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Politica | 23 maggio 2022, 07:55

Cuneo elezioni, continuità e novità rispetto alle amministrative 2017

Sette erano i sindaci in corsa cinque anni fa e altrettanti sono in campo oggi. Allora non ci fu partita: Borgna vinse al primo turno con una percentuale d’un soffio inferiore al 60%. A venti giorni dal voto la campagna elettorale appare ancora pigra e fiacca

Federico Borgna dopo le elezioni del 2017

Federico Borgna dopo le elezioni del 2017

Ci sono alcuni elementi di continuità rispetto alla tornata amministrativa del 2017 insieme ad altri (pochi) di novità. I principali protagonisti sono quasi tutti esponenti di lungo corso della politica cuneese, pur tuttavia la campagna elettorale langue. Chi dovrebbe “attaccare” per rimontare posizioni non lo fa o quando lo fa lo fa col bon ton da salotto. Chi arriva da posizioni di maggioranza sembra dare quasi per scontata la riconferma senza avvertire l’esigenza di battagliare più di tanto.

Qualcuno, di vecchia scuola, stuzzica e rintuzza, soprattutto compagni d’un tempo o antichi fratelli. E c’è anche chi pare essere in campo più per dovere che per convinzione. Sembrano finite in archivio quelle campagne elettorali d’un tempo, quando anche la paciosa Cuneo si infiammava almeno per qualche settimana. Poi – come succede a queste latitudini - le spade venivano repentinamente riposte nel fodero. Sotto i portici e nei bar la vita riprendeva priva di pathos e senza preoccuparsi troppo di quanto succedeva in municipio. Allora però le “campagne” concedevano almeno quel minimo di spettacolarità che la “liturgia” politica comporta. Oggi tutto sembra essere confinato nel salotto di Nonna Speranza. A destra come a manca.

Nell’attesa di qualche eventuale guizzo, vediamo qual era stato, cinque anni fa, il verdetto delle elezioni comunali nel capoluogo.

Dopo le scaramucce tra il Pd e Borgna con i suoi centristi, quando Patrizia Manassero voleva contendergli la candidatura a sindaco, l’intervento dell’allora segretario nazionale Pd, Matteo Renzi, aveva forzatamente pacificato gli animi e imposto al Partito Democratico cittadino quel “matrimonio riparatore” per sanare il vulnus apertosi nel 2012. Di fronte al responso delle urne anche i piddini più recalcitranti dovettero ammettere che i cittadini avevano accolto di buon grado l’imposizione romana .

Federico Borgna venne rieletto al suo secondo mandato con 15400 voti (59,65). Soddisfacenti ed equilibrati i risultati delle cinque liste che lo appoggiavano: il Pd ottenne 4676 voti (19,59%); Centro per Cuneo 4660 (19,52%); Cuneo Solidale 2211 (9,26%); Crescere Insieme 1932 (8,09%); Moderati 1089 (4,56%). Di fatto, cinque anni fa, non ci fu partita: Borgna venne riconfermato sindaco al primo turno con una percentuale che in altri tempi si sarebbe definita “bulgara”.

Il suo principale avversario, l’ex sindaco ed ex senatore Beppe Menardi, si fermò al 14,02%. Le liste del centrodestra che lo appoggiavano non brillarono: Lega (6,34%); Forza Italia (3,17%); Grande Cuneo (2,89%); Fratelli d’Italia (1,03%). Al terzo posto si piazzò Nello Fierro della Costituente dei Beni Comuni col 9,62%. A ruota l’inossidabile Beppe Lauria (5,94%) con tre liste civiche: Cuneo per Cuneo (3,01%); Progetto Cuneo (1,16%); Cittadini per Lauria (1,15%). A brevissima distanza Manuele Isoardi, alfiere del Movimento 5 Stelle (5,58%), seguito da Maria Luisa Martello (4%), nelle vesti di paladina europea.
Martello, ora candidata consigliere nella lista Centro per Cuneo, era sostenuta da tre formazioni civiche: Cuneo Città d’Europa (1,75%); Cittadini per Cuneo (1,27%); Giovani cuneesi per l’Europa (0,73%). Buon ultimo Fabio Corbeddu, della lista Casapound (1,08%).

Cogliamo l’opportunità – in riferimento ad un precedente articolo in cui si prendevano in esame le preferenze ottenute dai candidati consiglieri nel 2017 - di ospitare un paio di puntualizzazioni. La prima ci arriva da Beppe Lauria, il quale segnala che la più votata delle sue tre liste era stata Nicoleta Prisacaru (111 preferenze). La seconda da Marco Bertone, coordinatore di Crescere Insieme, che ci fa presente che Andrea Odello, ora candidato con Crescere ma cinque anni fa candidato in Cuneo Solidale, aveva ottenuto 130 preferenze personali.

Giampaolo Testa

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