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Choconews | 15 aprile 2022, 09:23

Un sogno di pace, una speranza di rinascita

La festa cristiana per eccellenza invita alla pace e alla rinascita verso una vita migliore, anche con i suoi dolci come le uova, che presso tutte le civiltà da sempre sono il simbolo universale della primavera e della vita che riprende

Un sogno di pace, una speranza di rinascita

Dopo due anni in zona rossa, ci aspetta una Pasqua in zona bianca. Vorremmo dire serena e di pace, mentre “venti di guerra” soffiano impetuosi.

La festa cristiana per eccellenza invita alla pace e alla rinascita verso una vita migliore, anche con i suoi dolci come le uova, che presso tutte le civiltà da sempre sono il simbolo universale della primavera e della vita che riprende.

Mai come in questi ultimi anni abbiamo desiderato una nuova partenza nel segno della serenità, per noi e per tutte le persone in difficoltà.

Dolci colombe e uova di cioccolato sono per questo benvenute nelle nostre case. Soprattutto, per la gioia dei più piccoli ma non solo, sono attese le uova con la sorpresa, che già occhieggiano nelle vetrine dei negozi con il loro luccicante incarto e i decori di marzapane e zucchero.

Non è stato sempre così. Un tempo a Pasqua, si scambiavano semplici uova di gallina.

In tanti rivendicano la paternità delle uova di Pasqua, come le intendiamo oggi: il primo a far realizzare un uovo di cioccolato sarebbe stato Luigi XIV nel 1700, ma per gli inglesi l’invenzione risalirebbe a John Cadbury, che in epoca vittoriana nel 1842 modellò del cioccolato a forma di uovo.

Sono in molti a sostenere che in realtà la patria sia proprio l'Italia. Anzi Torino che era stata la prima città italiana ad accogliere il cioccolato portato nel ‘500 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia habitué alla corte di Spagna dove si beveva la xocoatl: semi di cacao macinati, acqua e spezie.

Il merito va alla vedova Giambone, di cui non conosciamo il nome, titolare di una pasticceria nella centralissima Contrada Nuova (oggi via Roma) di Torino. Non mancava certo di fantasia la signora che nel 1725 ebbe l’idea di regalare ai suoi nipotini un cestino uova di cacao, ottenute riempiendo gusci vuoti di uova di gallina con miele e cioccolato liquido.

Li propose poi nella sua pasticceria, insieme ad una gallina viva e ruspante. Ai bambini raccontava che le uova erano deposte da una grande gallina fatta anch’essa di cioccolato.

I pasticceri di Casa Sartorio, sempre a Torino, idearono intorno al 1920 uno stampo a cerniera chiuso che, ruotando velocemente, distribuiva il cioccolato in modo uniforme, creando due mezze uova che venivano poi decorate e assemblate. In questo modo si poteva inserire nell’uovo una sorpresa, semplici animaletti in zucchero e confetti dapprima, poi veri e propri regali più o meno di valore.

Curiosità, divertimento, grande successo e via libera alla produzione di uova di cioccolato.

Prepariamoci a vivere una festa serena e non dimentichiamo in questi nostri tempi difficili le uova di cioccolato e colombe al sapore solidale, la cui vendita è promossa da molte associazioni di volontariato che si prendono cura di chi è più fragile.

Sono uova amiche, ci regalano un sogno di pace.

 

Cristiana Lo Nigro

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