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Economia | 18 marzo 2022, 15:03

Il mercato del lavoro in Piemonte regge nonostante rincari e guerra: cresce la difficoltà a reperire profili professionali

Diverse le figure più ricercate, dai conduttori di mezzi di trasporto ai tecnici in campo informatico: per il 27% delle aziende mancano candidati, per il 14% hanno profili inadeguati

Foto generica

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Lo scoppio della guerra in Ucraina e la crescita dei costi energetici e delle materie prime gettano l'intero settore del lavoro nell'incertezza. Ma il tessuto piemontese continua a reggere: il calo nei contratti programmati dalle imprese regionali nel mese di marzo 2022 - rispetto a quello dello scorso anno - è di circa 620 unità, ovvero 24.430 contratti. A llargando l'analisi al trimestre marzo-maggio le previsioni di entrata salgono a 74.060, ovvero 4.710 assunzioni in più rispetto al trimestre dell'anno precedente.

A determinarlo, il bollettino del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal. Che indica anche come, di queste entrate, il 75,9% riguarderà i lavoratori dipendenti, il 15,6% i somministrati, l'1,7% i collaboratori e il 6,8% i lavoratori non dipendenti; la domanda di lavoro vede in pole i contratti a tempo determinato (61% delle entrate programmate), poi quelli a tempo indeterminato (29%), gli apprendistati (8%) e gli altri tipi di contratto (2%).

Dati che sollevano gli analisti di settore. Che riscontrano però come, in marzo, il 43% delle aziende (+3 unità rispetto al mese precedente e il 2% in più rispetto alla media nazionale) abbia riscontrato difficoltà a reperire profili professionali: mancano candidati nel 27% dei casi e nel 14% questi hanno profili inadeguati. Secondo il bollettino le le professioni più difficili da reperire - con un'incidenza che va dal 60% al 65% -  sono i conduttori di mezzi di traporto, i progettisti, gli ingegneri e le professioni assimilate, i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione e gli operai nelle attività metalmeccaniche e elettromeccaniche.

Delle entrate previste a marzo il 17% è costituito da laureati e il 29% da diplomati. Le qualifiche professionali si attestano al 21% e i casi di assenza di titolo specifico al 32%. Tra i settori, i servizi la fanno da padrone con 15.960 entrate (65,3% del totale, +950 unità rispetto al 2020), mentre l'industria si attesta sulle 8.480 entrate (34,7%, -1.570 unità rispetto all'anno scorso). 6.300 le entrate del settore manifatturiero e 2.180 quelle dell'edile.

Nei servizi grande interessamento del comparto 'alloggio e ristorazione' con 10.420 entrate previste nel trimestre (14,1%), dei 'servizi alle persone' (10.110 entrate) e del commercio con 8.590 (11,6% del totale). Professionisti commerciali e dei servizi copriranno il 22% delle entrate di marzo, il 23% dirigenti, specialisti e tecnici. Gli operari specializzati e i conduttori d'impianti si attesteranno sul 33%, mentre impiegati e profili generici sul 9% e 13%.

Le assunzioni di giovani under 30 interessano il 30% del totale, dato che sale al 39% nell'area commerciale e vendita, e al 26% nelle aree di produzione di beni ed erogazione di servizi. Il 74% delle assunzioni richiede esperienza specifica o di settore, mentre il 25% applicherà soluzioni creative e il 13% coordinerà altre persone.

In merito alle aree il 44% delle entrate riguarda la produzioni beni ed erogazione di servizi, il 17,3% la vendita e il 15,6% quella tecnica e di progettazione. Il 13% l'area logistica, il 5,5% e il 4,6% le aree amministrativo-finanziaria e direzionale.

redazione

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