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Attualità | 19 maggio 2022, 09:14

Duro "j'accuse" di Betti Balducci del Partito Gay-LGBT+ su presunti comportamenti scorretti di amministrazioni della Granda in cui il partito ha depositato le liste per le comunali

Ma i sindaci in scadenza restituiscono le accuse al mittente, che da parte sua rilancia, promettendo assidua presenza sul territorio in campagna elettorale

Davide Betti Balducci

Davide Betti Balducci

Giunge dai social un messaggio non certo sottotono di Davide Betti Balducci, presidente dell'associazione Diritti e Libertà e responsabile elezioni e liste elettorali per il Partito Gay-LGBT+, lista che nella nostra provincia si è presentata per le elezioni amministrative del 12 giugno in cinque comuni.

Ecco il testo:

"Quest'anno, come negli altri anni, abbiamo presentato delle liste nei comuni per le elezioni amministrative, le liste sono state accettate perché conformi alla legge e complete di tutto il necessario.

Dobbiamo anche dire che l'atteggiamento di diversi comuni del cuneese è stato scandaloso, per questo invitiamo la Prefettura di Cuneo, dottoressa Fabrizia Triolo, a monitorare attentamente sullo svolgimento delle elezioni, perché le irregolarità sono già molte.

Alcuni esempi:

- il comune che spacca il cd con i simboli del partito ed il programma, dicendo che senza quello la lista non si può presentare,

- il comune che dice che non sono valide le accettazioni di candidatura della Città di Torino,

- il comune che vuole il simbolo del partito a colori, in moduli dove non è obbligatorio mettere il simbolo,

- il comune che ha i dipendenti comunali che non sanno usare il computer per caricare il simbolo del partito e chiedono a noi di fare il lavoro per loro.

- il comune che vuole farci modificare l'atto principale in modo diverso, rendendolo non conforme alla legge

- il comune che non rispetta gli orari di apertura imposti dal Ministero dell'Interno

- il comune che dice che le pubblicazioni del programma elettorale delle liste lo pubblica sull'albo pretorio quando vuole, invece di fare come gli altri comuni ecc...

Non è ammissibile un far west del genere, sono 23 anni che faccio politica e presento liste in tutta Italia, ma la provincia di Cuneo è stata traumatizzante, le leggi vanno rispettate e non bisognerebbe invogliare le persone (inutilmente) ad abbandonare la corsa elettorale, trattandole da appestati, solo perché vogliono esercitare il proprio diritto di candidarsi alle elezioni.

Alcuni Sindaci pensano di essere dei Podestà, ma forse non si sono accorti che il fascismo è morto 77 anni fa e dovrebbero adeguarsi anche loro alla democrazia, ai diritti e alle libertà, se vogliono ancora rimanere rappresentanti delle istituzioni.

Era nostro dovere avvisare dell'accaduto, come è nostro dovere continuare a monitorare con il nostro pool di avvocati questi feudi indisciplinati."

La lista Partito Gay-LGBT+ ha depositato in Granda la proprie candidature per le prossime comunali, come detto, in cinque piccoli paesi: Bastia Mondovi, Cravanzana, Frabosa Soprana, Rittana e Salmour.

Colpiti della gravità delle accuse, pur generiche nell'individuazione dei presunti singoli colpevoli, abbiamo tentato di richiedere direttamente ai responsabili per legge del buon andamento delle operazioni elettorali dei rispettivi Comuni di competenza, cioè i Sindaci in scadenza (e nel caso di Cravanzana il commissario prefettizio pro tempore), un commento sullo scritto di Betti Balducci.

Con risposte di diverso tenore:

Francesco D'angelo, commissario prefettizio di Cravanzana e Paolo Crosetti, Sindaco di Bastia - che per inciso non si ricandida - non hanno fornito alcuna risposta;

Gianfranco Sineo, Sindaco di Salmour che si candida consigliere e Iole Caramello, Sindaca di Frabosa Soprana che si ricandida a primo cittadino, si sono limitati ad un "no comment", specificando di non ritenersi per nulla destinatari delle parole di Betti.

Più articolata la risposta del Sindaco uscente di Rittana Giacomo Doglio, che, per inciso, si ricandida per il secondo mandato: "Non è certamente il caso del nostro comune dove abbiamo una impiegata di un rigore e rispetto delle regole e delle persone assoluto. Le cose evidenziate nel messaggio sono di gravità intollerabile, ragion per cui e dal momento che mi risulta che il partito in questione si sia presentato in un numero di comuni che si conta sulle dita di una mano, sarebbe necessario accompagnare con nomi e cognomi le accuse per evitare che si generalizzino comportamenti inqualificabili. Anche questo rientrerebbe nelle cose che si dovrebbero pretendere nel nome del diritto e della democrazia". Aggiunge: "Se volessero venire a trovarmi a Rittana sarei contento di far conoscere loro il paese"

Data la concomitanza con la presentazione, relativamente a sorpresa, di liste legate ad un altro partito, Italexit, in tre dei cinque comuni - Frabosa Soprana, Rittana e Salmour - abbiamo vieppiù provato ad approfondire con Alessandro Balocco, referente provinciale del partito di Paragone, la vicenda, ricevendo una risposta lineare che ci è parsa sottilmente caustica: "Nulla da dichiarare, chi segue la normativa elettorale alla lettera non riscontra nessun tipo di problema."

Resta il fatto che, come sottolineato da Doglio, le accuse risulterebbero parecchio gravi, e chi meglio del diretto mittente avrebbe potuto aggiungere eventuali dettagli utili alla comprensione dei presunti fatti?

Alle nostre domande in merito alla mancanza di indicazione circostanziata degli individui che si sarebbero comportati nei modi descritti, alla richiesta di conferma della sua percezione di una ipotetica "anomalia" tutta cuneese, nonché alla individuazione a suo modo di vedere di soluzioni risolutive dei comportamenti da lui stesso denunciati, abbiamo ricevuto una risposta piuttosto articolata da Davide Betti Balducci, che sintetizziamo:

"Non presenteremo denunce formali perché tutti questi tentativi fatti in una parte dei comuni in cui ci siamo presentati non sono andati in porto. Qui si tratta più che altro di un problema etico e morale. Ci sono troppi sindaci che pensano che il Comune che amministrano sia casa loro! Tutte queste azioni non sono totalmente colpa di questi sindaci, è uno stile, c'è una ostilità.

Vogliono tenere le persone che non sono del territorio, fuori dal territorio. Non è un modo umano di fare politica. La colpa è anche di chi dovrebbe monitorare questi signori. Bisognerebbe controllare. Se io non tiravo fuori questa storia, non succedeva nulla. Altre persone mi hanno confidato di aver avuto anche in passato questi problemi. Bisognerebbe intervenire controllando gli amministratori! Che sia una coincidenza mi sembra impossibile, perché mi è stato detto che è un metodo".

Ci siamo infine spinti a chiedere le motivazioni del deposito delle proprie liste in tali comuni e a domandare a Betti se parteciperà alla campagna elettorale personalmente in loco.

"Abbiamo deciso di continuare il percorso del partito presentandoci in provincia di Cuneo come in altre. Contiamo già ventiquattro consiglieri in provincia di Torino. Quest'anno ci siamo dedicati anche alla Granda, per portare ad eleggere alcuni nostri rappresentanti in questo meraviglioso territorio! Tutte le liste che abbiamo presentato sono state accettate.

Ad un certo punto i comuni che hanno dimostrato questo atteggiamento ostile hanno dovuto cedere. Certamente sarò presente insieme ai candidati sindaci in tutti i comuni. Ci concentreremo di più proprio nei comuni in cui abbiamo trovato ostilità da parte degli amministratori. Quegli amministratori che hanno cercato di fermare questa ondata di persone per bene, preparate, di diritti, di libertà, di uguaglianza, questa ondata che pretende legalità e totale trasparenza, questa ondata che distruggerà ogni tipo di discriminazione, di ignoranza, di arroganza, di superiorità che queste persone hanno!; mettiamo pure in mezzo molti dipendenti comunali che trattano le persone in modo vergognoso!".

Insomma la campagna elettorale è formalmente cominciata da qualche ora, ma si preannuncia senza dubbio decisamente pepata!

IPE

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