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Al Direttore | 10 maggio 2022, 19:04

Aspettando l'Adunata, il saluto commosso dei bersaglieri cuneesi: "Anche noi siamo l'Italia!"

Tanti gli abitanti del Belpaese che con orgoglio, hanno indossato, sul bavero dell’uniforme, le gloriose “Fiamme cremisi

Una vecchia sfilata del corpo dei bersaglieri

Una vecchia sfilata del corpo dei bersaglieri

Egregio Direttore,

siamo un gruppo di patrioti cuneesi che salutano con commozione ed entusiasmo la venuta a Cuneo dei Bersaglieri per il loro Raduno nazionale. Anche il Corpo dei Bersaglieri, come le altre gloriose Forze Armate, è la nostra Italia.

Era il 1836, quando il capitano Alessandro La Marmora propose a Carlo Alberto la costituzione nell’Armata Sarda di un corpo di militari con le tipiche funzioni della fanteria leggera, caratterizzato, però, da un’inedita velocità di esecuzione delle mansioni affidate e da una grande versatilità d’impiego: erano nati i Bersaglieri. Il primo ad indossarne la caratteristica uniforme, completata da quello che sarebbe diventato il leggendario “cappello piumato”, fu un nostro concittadino: il sergente Giuseppe Vayra, di Cherasco.

Rapidamente sono entrati  nell’immaginario collettivo come l’archetipo del soldato italiano “per eccellenza”. Entrano a Roma nel 1870, restituendola all’Italia dopo quattordici secoli: l’immagine di quel 20 settembre glorioso rimarrà immortalata per sempre nel celebre quadro di Michele Cammarano. Sono sulle insanguinate pietraie del Carso, dove uno di loro, Enrico Toti – un mutilato romano che tanto insiste finchè viene arruolato – esaurite le munizioni, lancia contro i nemico la sua stampella. Corrono su tutti i fronti della seconda guerra mondiale: dalla Grecia, ai Balcani, alla Russia, all’Africa. Sono i giovani soldati che cantano allegramente,  andando verso El Alamein.

Tanti gli italiani che con orgoglio, hanno indossato, sul bavero dell’uniforme, le gloriose “Fiamme cremisi”.

A tutti ricordiamo un evento. Sono passate da poco le cinque del mattino di quel 26 ottobre 1954, quando, finalmente, i Bersaglieri dell’avanguardia della Brigata corazzata “Ariete” entrano a Trieste, che li sta attendendo, dopo dieci anni di indicibili sofferenze. E’ un tripudio: tutti i triestini sono per le strade ancora avvolte nell’oscurità: piangono, cantano, abbracciano i Bersaglieri e li ricoprono di fiori. Il noto cantante Teddy Reno, in piedi su un improvvisato palco, intona, in una piazza esultante, “ Le campane di San Giusto”. 

Evviva sempre i Bersaglieri! 

Paolo Chiarenza, Guido Giordana, Alberto Anello, Paolo Barabesi, Luca Ferracciolo, Ivano Lai, Maria Grazia Montalbano, Fabio Mottinelli, Maurizio Occelli, Mario Pinca, Denis Scotti, Enzo Tassone, VandaValerio, Mauro Vannucci

 

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