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Eventi | 07 maggio 2022, 18:13

Urban Art for Inclusion: l’associazione albese “Espressione Hip Hop” in Africa

Claudio Boano ha raccontato il progetto di scambio nella cultura hip hop internazionale, che ha coinvolto sei associazioni per dieci giorni

Urban Art for Inclusion: l’associazione albese “Espressione Hip Hop” in Africa

Era il 2006 quando il rapper statunitense Nas faceva uscire il suo album “Hip hop is dead”, una provocazione politica e una provocazione al settore musicale che da qualche anno guardava con nostalgia alla Golden Age degli anni '80 e '90.

Un anno dopo, nel 2007, un gruppo di giovani ballerini albesi iniziava a esibirsi in giro per il Piemonte con il Centro Giovani della Zona H e durante uno di quei primi viaggi, sull'autobus, decidevano di fondare una crew e chiamarsi Free Steps, dicendo a loro stessi e a chi li incontrava che no, l’hip hop non era esattamente morto, anzi.

Quindici anni dopo, la Free Steps Crew è diventata un punto di riferimento per la realtà hip hop locale e l’associazione da loro fondata, Espressione Hip Hop, è coinvolta in progetti internazionali, come “Urban Art for Inclusion”, che ha portato il vicepresidente Claudio Boano a Lomè, in Togo.
Giovedì 5 maggio, proprio nella sala dove è cominciata l’esperienza con i componenti della crew con cui avrebbe poi fondato l’associazione, Claudio ha raccontato il suo viaggio, durato dal 16 al 26 aprile.
Questi ragazzi erano desiderosi di avere input esterni. A differenza dell’Italia, è complicato garantire uno scambio con l’Europa e l’America, ma anche solo tra Stati africani più lontani. È stata una boccata d’aria fresca per tutti”, racconta Claudio che, arrivato in Togo, ha dato inizio al programma con alcune attività negli asili locali.

Urban Art for Inclusion”, progetto cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea, è un’iniziativa delle associazioni Iniciativa Internacional Joven (Malaga, Spagna), Espressione Hip Hop (Alba, Italia), A.a.u.t.s (Lisbona, Portogallo), Soleil d'Afrik (Lomé, Togo), Kbl studio (New York, USA) e Ideas (Guatemala).
Tredici i ballerini locali che con breaking, afro e contemporanea si sono esibiti per le strade di Lomè, spesso improvvisando e sempre con la cassa che permetteva loro di avere la musica in diversi punti della città.

La danza in quella terra è una questione culturale. È qualcosa di sociale, più o meno ballano tutti, è un’attività che vivono in maniera diversa da noi. Tra le nostre esperienze, ci sono stati anche dei momenti di spettacoli, di arricchimento reciproco e di condivisione. Non è stato uno scambio puramente nozionistico. È stato uno scambio umano, emotivamente intenso e di profonda sintonia”, continua il vicepresidente.

Il progetto, che coinvolge tre continenti, ha lo scopo di qualificare l’arte urbana e la cultura hip hop come strumento di inclusione sociale: “Sembra quasi strano doverlo precisare, perché l’hip hop è da sempre inclusione. E ora riusciamo a ricordarlo e a portare avanti l’obiettivo sotto un nome”, conclude Claudio.

Tra le altre attività, Espressione Hip Hop organizza incontri e lezioni con alcuni ragazzi ucraini ospitati a La Morra.

Coetaneo di “Urban Art for Inclusion” è il progetto “Creartivity”, una piattaforma online totalmente gratuita di corsi e attività mirate al miglioramento e al dialogo sulla creatività che coinvolge le associazioni Iniciativa Internacional Joven, Espressione Hip Hop, A.a.u.t.s, già presenti nel progetto succitato e alle quali si aggiunge T.E.A.M (Nicosia, Cipro).

Maria Pane

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