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Attualità | 21 maggio 2022, 10:00

Collina Valmaggiore a Vezza d'Alba: polemiche per lo sbancamento di 4 metri

Intervento dell'associazione ComuneRoero che considera questa operazione uno "sfregio" al paesaggio, alla biodiversità ed al territorio Unesco in nome del profitto

Collina Valmaggiore a Vezza d'Alba: polemiche per lo sbancamento di 4 metri

Nel tratto che porta verso Borbore di Vezza, per chi arriva da Alba, se volge lo sguardo a sinistra, dopo aver scollinato i Sionieri, può vedere la collina di Valmaggiore, dove i vigneti di nebbiolo sono considerati pregiati.
L’intervento di spianamento della stessa, abbassata di circa 4 metri, è al centro della riflessione dell’associazione ComuneRoero, nata alcuni anni fa per tutelare questo territorio Unesco.

Un’operazione in nome del vino, per piantare nuove barbatelle che daranno vita ad un vigneto. Sempre di natura si tratta, ma il modus operandi del proprietario del terreno, che preferisce restare anonimo, non va proprio giù agli osservatori che considerano questa azione uno sfregio in questa zona rinomata del Roero: «Questo è l’ennesimo sfregio che in nome del profitto viene fatto al Roero - fanno sapere dall’associazione - in nome delle tasche e del vantaggio di pochi.

L’interesse per investimenti milionari, a scapito dell’unicità della morfologia roerina, sta prendendo il sopravvento. L’eliminazione del bosco è un’operazione consentita solo se si salvaguardia la biodiversità del luogo, la stabilità del terreno e la tutela del paesaggio. Tutti aspetti non rispettati».

E rincarano la dose: «Tecnici qualificati predispongono progetti di trasformazione sfruttando le pieghe delle già lasche normative regionali e poi tutti si girano dall’altra parte e nessuno va a controllare la congruità tra l’autorizzato e l’eseguito. Abbiamo attivato  i Carabinieri della Forestale che stanno indagando, e sentito il Sindaco di Vezza che, nell'incontro con il tecnico comunale, ha precisato che, nel caso ci fossero stati abusi, il Comune sarebbe intervenuto.
Il 4 maggio abbiamo fatto domanda per accedere agli atti, ma il paradosso è che ci vuole l’autorizzazione del privato che ha disboscato per poterli avere entro 30 giorni
».

A proposito delle presunte irregolarità il Comune di Vezza fa sapere che le operazioni sono state effettuate secondo un progetto approvato nei vari passaggi, e che il disboscamento è stato possibile in quanto l’impianto boschivo è giovane. Ricordiamo che la compensazione per l’eliminazione di un bosco, in base alle disposizioni regionali vigenti, può essere anche fatta in denaro.

Il ComitatoRoero conclude con una riflessione: «Con questi eccessi di esasperata e ingiustificata avidità chi perde è il Roero: la sua biodiversità, la bellezza del suo paesaggio, creatasi nei secoli per la sin qui equilibrata interazione tra la Natura e l'azione dell' Uomo e cosi apprezzata dai turisti.

L’aspetto economico - finanziaria e quello  naturale-ambientale configgono: l’attenzione ad alti margini di profitto si scontra con l’esigenza di proteggere ecosistemi dallo sfruttamento eccessivo.

Guardiamoci intorno: ogni giorno si spiana una collina, si elimina un bosco, un seminativo, altri coltivi: tutto si copre di vigne e noccioleti e poi si spara chimica a tutto spiano perchè la natura non può più fare la sua parte, la biodiversità è stata massacrata. Queste sono le Langhe ed il Roero che vogliamo!
». 

A onor di cronaca, un secondo viticultore, confinante con la zona dei lavori, ha preferito mantenere la morfologia originaria. Si tratta di Luca Faccenda, dell’azienda agricola Valfaccenda che, a proposito, dichiara: «Nel nostro appezzamento abbiamo sostituito la vigna vecchia, ripulita e reimpiantato mantenendo le pendenze originarie che, se da un lato richiedono un lavoro manuale più dispendioso e faticoso, dall’altro sanno donare un Nebbiolo Valmaggiore di grande qualità. La mia opinione è quella che siamo noi uomini che dobbiamo adeguarci alla natura, rispettando la tradizione. Certo, il modo di lavorare la vigna moderno è più meccanizzato, ma in certe zone la manualità deve prevalere. Io non condivido l’operazione che è stata effettuata, in base proprio alla visione del lavoro che ho nella mia azienda. A livello estetico sicuramente la collina era più bella prima».

Livio Oggero

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