire un apposito bando per la definitiva attivazione delle nuove Botteghe dei servizi.

Le Unioni del Monviso e della Valle Varaita stanno quindi compiendo un percorso che si muove nel solco della cooperazione sovralocale, “un partenariato consolidato da numerosi progetti”.

L’Unione del Monviso sarà la capofila della procedura di affidamento del servizio. Le indagini saranno effettuate da Davide Rossi per la Valle Varaita (Bellino, Brossasco, Frassino, Isasca, Melle, Piasco, Pontechianale, Rossana, Sampeyre, Venasca, aderenti all’Unione Montana, e il comune di Casteldelfino) e da Caterina Morello per le Valli Po e Bronda (Brondello, Gambasca, Ostana, Paesana, Pagno, Sanfront, aderenti all’Unione Montana, e i comuni di Crissolo e Rifreddo).

La scelta ricaduta su Rossi e Morello non è casuale: i due, infatti, rivestono già il ruolo di referenti nei rispettivi ambiti territoriali per il Distretto diffuso del commercio delle Terre del Monviso.

Destinatari dell’indagine saranno i sindaci dei Comuni interessati e i titolari di negozi specializzati nel settore alimentare o con attività mista che comprenda anche gli alimentari. Nei comuni dove non sono presenti attività di questo genere, verranno coinvolti eventuali esercizi di somministrazione alimenti e bevande.

I potenziali interessati potranno comunque prendere contatti con l’Unione montana del Monviso, al numero 0175.94273, per partecipare all’indagine.

Per Emidio Meirone, presidente dell’Unione montana del Monviso, “si aggiunge così un nuovo importante tassello alla  cooperazione territoriale e alle iniziative di sostegno al tessuto produttivo”.

Il piccolo commercio ha un’importanza fondamentale come presidio della comunità: un aspetto sul quale noi amministratori delle aree montane, dove è alto il rischio di desertificazione, teniamo costantemente alta l’attenzione.

Ne abbiamo ampiamente discusso in fase di costituzione del Distretto del commercio delle Terre del Monviso, come fase propedeutica ad ogni azione di valorizzazione, e siamo felici che la Regione dimostri sensibilità verso il tema attraverso le Botteghe dei servizi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’Unione montana Valle Varaita, Silvano Dovetta, secondo il quale “con questa collaborazione con l’Unione dei Comuni del Monviso, si aggiunge un nuovo capitolo ad un proficuo rapporto di condivisione di progetti e idee per lo sviluppo dei nostri territori che prosegue ormai da anni.

Accogliamo l’invito della Regione Piemonte ad impostare azioni che ci possano portare da un lato a contrastare la desertificazione commerciale dei nostri Comuni di alta valle, in sinergia peraltro con il progetto del Distretto del commercio delle Terre del Monviso che stiamo seguendo insieme anche alla Città di Saluzzo, dall’altro a semplificare l’accesso ai servizi per i cittadini.

Le botteghe dei servizi sono un tassello in più per comporre il futuro delle aree interne e di montagna, che è l’obiettivo al quale stiamo lavorando con grande impegno già da tempo”.