Choconews - 07 marzo 2022, 14:45

Cioccolato in guerra

Inutile dire che, il cioccolato nei pasti dei militari di leva occupa ancora oggi un posto d’onore

Cioccolato in guerra

Durante la Grande Guerra, per prima volta il cioccolato, fino ad allora considerato un bene di lusso, viene inserito tra i “generi di conforto” degli eserciti di tutto il mondo, per sostenere il morale delle truppe e come razione di emergenza altamente energetica e di formato tascabile.

Raccontano questa storia molte figurine, cartoline e scatole di latta realizzate dalle aziende cioccolatiere per i soldati al fronte. Le immagini illustrano i vari momenti del conflitto con slogan che invitano a tenere alto il morale e inneggiano alla vittoria. Non manca tuttavia il ricordo degli aspetti più dolorosi del conflitto, come gli invalidi ricordati nelle figurine francesi Chocolat Ibled e Guerin Boutron o le immagini di bombardamenti come quello della Chocolaterie Bruillet di Soissons.
Nelle pubblicità italiane della Talmone, Bonatti e Moriondo & Gariglio, ad esempio, dominano le immagini di ardue cime da conquistare, con soldati accompagnati da muli che trasportano casse di cioccolato, o cartoline con frasi tipo: “Sii valoroso col nemico e generoso col vinto” “Sii forte prega spera e vincerai”, “Dio ti benedica come ti benedice tua madre”.

Qualche anno fa sono state battute all’asta Londra ben nove tavolette di cioccolato trovate nella scatoletta di un soldato della prima guerra mondiale in servizio in Francia durante il primo Natale della Grande Guerra. Erano tra i doni che i militari avevano ricevuto, realizzati a Mansfield, nel Nottinghamshire.
Ernest Hemingway, che si trovava in in Italia come volontario della Croce Rossa Americana, era uno degli “assistenti di trincea” che portavano ai soldati non solo la posta e i viveri ma anche generi di conforto come il cacao, tanto che venivano chiamati “i ragazzi della cioccolata”.

Posto d’onore anche nella seconda guerra mondiale.
Le proprietà del cacao convinsero l’esercito americano a creare tavolette energetiche per i soldati in caso di emergenze alimentari, vero “cibo perfetto, che scaccia la fatica e aumenta la forza e la resistenza sia fisica che mentale”.
La prima barretta di questo tipo fu la "barretta della razione D", commissionata alla Hershey's dal colonnello Paul Logan, nel 1937.
Queste tavolette dovevano avere un elevato valore energetico, essere facili da trasportare e resistere alle alte temperature. Erano dure come il marmo, dal sapore discutibile.
Tra il 1940 e il 1945 furono prodotte per i soldati statunitensi in tutto il mondo ben 3 miliardi di barrette della razione D.

Inutile dire che, il cioccolato nei pasti dei militari di leva occupa ancora oggi un posto d’onore.

                           

comunicato stampa

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