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Schegge di Luce | 10 aprile 2022, 07:59

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi del Cappellano militare don Cosimo Monopoli

Commento del Vangelo della Messa del 10 aprile, Domenica delle Palme, anno C

"Ingresso di Gesù a Gerusalemme”, opera dell’artista braidese Pinuccia Sardo

"Ingresso di Gesù a Gerusalemme”, opera dell’artista braidese Pinuccia Sardo

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».

Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».

Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».

Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre». (Lc 19,28-40)


Oggi, 10 aprile, la Chiesa celebra la domenica delle Palme (Anno C, colore liturgico rosso).

A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Cosimo Monopoli, Cappellano Militare per l’Esercito Italiano in Avellino. Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di Luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole che sono come scintille per accendere le ragioni della speranza che è in noi. Eccolo il commento.

Con la domenica delle Palme la Chiesa entra nella “Magna Ebdoma”, la Settimana Santa, che riassume la vita di Gesù, culminante nella Pasqua di Risurrezione, centro e motivo della fede di ogni cristiano.

Gesù, pronto alla manifestazione della sua gloria nell’umiltà, si dirige verso Gerusalemme e, come il buon pastore, cammina dinanzi a tutti, poiché colui che desidera essere suo discepolo deve mettersi dietro a lui e seguire il suo percorso; sceglie di entrare nella città santa sulla groppa di un asinello, realizzando la profezia di Zaccaria che annunciava la venuta di un re diverso da quello atteso: non un messia a cavallo, dimostrandosi umanamente forte, ma un messia di pace, umile e misericordioso.

Tutti attendono il messia e tutti lo accolgono nell’esultanza, ma ognuno secondo le proprie aspettative: chi lo vede nel suo ideale di messianismo di pace e lo condivide, che è simboleggiato da coloro che gettano i propri mantelli, cioè affidano la propria persona, sul somarello, quindi sull’identità di umiltà che Gesù sta manifestando; e chi ha alimentato l’attesa del messia forte e dominatore, evidenziando la propria identità ponendo i propri mantelli sulla strada che deve percorrere il re, dando chiara volontà di sottomissione al liberatore e di piena condivisione al suo operato.

Ognuno vede in Gesù l’inviato di Dio, ma non tutti comprendono pienamente quale sia la volontà del Padre; resta la costante domanda che chiede giustizia: possibile che ci sia ancora bontà per chi compie il male? Quando finisce il tempo della misericordiosa attesa? Quante volte ancora dovrò perdonare?

Una errata ed egoistica risposta a queste domande spinge i farisei di tutti i tempi a chiedere di far tacere chi ha la pazienza dell’amore, chi esprime la bontà dell’attenzione, chi pone la priorità della persona umana, chi non vuole spegnere il lumino fumigante, chi vuole concimare ancora la terra, chi non vuole condannare… poiché il giusto mi è di rimprovero!

Gesù ci consegna una garanzia: la ricerca della pace, la via dell’umiltà, l’espressione della gioia cristiana… non può essere soppressa, poiché anche le pietre grideranno; cioè la pietra tombale dei giusti, come quella posta innanzi al sepolcro del Signore, dovrà dare spazio alla vita e la vita chiede l’armoniosa pace.

Per questo, come manda i due discepoli a slegare il somarello, come li manda in missione per annunciare il regno, come li manda a testimoniare la risurrezione, come li manda ad ammaestrare tutte le genti, così dalla liturgia manda ciascuno di noi a testimoniare la vera vita, affinché quei disorientamenti creati da condizionamenti attuali (come per esempio la pandemia o la guerra) possano trovare nel Cristo il vero punto di riferimento a cui ogni persona, ad ogni livello, deve attingere per la propria serenità e per quella del prossimo, per giungere alla pienezza della gioia con il Risorto.

Silvia Gullino

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