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Transizione energetica | 18 aprile 2022, 06:00

Il materiale rigenerato entra nel mondo del vino

Anche il mondo degli imballaggi nel settore vitivinicolo si è attivato per trovare soluzioni che consentissero di limitare inquinamento e dispendio di materie prime, utilizzando materiali rigenerati

Il materiale rigenerato entra nel mondo del vino

Negli ultimi anni la tutela ambientale è un argomento che richiama l’attenzione di ogni settore. Anche il mondo degli imballaggi si è attivato per trovare soluzioni che consentissero di limitare inquinamento e dispendio di materie prime, utilizzando materiali rigenerati.

La ricerca ha permesso di realizzare imballi in materiale riciclato idonei anche per il settore dell’alimentare, da sempre molto attento alla contaminazione e sottoposto a rigidi protocolli sanitari. In particolare sono state proposte delle soluzioni di imballo al mondo del Vino che hanno rivoluzionato lo stoccaggio in cantina.

Sono stati ideati dei vassoi in materiale rigenerato che consentono l’invecchiamento in alternativa ai tradizionali gabbioni in ferro o paretali in legno. Si tratta di vassoi termoformati con apposite sedi che permettono il perfetto alloggiamento delle bottiglie in modo protetto, facili da utilizzare e molto maneggevoli.

A livello logistico ci sono stati dei vantaggi importanti (ottimizzazione dello spazio, maggiore protezione delle bottiglie, facilità d’utilizzo, massima garanzia d’igiene, possibilità di automazione), ma dal punto di vista energetico e ambientale i vantaggi sono stati importantissimi: i vassoi sono prodotti al 100% con materiale rigenerato, il peso è contenuto e ottimizza l’utilizzo di materiale plastico, i processi produttivi sono molto efficienti e utilizzano energia prodotta da fonti rinnovabili, e la compattezza del prodotto, quando non è utilizzato, consente un risparmio di spazio fondamentale per la logistica con notevole riduzioni di costi di trasporto.

A tutto questo si aggiunge un altro indubbio vantaggio: il materiale plastico rigenerato garantisce l’impossibilità di proliferazione del fungo (l’Armillaria melea) responsabile dell’odore di tappo nel vino (TCA), causato ad esempio dai trattamenti fungicidi del legno. L’economicità del prodotto ne ha facilitato l’adozione e l’utilizzo.

Il vino, prodotto di eccellenza per il nostro mercato, risulta così protetto e sicuro in un imballo che rispetta l’ambiente, valorizza il rifiuto, protegge le bottiglie ed evita ogni contaminazione.

Dott. Remo Ciccone - CMP srl Saluzzo  (CN)   - www.cmp-plast.it

 

 

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