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Economia | 23 maggio 2022, 17:12

Cosa cercano i lavoratori? Un ambiente piacevole e l'equilibrio tra lavoro e vita

In Confindustria a Cuneo un convegno per imparare a "valorizzare il capitale umano". In un momento storico in cui mancano professionisti in ogni campo, come rendere più attrattiva la propria azienda?

Cosa cercano i lavoratori? Un ambiente piacevole e l'equilibrio tra lavoro e vita

"Valorizzare il capitale umano". In un momento storico complicatissimo per le imprese, in cui mancano le professionalità e le competenze, Confindustria Cuneo ha organizzato un convegno per dare delle indicazioni alle tante aziende associate.

Come rendersi attrattive? Come attirare il personale e, soprattutto, fidelizzarlo, farlo restare in azienda?

Domande che nessuno avrebbe immaginato di farsi fino a due anni e mezzo fa. Ma la pandemia ha cambiato le regole del gioco. Quante persone hanno scelto di dare un taglio con il prima, a partire dal lavoro? Chi avrebbe immaginato che, arrivati a temere i licenziamenti di massa, si sarebbe invece arrivati a non avere personale per coprire il fabbisogno delle aziende?

In Confindustria sono intervenuti Giacomo Bordone, responsabile Area lavoro e Welfare per Confindustria Cuneo, che ha evidenziato come le aziende non siano più concentrate sulla ricerca dei clienti quanto piuttosto del personale. Entro il 2026 serviranno 4 milioni di lavoratori, per coprire i pensionamenti e la fuga dei cervelli.

Ma come fare? Non è sufficiente pagare di più. L'aspetto retributivo conta meno di altre cose. Tra queste, conta il lavorare in un ambiente piacevole o il poter conciliare il lavoro con la vita privata. Si vive una volta sola. 

Questo aspetto è stato fortemente sottolineato da Giuliana Cirio, direttore di Confindustria, introdotta da Alessandro Fantino, responsabile Relazioni industriali e Welfare. "La crisi ha rivelato problemi e modelli di lavoro che già esistevano e che la crisi ha reso insopportabili. Partiamo dallo stress, che abbiamo considerato troppo a lungo elemento intrinseco al nostro lavoro. Iperlavoro e iperconnessione venivano considerati caratteristiche del lavoratore di successo. Questo era il modello pre pandemia. Quello che è successo ha reso il concetto di stress insopportabile. E il sistema industriale deve farsi carico di questo, perché esiste un modo di vivere diverso. Le aziende devono prenderne atto. La forza lavoro ha sperimentato una diversa qualità della vita".

Ci sono due aspetti: quelli esterni, su cui si può fare poco. "Penso alla location di un'azienda, alle infrastrutture e ai servizi di certi territori. Poi ci sono quelli interni, sui cui invece le aziende possono fare molto. Un'azienda può diventare attrattiva comunicando i valori su cui si fonda. E poi deve restituire al territorio in cui si trova, entrando in relazione con esso. Offrendo spazi di lavoro belli, entrando nelle scuole, comunicando, aprendosi. Contano più le scelte valoriali dei salari".

E i numeri lo dicono. La retribuzione, tra le cose che attraggono, è al terzo posto. Contano di più, come già evidenziato, l'ambiente e la condivisione dei valori dell'azienda per cui si lavora. Fondamentale l'employer branding, cioè la messa in atto di strategie e attività finalizzate a comunicare in maniera efficace le caratteristiche che rendono unica la propria azienda, per attrarre e soprattutto trattenere le proprie risorse.

Ma come? Per spiegarlo è intervenuto Arnaldo Carignano, Head of Career Transition di Randstad Risesmart, che ha parlato di “Ingaggiare, sviluppare e motivare per crescere: sfide per le organizzazioni del terzo millennio”, presentando i modelli da seguire per riuscire a trattenere le risorse in azienda. Poi Valentina Rossini, che ha raccontato come Ascensori Rossini ha attuato queste buone pratiche, anche grazie alle considerazioni di Stefano Carsen, sempre di Randstad Risesmart, il quale ha seguito operativamente l’azienda nel percorso.

Ancora, ha preso parola Francesco Seghezzi, presidente di Fondazione Adapt, che ha parlato d come valorizzare le risorse in azienda attraverso il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori. Infine, hanno chiuso Alberto Tortone, responsabile Risorse Umane e Beverley Gibson, Manufacturing Excellence Manager Diageo Operations Italy spa, che hanno raccontato come funziona la loro azienda, portando esempi pratici.

Barbara Simonelli

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