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Attualità | 24 maggio 2022, 08:00

Nell'ambito di "Voltapagina - Salone Off", Andrea Donaera, romanziere salentino, ha presentato presso il carcere di Fossano il suo "Lei che non tocca mai terra"

Introdotto da Fabrizio Biolè di Targatocn.it, l'autore ha accompagnato i presenti, ospiti del penitenziario e pubblico esterno, in un excursus che dalla trama del libro ha spaziato su autori e stili della letteratura passata e presente

Nell'ambito di "Voltapagina - Salone Off", Andrea Donaera, romanziere salentino, ha presentato presso il carcere di Fossano il suo "Lei che non tocca mai terra"

Nell'ambito di Voltapagina, la rete di eventi del "Salone Off" organizzati dal Salone del Libro di Torino all'interno delle case di reclusione piemontesi, venerdì 20 maggio la struttura di Fossano ha ospitato lo scrittore Andrea Donaera, al suo secondo importante romanzo "Lei che non tocca mai terra", introdotto e intervistato da Fabrizio Biolè, collaboratore del nostro giornale.

All'evento, organizzato in collaborazione con l'ufficio educatori del carcere, erano presenti il sindaco di Fossano Dario Tallone e la consigliera comunale Rosita Serra, oltre alla libreria Le Nuvole, partner tecnico.

L'autore salentino ha intrattenuto un folto pubblico misto, fatto di un nutrito gruppo di ospiti del penitenziario e da diversi fossanesi.

L'opera seconda di Donaera, dal profilo melanconico e piuttosto teso, narra la vicenda legata ad una ragazza in coma a causa di un investimento stradale.

Intorno al suo capezzale si muovono i personaggi principali, ciascuno con il proprio contraddittorio passato, a partire da Andrea, innamoratosi di lei praticamente a prima vista, e dai propri genitori.

Con uno stile molto efficace e diversificato per ciascun comprimario, l'autore riesce a coinvolgere il lettore in un turbine di storie poco edificanti e di peculiari corrispondenze tra la i vari personaggi e la protagonista, la quale, nonostante in stato di incoscienza, interagisce con il mondo circostante e "narra" in prima persona buona parte della vicenda.

Sollecitato dall'intervistatore e dal pubblico molto attento e preciso, l'autore ha parlato del suo amore/odio verso il Salento, sua terra d'origine e ambientazione di entrambi i suoi romanzi, e di Gallipoli, la "Twin Peaks mediterranea", come la definisce Doanera, con le sue due facce contrastanti.

Tra citazioni del libro e colte e interessanti dissertazioni letterarie, il pomeriggio è stato un piacevole excursus, ora sulla scelta dei personaggi, ora sui canoni stilistici, ora sul passato e sul presente della produzione letteraria italiana e straniera, con un pizzico di Nabokov, di Hemingway e una fuga nella trama di Rowling e del suo mitico Harry Potter.

Le sette giornate in cui il romanzo è suddiviso, le sottili citazioni musicali che contiene, la soddisfazione di Donaera per l'ottima notizia di una prossima trasposizione cinematografica del suo primo romanzo "io sono la bestia" sono solo alcune delle discussioni che hanno appassionato sia il pubblico già cimentatosi nella lettura che la parte di platea ancora a digiuno dalle pagine di Donaera, rendendo l'ora e mezza di chiacchierata molto piacevole e coinvolgente.

A conclusione, alcuni ospiti della casa di reclusione che frequentano il laboratorio di lavorazione del ferro hanno voluto fare omaggio all'autore di un suggestivo quadretto ispirato alla copertina del libro, la cui consegna è stata accolta dalla commossa gratitudine di Donaera.

F.B.

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