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Attualità | 24 marzo 2022, 12:40

Nel 2021 ogni cuneese ha smaltito sette chili di materiale proveniente da elettrodomestici

Sono i numeri dell'indagine condotta da Raee. Incrementa il dato rispetto al 2020 soprattutto per quanto riguarda Tv e frigoriferi. La Granda è sopra la media nazionale e poco al di sotto la media del Nord per rifiuti pro capite

Nel 2021 ogni cuneese ha smaltito sette chili di materiale proveniente da elettrodomestici

Nel 2021, la provincia di Cuneo ha raccolto  4.058 tonnellate di rifiuti provenienti da materiale elettronico. Una dato che è incrementato di qualche quintale rispetto al 2020 segnando un +2,7%. Numeri che non si possono interpretare univocamente, ma che attestano, senz’altro, come anche nella Granda i vari bonus mobili e elettrodomestici abbiano influito, seppur non in maniera così consistente, sugli acquisti e, quindi, sul generare rifiuti di apparecchiatura elettronica.

Lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, piani cottura, ma anche aspirapolveri, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori e computer. Sono questi gli strumenti a rappresentare, anche per ragioni di peso, la parte più consistente dei rifiuti elettronici arrivati alle isole ecologiche nella nostra provincia.

Da soli rappresentano più della metà di quanto è stato raccolto nell’anno solare scorso. I ‘grandi bianchi’ (rappresentati nella categoria R2) e piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4) sono rispettivamente il 29% e il 26% del totale dei rifiuti raccolti, oltre 2.200 tonnellate.

Seguono frigoriferi e climatizzatori (R1) che hanno costituito il 23% del totale (poco più di 900 tonnellate) e a seguire Tv e apparecchi con schermi (R3), il 21%, circa 850 tonnellate. Decisamente più indietro, anche perché più leggeri, le sorgenti luminose (R5), appena 27 tonnellate, lo 0,67%.

Rispetto all’anno 2020, però, si segnala come solo la categoria R3 e R1 hanno segnalato un incremento, rispettivamente un +14% e +5,7%. Tutti in contrazione, invece, gli altri apparecchi smaltiti.

Per quantità di rifiuto Cuneo è la seconda provincia piemontese seguita da Torino con 12.345 tonnellate di elettronica dismessa. 

Mentre a livello pro-capite Cuneo è sopra la media piemontese di 6,07 chili di rifiuto smaltito da ciascun abitante. Ogni cuneese, infatti, secondo i dati riportati da Raee, ha prodotto nel 2021 quasi 7 chili di rifiuto elettronico (6,9 per la precisione). Meglio di noi in Piemonte il Vco (9,34 chili), Vercelli (7,57) e Novara (7,18). Cuneo è di poco sotto al rifiuto generato a livello pro capite dagli abitanti della macroarea del Nord Italia (7,28 chili), ma sopra a quella nazionale (6,46).

Due sole province piemontesi sono sopra la media dell’area Nord e tre sotto quella italiana, questa è la fotografia a tinte fosche del Piemonte” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “Come possa avvenire nella stessa Regione che ci si muova da una situazione di eccellenza come il Verbano – Cusio - Ossola ad una marcatamente insufficiente come quella di Asti dovrebbe essere oggetto di indagine. E indagare è senz’altro necessario per comprendere come mai la raccolta pro capite dei grandi bianchi ad Asti equivalga a un decimo di quella dell’area del Verbano. Quali sono le filiere alimentate? Dall’osservazione dei dati emerge che la provincia di Torino, che da sola genera oltre il 47% dei RAEE piemontesi, potrebbe fare molto di più, visto che l’obiettivo europeo chiede nei fatti di raddoppiare il risultato. Quanto tempo occorrerà prima che si possa vedere il traguardo di questa corsa… alla raccolta differenziata?”.

Daniele Caponnetto

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