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Attualità | 22 maggio 2022, 17:03

"Più migranti in aiuto al settore agricolo? Attenzione a non liberalizzare gli irregolari"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di Nazione Futura Saluzzo

"Più migranti in aiuto al settore agricolo? Attenzione a non liberalizzare gli irregolari"

Fare arrivare più lavoratori stagionali stranieri e usare i fondi pubblici da spendere per formarli: sembra una proposta del centrosinistra, ma le parole sono firmate Lega, più precisamente dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, uomo già noto per le sue posizioni a favore delle aste che, in nome dell’Europa, toglierebbero le concessioni balneari ai nostri piccoli imprenditori a favore di grandi gruppi e banche.

Un concetto che vale per la stagione turistica, così come per quella della raccolta della frutta. Ha fatto eco al Ministro, infatti, in queste ore, una nota della sigla sindacale locale lamentando ritardi sui flussi stagionali

La richiesta di aumentare i flussi migratori per aiutare gli imprenditori del settore turistico e agricolo non deve sorprendere. Certo, va riconosciuto il diritto a far valere i flussi ormai consolidati nel tempo, che vedono arrivare lavoratori ormai formati (in genere dell’est Europa) e perfettamente integrati con le esigenze del settore. Altra cosa è liberalizzare i flussi a tutti gli irregolari.

Intanto va detto che sotto sotto, con questa richiesta, la Lega e i suoi ministri di fatto accettano l’aumento degli sbarchi già in corso, un aumento sensibilissimo che la Lamorgese non ha saputo controllare. Quindi siccome non sanno come uscire fuori da questa esplosione di nuovi arrivi (e non potendo nemmeno attaccare il ministro tanto caro a Draghi), ecco una bella operazione «toppa» per coprire il buco: legittimare chi è arrivato e formarlo con i soldi dei fondi pubblici finalizzati alla formazione delle figure professionali che mancano.

Ovviamente di tutta questa bella operazione alla fine resteranno i nuovi arrivi e i buchi in organico. Riteniamo invece che, in questo periodo storico tanto delicato, lo Stato dovrebbe intervenire favorendo le assunzioni dei lavoratori italiani, usando ogni soluzione.

Rivedendo, anzitutto, i contratti lavorativi e non permettendo assunzioni con condizioni sminuenti il lavoro ed i lavoratori, ed in secondo luogo bloccando i redditi di cittadinanza a chi si è sottratto ai colloqui di lavoro e a chi non ha finora totalizzato nemmeno una giornata di lavoro da quando viene erogato. Il reddito di cittadinanza non doveva essere una misura strutturale sostitutiva delle politiche del lavoro. Invece nei fatti sta favorendo il nero ed il caporalato, sta creando un disvalore culturale («Tanto c’è il reddito di cittadinanza») e sta creando alla classe politica l’alibi per non promuovere politiche occupazionali serie col rischio di coltivare un nuovo voto di scambio. Lo ripetiamo: il reddito serviva come corsia di emergenza, invece sta diventando la corsia principale.

Se non riusciamo a controllare chi prende questo sussidio dallo Stato a reinserirsi nel mercato del lavoro, non capiamo come faccia lo stesso Stato a controllare che i nuovi stranieri possano formarsi e restare a lavorare. Quindi, se davvero vogliamo aiutare il turismo e l'agricoltura controlliamo chi si nasconde dietro il reddito di cittadinanza senza far nulla o alimentando il fenomeno del lavoro in nero.

Grazie,

Paolo Radosta - Nazione Futura Saluzzo

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