Curiosità - 10 aprile 2022, 12:47

Quattro chiacchiere con Tiziana Ghiglioni, la “First lady” del jazz italiano

Oggi, domenica 10 aprile, è negli studi Voice Dc Vocal Coaching a Pollenzo per una Master Class sul canto Jazz

La "First Lady" del jazz italiano, Tiziana Ghiglioni

Per lei la musica è sempre stata una passione: le luci del palcoscenico, il fascino del jazz, quella voce inconfondibile. Poi la passione è diventata la sua vita.


Nata a Savona il 25 ottobre del 1956, Tiziana Ghiglioni è considerata la “First lady” del panorama jazzistico italiano. Un’artista di fama internazionale, molto apprezzata per le sue esecuzioni del repertorio jazzistico tradizionale; mostra una particolare predilezione per il free jazz, le contaminazioni e l’essere una donna nel mondo del jazz.


Tutto inizia alla fine degli anni ‘70 con la fortunata tournée di uno spettacolo tra Shakespeare e Duke Ellington con Giorgio Gaslini e Giorgio Albertazzi. Nel 1981 incide il suo primo disco “Lonely Woman”, seguito da altre incisioni di successo, che le guadagnano consensi di critica e di pubblico.

Ha lavorato con tutti i migliori jazzisti italiani, come Enrico Rava, Franco D’Andrea, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Gianluigi Trovesi, Giancarlo Schiaffini.

Con un musicista, in particolare, ha instaurato un profondo rapporto umano e musicale: il grande pianista e compositore afroamericano Mal Waldron, con cui si è esibita in tutta Italia e in Europa, quasi ripercorrendo i tempi in cui Waldron suonava con Billie Holiday.


In 35 anni di carriera, Tiziana Ghiglioni è stata protagonista di importanti tour nazionali e continentali, partecipando a tutti i più noti eventi del settore. Inoltre, è titolare della cattedra di canto jazz presso il conservatorio di Cuneo.

Numerosi i premi in bacheca, tra cui: Rai Jazz, Iseo Jazz, Positano Jazz e Italian Jazz Awards, oltre al conferimento nel 1994 della Targa Tenco come migliore interprete dei brani del cantautore. Ma non finisce qui. Nel 2007 e 2010 ha ricevuto due nomination come Best Jazz Singer agli Italian Jazz Awards - Luca Flores.

I suoi tratti distintivi? Voce incredibile, grinta impareggiabile e una grande disponibilità. La stessa con cui ha risposto alle domande di questa intervista. Incontriamo la vocalist ligure prima della Master Class sul canto jazz, che si tiene oggi, domenica 10 aprile, negli studi Voice Dc Vocal Coaching a Pollenzo. Un appuntamento curato da Daniela Caggiano e aperto non solo a coloro che amano il jazz, ma pure a chi vorrebbe avvicinarsi a questo genere. Si parlerà di vocalità, interpretazione e improvvisazione, elementi caratterizzanti di questo stile, con l’accompagnamento al piano di Michele Dotta.

Ora però... via alle danze!

Tiziana, come nasce la tua passione per il canto e quando hai deciso di scegliere il jazz in particolare? Raccontati ai nostri lettori…

«Ho sempre amato cantare sin da bambina ed ascoltare musica è sempre stata una grande passione. Ho deciso di diventare una cantante jazz quando vivevo a Londra e studiavo lingue. Ho cominciato a frequentare il Ronnie Scott’s Jazz Club che ospita ancora musicisti da tutto il mondo. In questo Club vidi per la prima volta la grande Tania Maria, pianista e cantante brasiliana superlativa, che mi colpì a tal punto da farmi decidere di seguire quella strada».

Diventare una famosa ed apprezzata cantante jazz era il tuo sogno?

«In realtà non inseguivo il sogno di diventare cantante, volevo diventare una traduttrice, un’interprete, una giornalista. Fare la jazzista è diventato un sogno reale strada facendo».

Che cos’è per te il jazz?

«Il jazz è la mia vita, il mio interesse principale, la mia storia. È la mia passione e l’ho trasmessa anche a mia figlia, che ha intrapreso questa strada ancora più giovane di me».

Chi sono stati i tuoi maestri o modelli che ti hanno ispirata?

«Ho ascoltato, in ordine di tempo, tutte le grandi interpreti americane Billie Holiday, Ella Fitzgerald Sarah Vaughan, Carmen McRae, Nina Simone, poi le europee come Norma Winstone, Karin Krog. Mentre i più grandi musicisti che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo sono: Miles Davis, Archie Shepp, Chet Baker e Sonny Rollins».

Qual è il brano che ti emoziona di più nel tuo repertorio?

«Tanti, ma in particolare “Lonely Woman” di Ornette Coleman».

Tanti i progetti e le collaborazioni che hai intrapreso e realizzato nella tua lunga carriera. Che cosa ti hanno lasciato?

«Non posso dire chi è il mio interprete preferito: ognuno ha una personalità, una poetica diversa dunque tutti mi hanno lasciato un segno, una fonte di grande ispirazione».

Qual è l’artista con il quale avresti voluto collaborare?

«L’artista con cui avrei voluto collaborare è Ornette Coleman, che fortunatamente ho conosciuto ed al quale ho dedicato il mio primo disco, per poi cantare molti dei suoi brani. Purtroppo ci ha lasciati alcuni anni or sono!».

Puoi fare un bilancio della tua carriera da jazz singer italiana e donna?

«Posso dirmi piuttosto soddisfatta come musicista di jazz. Ho inciso e collaborato con musicisti di fama mondiale sia italiani che stranieri, ho collaborato con musicisti stilisticamente molto diversi per creare gruppi di ricerca e sperimentare vari generi e cercare di sviluppare in modo creativo le nostre tendenze. Ho scritto testi in italiano, inglese e francese per musiche composte per lavori teatrali e performances».

Per una donna è più difficile fare jazz? C’è stato un momento in cui hai pensato che non ce l’avresti fatta?

«Come donna ho dovuto rinunciare ad una vita regolare, in famiglia, a volte sacrificare gli affetti. Ho cercato di essere una madre presente e quasi normale, ma non è sicuramente facile coniugare la vita d’artista con gli impegni e la cura che meritano gli affetti profondi».

Qual è il tuo rapporto con i colleghi maschi?

«Tuttora, con i dovuti cambiamenti, ci sono parecchie ragazze cantanti e musiciste che intraprendono questa strada. Non è mai stato facile, ma i musicisti di jazz sono pronti a stimare ed accogliere chi lavora seriamente, si impegna e condivide gioie e dolori».

Fino a che punto il jazz è una musica americana?

«Questa è una domanda da dibattito. Bisognerebbe discuterne un bel po’ per non banalizzare il jazz, che è storicamente di appartenenza afroamericana. Al momento il jazz è una musica che si suona in tutto il mondo con molteplici sviluppi e contaminazioni».

Che situazione c’è oggi in Italia per i giovani che vogliono avvicinarsi al canto jazz? E qual è il tuo consiglio per loro?

«La situazione in Italia, come in tutta Europa e nel mondo, non è semplice, così come per tutti. È molto migliorata la cultura, la didattica, l’organizzazione. I ragazzi possono studiare in Italia e all’estero, quindi viaggiare, scambiare conoscenze con musicisti di tutto il mondo, un modo importante di unirsi e arricchirsi, di crescere per mezzo della musica, migliorare come esseri umani».

Oltre al jazz, che tipo di musica ascolti?

«Ascolto musica classica, musica nera e anche musica pop. Amo le musiche di tradizione popolare, sono curiosa e cerco di ascoltare, di tenermi informata».

Come occupi il tempo libero dalla musica?

«Non ho molto tempo libero, ma amo leggere, amo l’arte visiva e adoro viaggiare, quando è possibile. Inoltre, amo il cinema, il teatro, la danza ed anche lo sport, anche se sono diventata un po’ pigra».

Quanto è importante il ruolo sociale di un artista, secondo te?

«Il ruolo dell’artista dovrebbe essere importante, ma dipende sempre dal messaggio che ogni artista vuole e può lasciare. La musica commerciale, creata e costruita per il successo, è fatta per vendere e non lancia un messaggio utile alle nuove generazioni, non aiuta a migliorare le condizioni di chi ascolta, è un ottimo passatempo!».

Sogni nel cassetto di Tiziana Ghiglioni artista?

«Non sono mai stata un tipo da sogni nel cassetto e, comunque, ho lavorato molto per realizzare progetti che non avrei mai pensato di realizzare. Mi auguro di continuare a lavorare sempre, di inventare nuovi modi, di cercare suoni, di poter sfogare le mie fantasie attraverso la musica».

… E sogni della Tiziana Ghiglioni donna?

«Mi piacerebbe diventare nonna, prima o poi».

Un messaggio per i nostri lettori…

«Non vedo l’ora di incontrarvi a Pollenzo. Nel frattempo qui c’è il mio personale messaggio a tutti voi: https://www.youtube.com/watch?v=0G43Ujttykc».

Dite la verità, state già cantando?

Silvia Gullino