Attualità - 19 maggio 2022, 19:19

Ad Alba l’ultimo saluto a Elvio Marchetto, fondatore e anima dell’associazione provinciale dei trapiantati di fegato

Aveva 92 anni. Pensionato Ferrero, trascorse gli ultimi trenta donando agli altri quella vita ritrovata con l'intervento subito a Torino nell’aprile 1993

Ad Alba l’ultimo saluto a Elvio Marchetto, fondatore e anima dell’associazione provinciale dei trapiantati di fegato

A giorni avrebbe compiuto 92 anni. Un traguardo importante ma nel suo caso ancor più sentito, vissuto con la consapevolezza di chi ha trascorso l’ultima parte della propria esistenza impegnandosi per il prossimo, facendo della propria esperienza di trapiantato un pungolo verso l’importante causa della donazione degli organi e uno sprone a non perdere la speranza per tanti malati come lui.

Mancherà a tanti, non soltanto nella capitale delle Langhe, la bella testimonianza di vita condotta da Elvio Marchetto, la cui esistenza terrena è cessata questa notte a Verduno. Nell’ospedale di Alba e Bra ha trascorso le sue ultime ore, accudito dai familiari, dopo che le sue condizioni di salute si erano improvvisamente aggravate negli ultimi giorni.

Originario di Garessio, ad Alba Marchetto si era trasferito nel 1957, quando venne assunto dalla Ferrero. Nella fabbrica del cioccolato avrebbe lavorato sino a diventare il responsabile del reparto deputato alla confezione della Nutella. Tre anni prima di trasferirsi si era unito in matrimonio con Albina, lei di origini liguri: un’unione che gli avrebbe dato una figlia, due nipoti e che da cinque anni lo aveva reso anche bisnonno.

E’ proprio la figlia Simona a ricordare come la sua esperienza di malato si fosse trasformata nella storia di impegno proseguita ininterrottamente per quasi tre decenni.

"Nelle scorse settimane mio padre ha festeggiato l’ultimo anniversario dal giorno, il 15 aprile 1993, che gli regalò altri 29 anni di vita. Venne operato dal dottor Mauro Salizzoni a Torino, un intervento lungo e complesso, cui seguirono altre operazioni, sempre brillantemente superate anche grazie alle cure prestate da mia madre. Arrivò al trapianto come 'codice zero’, l’indicazione che veniva associata ai malati bisognosi di trapianto con la massima urgenza. Tale fu il sentimento di gratitudine per quanto aveva ricevuto in dono che volle testimoniarlo fondando quella che sarebbe stata la delegazione cuneese, la seconda in Piemonte dopo quella regionale, dell’Associazione Italiana Trapiantati di Fegato".

Quella vita riconquistata volle così donarla al prossimo ed è quanto fece dando vita al sodalizio nato nel 1996 e poi intitolato alla memoria del primo donatore Giorgio Boggione e della prima trapiantata Regina Vaniglia. Oltre un centinaio i soci che da tutta la provincia faceva arrivare ogni anno alle assemblee che si aprivano con l’immancabile messa nella parrocchia albese del Divin Maestro, con don Grillo, padre Celestino e quindi con don Paolo Marengo a officiarle.

"Lo fece – prosegue Simona – sia dedicandosi a ringraziare, a consolare e ad accudire i familiari di chi, morendo, spesso prematuramente, era divenuto un donatore, come nel caso di Giorgio Boggione. Sia nel dare supporto a tanti malati in attesa di trapianto, infondendo loro la speranza nella possibilità di rivedere quella luce che lui aveva ritrovato".

Solo pochi anni fa, con l’avanzare dell’età si era deciso a passare il testimone, mentre da poco era stato nominato presidente onorario della delegazione Aitf di Piemonte e Valle d’Aosta.

Insieme alla moglie e alla figlia Elvio Marchetto lascia il genero Giacomo, le nipoti Giulia – con Gabriele e il piccolo Gioele – e Cecilia con Aris, il fratello Erasmo con Iole, le nipoti Daniele e Paola.

I funerali saranno celebrati domani (venerdì 20 maggio) alle ore 15 nella parrocchia di Cristo Re, dove questa sera alle 20,30 sarà recitato il rosario.

Ezio Massucco

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU