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Economia | 24 maggio 2022, 15:49

Vertenza Mahle, la reindustrializzazione procede a due velocità: "Congelato il piano su La Loggia"

Al momento sono 172 i lavoratori rientrati in attività. Tutti nello stabilimento saluzzese ad eccezione di 10 maestranze impegnate nella fabbrica nella cintura del torinese. Venerdì scorso l'argomento è arrivato sui tavoli della Regione che fa sapere che i lavoratori torinesi potrebbero essere riassorbiti a Saluzzo

Vertenza Mahle, la reindustrializzazione procede a due velocità: "Congelato il piano su La Loggia"

Una reindustrializzazione che procede a due velocità, sbilanciata su Saluzzo rispetto a La Loggia. Sono le motivazioni che hanno portato ad indire nelle ultime settimane alcune assemblee nei due stabilimenti ex-Mahle, ora di proprietà della brianzola Imr, a seguito di una lunga vertenza sindacale arrivata sui tavoli della Regione e del Ministero della Sviluppo Economico.

Se nello stabilimento saluzzese la produzione procede a gran ritmo, lo stesso non si può dire della fabbrica loggese. Motivo per cui i sindacati hanno chiesto alla Regione di farsi garante del rispetto dell’accordo siglato nell’ottobre del 2020.

Accordo che prevede da parte della Sgf Industrial, società facente parte al gruppo Imr di Carate Brianza della famiglia Galmarini, che fa capo alla holding Hg. Srl, il riassorbimento dell’organico che operava per contro della multinazionale tedesca Mahle.

I PASSAGGI DELLA VERTENZA MAHLE

L’annuncio della chiusura era arrivato il 23 ottobre del 2019.  L’indomani la multinazionale, la cui casa madre ha sede a Stoccarda, avrebbe poi aperto la procedura di licenziamento collettivo per 453 lavoratori.

Da quel giorno e nei mesi successivi si è protratta una difficile vertenza che era arrivata anche sui tavoli romani al Ministero dello Sviluppo Economico.

Un anno dopo (ottobre 2020) è stato siglato presso l’Unione Industriale di Torino l’accordo sindacale: qui è stata messa nero su bianco l’acquisizione da parte del gruppo di Carate Brianza dei due stabilimenti piemontesi Mahle con il riassorbimento del personale.

Dal 1° marzo del 2020 la produzione nei due stabilimenti era cessata e i lavoratori erano entrati in cassa.

L’attività è ripresa circa un anno fa dopo oltre un anno di stop e con un nuova produzione, rivolta principalmente al “cliente” numero uno di Imr: la Iveco.

LA PRODUZIONE

A Saluzzo, in particolare, la nuova linea di produzione prevede tre fasi: incollaggio, bardatura e carpeggiatura per la realizzazione di tettucci per camion destinati al gruppo torinese specializzata nella produzione di veicoli industriali e autobus.

Nel progetto di reindustrializzazione è prevista a Saluzzo una nuova linea, non ancora completata, di verniciatura che garantirà il riassorbimento dell’intero organico.

A La Loggia, sarà concentrata la linea legata alla pelletteria dove verranno sviluppati gli interni delle vetture.

“IL PIANO PROCEDE A DUE VELOCITA’”

Ma su quest’ultima sede sarebbero attualmente una decina i lavoratori impiegati, mentre, come dicono i sindacati, in questa fase, sarebbero dovuti essere almeno 60 i lavoratori rientrati in attività nello stabilimento torinese. Motivo per cui si è chiesto urgentemente un incontro in Regione. Su un organico totale di 224 che dovrebbe rientrare in attività per essere in linea con il piano industriale sono al momento 172 i lavoratori in attività, che stanno lavorando perlopiù sullo stabilimento saluzzese, ad eccezione di quattro dipendenti in distacco e dieci operativi a La Loggia.

“Mentre appare compiuto il percorso previsto per lo stabilimento di Saluzzo - hanno scritto in una nota Igor Albera della Fim Cisl e Bruno Ieraci Fiom Cgil - con annunciate prospettive di ulteriore incremento produttivo, rimane sostanzialmente congelato il progetto industriale su La Loggia.”

“Esprimiamo forte preoccupazione per un piano industriale
- continua la nota - sancito da accordo sindacale e ministeriale, che non trova ad oggi la sua applicazione.
I lavoratori stanno da tempo sopportando situazioni disagevoli in attesa di poter ritornare a lavorare nel sito di La Loggia come previsto dagli accordi. Chiediamo all’Azienda di fare chiarezza sul futuro dello stabilimento di Via Carpeneto e dei suoi Lavoratori.
Chiediamo il rispetto degli accordi presi e ratificati in sede istituzionale o, nel caso in cui siano mutate in modo irrimediabile le condizioni, un nuovo piano sostitutivo e credibile.
Gli obbiettivi iniziali di mantenimento della occupazione e delle attività sui due territori deve rimanere una priorità. Chiediamo anche alla SGF un impegno concreto nel disporre una organizzazione logistica che riduca le difficoltà dei lavoratori provvisoriamente dislocati a Saluzzo. Chiediamo al mondo politico locale di continuare a seguire la vicenda supportando in modo costruttivo lo sforzo comune in difesa di occupazione e mantenimento degli asset industriali sul territorio.”

I sindacati hanno chiesto all’azienda, tra le altre cose, l’attivazione di una navetta per i dipendenti che stanno operando nello stabilimento di Saluzzo, molti dei quali provengono da Torino.

“Il piano
- aggiunge Albera - era basato su un organico minimo. Molti lavoratori hanno rinunciato alla buona uscita di Mahle per aderire all’accordo che prevedeva il riassorbimento, ma anche il mantenimento delle unità produttive sul territorio. A ottobre 2022 scadranno i 24 mesi di cassa. A quel punto, secondo gli accordi tutti i lavoratori dovranno essere riassorbiti, ognuno nel suo stabilimento.”

LA REGIONE: "I LAVORATORI POTREBBERO ESSERE RIASSORBITI A SALUZZO"

In una nota pubblicata oggi sul sito della Regione si legge che: "
I circa cinquanta dipendenti dello stabilimento ex Mahle di La Loggia potrebbero essere assorbiti nell’impianto di Saluzzo. Il prossimo 3 giugno ci sarà l’incontro per ridiscutere il piano di reindustrializzazione tra la proprietà e le organizzazioni sindacali. È quanto ha risposto l’assessore regionale al Lavoro al Gruppo del Pd, che in merito aveva chiesto un’informativa alla Giunta."

Mentre un nuovo incontro sindacati e azienda è in programma per il 22 giugno.

Daniele Caponnetto

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