/ Storie di montagna

Storie di montagna | 08 maggio 2022, 07:15

STORIE DI MONTAGNA/10 - Alberto e le api del benessere

"Osservava e aiutava il papà a prendersi cura delle api e, senza accorgersene, imparava e iniziava ad amare il mondo di questo insetto meraviglioso, che produce oro dolce"

STORIE DI MONTAGNA/10 - Alberto e le api del benessere

Prosegue sulle pagine di Targato Cn il nostro appuntamento settimanale coi racconti di vita dalle valli cuneesi raccolti dalla scrittrice Cinzia Dutto.

***

Siamo a Sambuco, un paese dell'alta Valle Stura. Un caratteristico agglomerato di case alpine, che conta pochi residenti d'estate ma si anima di turisti con l'arrivo della bella stagione. In questo paradiso montano, circondato da cime accattivanti e prati da pascolo, nasce, cresce e si radica l'attività di Alberto Fossati, apicoltore che eredita la passione dalla sua famiglia. Già negli anni '90 i genitori di Alberto si prendevano cura di un centinaio di arnie, ma le gestivano a livello hobbistico, avevano creato un laboratorio, e il miele prodotto veniva utilizzato solo per la famiglia. Nel 1993 il papà di Alberto purtroppo muore e la mamma si vede costretta a vendere quasi tutte le arnie. Le poche che restano, però, diventano la passione di Alberto che quindicenne, piano piano, inizia a fare le sue prime esperienze in campo apistico e col passare del tempo si rende conto che quello doveva essere il suo mestiere! Osservava e aiutava il papà a prendersi cura delle api, e senza accorgersene imparava e iniziava ad amare il mondo di questo insetto meraviglioso che produce oro dolce!

Nel 2005 apre l'azienda apistica e decide di continuare la sua attività in montagna, di radicarsi nel paese dove, i suoi genitori, già lavoravano e accudivano le prime arnie di famiglia. Con il contributo del Piano di Insediamento Rurale questo ragazzo inizia la sua avventura e piano piano aumenta le sue arnie. Oggi ne gestisce 350. Ciò che più l'ha formato, è stata la sua esperienza personale, fatta sul campo.

Secondo Alberto, ci vogliono almeno 10 anni per essere un buon apicoltore, la strada è fatta di pazienza, tentativi, sconfitte e miglioramenti continui. La testa deve entrare nel mondo delle api, un ambiente particolare e tutto da decifrare, bisogna sapere leggere un alveare, capire se è in salute, proteggerlo, accudirlo: si tratta di una vera e propria missione.

Alberto tiene le sue arnie in alta quota, solo il miele di acacia viene prodotto nella piana, per il resto le sue api vivono tra i monti e questo comporta dei vantaggi: la certificazione bio, siamo lontani da pesticidi e veleni. La produzione di mieli speciali come: rododendro, lupinella e la Melata d'Abete. La vendita di un prodotto a km zero, di cui si conoscere la provenienza e di cui si può sentir parlare con passione dal suo produttore. Non mancano però i disagi come una stagione molto corta, il dover creare nuove colture per potere permettere alle api di avere di che nutrirsi più a lungo, il combattere contro il disastro climatico in atto, in cui il clima primaverile invita le api a delle uscite in esterno nella stagione sbagliata, per poi trasformarsi in morte all'arrivo del freddo della sera, che non le dà la possibilità di rientrare.

Alberto è giovane, pieno di vita, oltre a essere un buon apicoltore, ha un'eccellente manualità e spesso fa il falegname, il muratore, costruendo lui stesso parte dei locali dove c'è il negozio. Ha voglia di fare, di innovare e di far conoscere il mondo delle api, non solo per il miele, ma anche come elemento di benessere e per questo inizia a far conoscere l'apiterapia, ovvero curarsi con tutti i prodotti dell'alveare: polline, pappa reale, miele, propoli e il contatto indiretto con questi preziosi animali.

Nasce il primo "Apiario del Benessere" della Valle stura.

Alberto mi ha mostrato con orgoglio questo piccolo capolavoro, costruito da lui durante il lockdown. Una struttura ricca di particolari dove il calore del legno, la cura dei dettagli, e il panorama dalle grandi finestre, ti fanno sentire accolto.

Ma come funziona l'Apiario del Benessere? Ci sono 16 arnie che vivono attaccate alla parete esterna della struttura e che sono a diretto contatto con essa. Non possono entrare perchè una griglia li separa dalla casetta, ma il profumo dell'alveare satura l'ambiente, portando beneficio a tutto il corpo, ma soprattutto all'apparato respiratorio. L'ospite fa delle sedute di un'ora, accoccolato sulle accoglienti poltrone, ammirando il panorama montano da cui si è circondati e avendo beneficio, semplicemente respirando. Questo Apiario del benessere è il più grosso d'Italia, può accogliere fino a 5 persone, rispettando le regole sanitarie Covid. Questa bella esperienza, particolare e unica, può essere fatta solo da maggio a settembre, quando le api sono attive.

Non mi è stato possibile provare la sensazione di essere immersa in un alveare, ma Alberto mi ha invitato a farlo nel periodo giusto e vi racconterò l'avventura.

Parlare con Alberto vuol dire entrare nel mondo delle api a 360 gradi. Nel piccolo negozio ci sono prodotti di tutti i tipi compresa la cosmesi. La cura dei dettagli, l'attenzione al prodotto, il calore del legno fanno sentire il cliente come in una piccola baita alpina.

Ho visto gli occhi di Alberto illuminarsi mentre mi raccontava la sua storia e mi ha fatto percepire, in modo evidente, il suo amore per questo mestiere, che ha scelto di continuare e di svolgere in quota. Sono questi i giovani che rendono viva la montagna, che offrono a chi arriva da fuori delle novità, un buon prodotto e le attenzioni che si aspetta una persona quando arriva in un ambiente che non frequenta spesso. Giovani che portano innovazione alla tradizione. Alberto ora sta lavorando su un progetto per permettere alle persone di soggiornare a Sambuco, lavora duro e fatica ma ci crede e nell'estate ci saranno novità!

Dove puoi trovare Alberto?

 http://www.instagram.it/apicoltura.fossati

http://www.facebook.com/Apicoltura-biologica-Fossati-268601453505017/ http://www.apicolturafossati.com/

Anche oggi una storia per far conoscere le persone che vivono le nostre montagne, anche oggi vi ho portato in un mondo che pochi conoscono: le api. Vorrei pensare che se andrete a trovare Alberto, ora che conoscere la sua storia, capirete che non state comprando solo un barattolo di miele ma una tradizione di famiglia! La mia caccia di storie continua… alla prossima domenica con la rubrica “Storie di Montagna”.

***

Cinzia Dutto nasce a Cuneo nel 1975. Fin da bambina è appassionata di montagna, che impara ad amare grazie al nonno materno, figura carismatica per lei importante. Nel 2009 ha pubblicato per Primalpe il volume di narrativa "Memorie d'asino", mentre nel 2021 ha dato alle stampe per L’Arabe Fenice "Il diario di Maria. Storie di donne sulle montagne della Resistenza". La passione per le buone storie, la scrittura e la montagna la portano ad aprire un blog (cinziadutto.com/), col quale inizia a "raccontare le persone, le scelte, le vite differenti". Si definisce una "cacciatrice di storie" e gira per la provincia alla ricerca di attori per i suoi racconti. Cinzia ha un profilo Instagram (cinzia_dutto_fanny) e una pagina Facebook (Fannydeicolli).

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium