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Politica | 20 maggio 2022, 18:12

Savigliano, Sgarbi accetta l’offerta di co-sindaco di Savigliano

Il noto critico d’arte, fondatore del partito del “Rinascimento”, è intervenuto a Palazzo Taffini a dare manforte al candidato del centrodestra Gianluca Zampedri

Savigliano, Sgarbi accetta l’offerta di co-sindaco di Savigliano

La proposta, provocatoriamente, l’ha lanciata Ivan Chiarlo: “Proponiamo Vittorio Sgarbi come co-sindaco di Savigliano in caso di vittoria”.

Gianluca Zampedri, il candidato sindaco del centrodestra, l’ha subito fatta propria e il critico ha abbozzato, accettando di buon grado.

In verità, Sgarbi – com’è nel suo stile – non ha lesinato una bacchetta anche al centrodestra saviglianese.

“Sono stato io, qualche settimana fa – ha confidato pubblicamente -,  a telefonare a Zampedri per dirgli che lo avrei appoggiato e a proporgli di mettere su una lista “Rinascimento”. Poi, quando mi hanno detto che lui e i suoi non ce l’avevano fatta li avrei strozzati. Ma io – ha aggiunto – amo Savigliano e sono venuto ugualmente a dare manforte a lui e a voi”.

Vittorio Sgarbi non ha deluso il pubblico accorso nel salone d’onore di Palazzo Taffini, maestosamente affrescato dal Molineri, e quindi degna cornice per il principe dei critici d’arte.

Ne ha avute per tutti Sgarbi, dai 5 Stelle “vergogna d’Italia, orrore della democrazia”, al “rozzo” Di Pietro, per arrivare agli attuali partiti “sigle senza senso, privi di identità, incapaci di qualsivoglia pensiero”.

“Un tempo – ha ricordato – c’erano i liberali, che erano l’esatto opposto dei socialisti. Oggi sono tutti indistintamente uguali ed è per questo che ho voluto dar vita a “Rinascimento”, perché questo Paese – ha affermato dal palco – ha bisogno di qualcuno che rifondi la politica dopo il disastro 5 Stelle e l’insipienza di chi li ha rincorsi nella sciagurata decisione di tagliare il numero dei parlamentari, facendo strame della democrazia”.

Sgarbi non ha eluso tematiche internazionali ricordando che “in guerra non ci sono mai vincitori” e che “l’unica cosa che può salvare l’umanità è l’amore per la bellezza e per l’arte, che sono storia e vita”.

Ha avuto parole di elogio per Savigliano, ammiccando in qualche passaggio con “l’amico sindaco ed ex deputato Sergio Soave” sotto la cui guida – ha affermato di fronte ad una platea costituita per lo più da elettori di centrodestra – “c’è già stato un primo assaggio di rinascita”.

Non ha lesinato parole d’affetto per la provincia di Cuneo.

“Oggi le Langhe e il Roero – ha detto – sono inserite nel patrimonio dell’Unesco, che rappresenta un sistema di protezione alla bellezza al vostro territorio. Adesso le vostre colline e la vostra pianura possono competere alla pari con le terre del Chianti”.

Dopo ampie digressioni su temi nazionali e internazionali, su politica e storia senza trascurare qualche cenno all’arte, ha concluso con un’esortazione che gli ha guadagnato l’applauso del pubblico. Soave compreso.

“La vita è la cosa più importante. Dobbiamo adoperarci tutti e ad ogni livello – ha ammonito – per far vincere la pace”.

Per una volta, almeno nel finale, anche Sgarbi è stato politically correct.

 

GpT                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

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