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Attualità | 18 maggio 2022, 13:24

Col "Cammino nella Resistenza" trenta giorni nella storia, dalla Valle Varaita alla Valle Belbo

Presentato al Museo della Resistenza di Somano, in Alta Langa, il progetto che propone una camminata di un mese attraverso le valli cuneesi che furono teatro della lotta partigiana

I partecipanti alla presentazione organizzata nei giorni scorsi dal sindaco di Somano Claudio Paolazzo

I partecipanti alla presentazione organizzata nei giorni scorsi dal sindaco di Somano Claudio Paolazzo

A Somano, in Alta Langa, sorgono nella frazione Garombo un museo e un monumento alla Resistenza costruiti nel 1976 per ricordare le vicende delle formazioni garibaldine che operarono nell'area e delle bande di Giustizia e Libertà che vi giunsero con la "pianurizzazione" ai primi di gennaio del 1945.
E’ in questa cornice che sabato 14 maggio è stato presentato il "Cammino nella Resistenza": un progetto, e dall'estate scorsa anche un libro pubblicato dall'editore Fusta, di Paolo Calvino, che propone una camminata di un mese dalla Valle Varaita alla Valle Belbo.

Un itinerario di grande fascino, che offre la possibilità di conoscere una parte importante della storia italiana, e nello stesso tempo attraversare magnifici boschi e borgate dalle pregevoli architetture, godere di splendidi panorami di alta montagna e di collina, ammirare affreschi e pitture realizzati da artisti sconosciuti ai più.

L'incontro è stato organizzato dal sindaco di Somano Claudio Paolazzo, che ha accolto i relatori e il pubblico nei locali recentemente rinnovati del Museo della Resistenza.

L'autore del libro, Paolo Calvino, ha ricordato che nella provincia di Cuneo, una dozzina di valli alpine vide nascere la Resistenza nelle ultime settimane dell'estate del 1943. Nei venti mesi successivi, le valli cuneesi furono il rifugio e il sostegno dei partigiani; soffrirono i rastrellamenti nazifascisti, ma sperimentarono anche la libertà e la democrazia delle prime repubbliche; infine, nella primavera del 1945, diedero l'impulso iniziale alla liberazione del Paese.

"Chi potrà dedicare alla camminata un intero mese —
ha spiegato Calvino - godrà pienamente i benefici psicofisici che si manifestano dopo due-tre settimane continuative di attività, anche se le 30 tappe che compongono il Cammino nella Resistenza sono state pensate per essere percorse anche come itinerari singoli o a blocchi a seconda del numero di giorni che si hanno a disposizione".

L'ambiente in cui si cammina è paragonabile a un testo da leggere o a un museo da visitare, ma una camminata restituisce più di quanto un libro o un museo da soli possano fare, perché l'immersione nei luoghi della storia dà la possibilità di comprendere con il proprio corpo le condizioni in cui si svolsero i fatti. Per esempio, camminando si sperimentano le distanze, diventano chiari concetti
come la fatica o il pericolo.

Paolo Calvino ha poi illustrato la penultima tappa del Cammino nella Resistenza, che partendo da Murazzano si sviluppa attraverso alcuni luoghi importanti per la Resistenza: Bonvicino, Lovera, la borgata Martina e la località Paolazzi, per poi giungere a Somano e al Museo di Garombo e concludersi a Bossolasco, al Parco della Resistenza.

Sono quindi inervenuti gli ospiti della giornata, primo tra i quali il presidente dell'ANPI di Alba, Enzo Demaria, che ha sottolineato l'importanza di coinvolgere le giovani generazioni nella trasmissione della memoria storica della Resistenza.

Il presidente dell'Unione Montana Alta Langa, Roberto Bodrito, ha evidenziato che in Alta Langa c'è un'evoluzione dell'offerta turistica legata alla cultura, nella quale va a inserirsi anche il progetto del Cammino nella Resistenza.

Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte, ha richiamato l'importanza dei cammini come modalità di viaggio che permette di incontrare le comunità e conoscere le loro storie.

Era presente all'incontro anche il direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo, Gigi Garelli, che ha messo in luce l'utilità del libro di Paolo Calvino per avvicinarsi alla comprensione della Resistenza cuneese nel suo complesso, andando oltre la conoscenza delle vicende strettamente locali.

Giuseppe Rolfo, curatore del Museo della Resistenza di Somano, ha richiamato il prezioso contributo dato alla Resistenza dai contadini, e dalle donne in particolare, che, tra l'altro, curavano i partigiani feriti o ammalati, nascondevano i contenitori lanciati dagli Alleati e fronteggiavano i rastrellamenti nazifascisti.

A conclusione dei lavori, il presidente nazionale Uncem, Marco Bussone, ha ricordato la necessità di lavorare per lo sviluppo dei piccoli Comuni di montagna e il contributo che a questo sviluppo possono dare i cammini che sono stati ideati in varie regioni italiane.

In quest'ottica, Paolo Calvino ha auspicato che si possano organizzare iniziative in collaborazione con più Comuni e, in futuro, collegare tra loro i Cammini esistenti dedicati alla memoria e alla storia della Resistenza.

Per informazioni sul Cammino nella Resistenza: https://paolocalvino.blogspot.com/2021/05/il-cammino-nella-resistenza.html

Per informazioni sul Museo della Resistenza: Giuseppe Rolfo, cell. 335/66.32.683.

Redazione

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