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Economia | 18 maggio 2022, 14:20

La psicologia della vittoria - Cosa succede al nostro cervello quando vinciamo?

Succede per le competizioni sportive, nei dibattiti, nelle elezioni e addirittura nelle competizioni di canto come quello di Eurovision

La psicologia della vittoria - Cosa succede al nostro cervello quando vinciamo?

Succede per le competizioni sportive, nei dibattiti, nelle elezioni e addirittura nelle competizioni di canto come quello di Eurovision. Scatta qualcosa nei nostri cervelli quando vinciamo. 

L'effetto vincitore" (The winner effect) è un termine usato in biologia per descrivere quel fenomeno che accade quando un animale che sconfigge avversari deboli ha molte più probabilità di vincere attacchi successivi da parte di animali più forti.

Questo status mentale, però, non si manifesta esclusivamente negli animali, ma anche negli esseri umani. Nel suo libro “The Winner Effect” (l’effetto del vincitore), il neuroscienziato e psicologo clinico Ian Robertson spiega che la vittoria e, il successo in generale, cambiano i meccanismi chimici del cervello, rendendoci più concentrati, più aggressivi e  più sicuri di noi stessi.

Secondo Robertson questo stato mentale viene stimolato da 4 processi chiave:

  • Il circuito di feedback della dopamina. Ogni volta che vinciamo abbiamo un rilascio di dopamina e quindi il nostro cervello registra i comportamenti che ci hanno fatto ottenere la vittoria e cerca di replicarli;
  • la rete di ricompensa, ovvero il sistema che collega le emozioni ai comportamenti;
  • la corteccia cingolata anteriore che valuta il rischio rispetto alla ricompensa di una situazione;
  • Il testosterone. Quando siamo in uno status competitivo si registra un aumento dei livelli di testosterone che ci rendono più aggressivi e competitivi.

Questo meccanismo scatta in tutte le situazioni competitive, grandi o piccole che siano. La spiegazione più ovvia sembra essere connessa al nostro istinto primordiale di sopravvivenza, quando i nostri antenati erano in situazioni di costante minaccia. Certo, con l’evoluzione non siamo più costretti a difenderci da animali feroci o da tribù nemiche. Questo stimolo però non è scomparso. L’aspetto più interessante da osservare è che questo meccanismo scatta anche in contesti ludici dove ci troviamo in uno stato euforico. Lo vediamo per esempio con alcuni giochi come ad esempio le slot online, uno dei giochi più popolari in rete dove i sistemi di ricompensa sono più accentuati. Gli individui che sono sotto l’effetto del vincitore acquisiscono il gusto per la vittoria e più sicurezza in se stessi.

In casi estremi questo può portare alcuni a sottovalutare i rischi e a sviluppare una dipendenza, proprio perché il rilascio di dopamina li stimola a ricercare le azioni che hanno portato alla vittoria. 

E che succede quando si perde? Secondo le ricerche di Robertson esiste anche l’altra faccia della medaglia. Se è vero che le persone che vincono sono più stimolate a vincere, le persone che subiscono una prima sconfitta hanno più probabilità di perdere in futuro. Insomma una profezia che si autoavvera.

L’effetto del vincitore è un concetto utile anche nel marketing. Quante volte ci siamo sentiti “fortunati” o “vittoriosi” perchè siamo riusciti ad afferrare l’ultima t-shirt nella nostra taglia oppure gli “ultimi posti sul volo”? La psicologia del marketing, utilizza gli stessi meccanismi di ricompensa per attrarre più clienti.

Perché vincere è così tanto importante per noi? 

Sappiamo che dal punto di vista scientifico i meccanismi neurologici vengono innescati dalla nostra ricerca di ricompense positive. Dal punto di vista filosofico possiamo dire che la vittoria ci trasmette quella sensazione di aver sconfitto la sorte e che forse quell’evento rientra in qualche disegno divino. Ad ogni modo vincere fa bene al nostro cervello, al nostro corpo e alla nostra vita in generale.

Richy Garino

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