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Cronaca | 27 maggio 2022, 10:28

Bovini avvelenati a Bene Vagienna, il Codacons annuncia esposto: "Servono verifiche a tappeto sugli allevamenti"

L’associazione di consumatori prende posizione sul caso al centro di un’indagine dei Carabinieri Forestali

Sul caso indagano i Carabinieri Forestali (immagine d'archivio)

Sul caso indagano i Carabinieri Forestali (immagine d'archivio)

Si annunciano ulteriori sviluppi sul caso degli 11 bovini deceduti in un allevamento di Bene Vagienna. Come segnalato dal nostro giornale nei giorni scorsi le prime indagini svolte dai Carabinieri Forestali sulla morte degli animali avevano rilevato la presenza del glifosate, discusso erbicida e sostanza considerata "probabile cancerogeno" dallo Iarc, in uno dei campi dai quali veniva ricavato il foraggio poi utilizzato per l’alimentazione dell’allevamento. 

Con buona probabilità tale sostanza avrebbe contaminato l’appezzamento provenendo da un vicino pioppeto, oggetto di un trattamento fitosanitario effettuato senza rispettare le corrette pratiche agronomiche e causando un importante effetto di deriva nel campo vicino. "La perquisizione effettuata nella azienda proprietaria del pioppetosi precisava ancora nei giorni scorsi dal comando dei Carabinieri Forestali ha permesso di individuare, all’interno degli armadietti dei prodotti fitosanitari, 7 prodotti che il Ministero della Salute aveva ritirato dal commercio e che non si potevano più utilizzare a causa della loro elevata tossicità. Tra questi, uno in particolare ha destato l’attenzione degli agenti, il Dithane DG Neotec, specifico per i trattamenti su pioppo e inoltre, come riportato in etichetta, potenzialmente responsabile di una serie di effetti collaterali su uomo e animali in caso di utilizzo incauto, effetti del tutto simili ai sintomi presentati dai bovini intossicati. E’ probabile pertanto che il trattamento effettuato sul pioppeto, che ha dato luogo al fenomeno di deriva nel campo limitrofo, sia stato effettuato utilizzando un mix di prodotti fitosanitari, tra cui il citato glifosate e il prodotto vietato dal Ministero, ma il cui impiego è stato omesso nel registro dei trattamenti proprio perché vietato dalla normativa".

Sul caso prende ora posizione il Codacons, l’associazione per la tutela dei consumatori fondata da Carlo Rienzi: "Una notizia che getta una luce sinistra sugli allevamenti italiani e del nord Italia – denuncia l’organizzazione in una nota –, e soprattutto sui controlli che dovrebbero portare al divieto di utilizzo di alcune sostanze gravemente pericolose per la salute degli animali e umana".

"Quanto viene fatto sinora è insufficiente, servono verifiche a tappeto negli allevamenti italiani, regione per regione, affinché si verifichi la presenza di sostanza vietate e pericolose, con sanzioni e chiusure per chi non rispetta la legge - denuncia il presidente nazionale dell’associazione Marco Donzelli -. Per questo motivo presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica al fine di chiedere indagini approfondite per verificare eventuali responsabilità penali",

Redazione

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