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Attualità | 27 maggio 2022, 16:35

"Il mio auspicio per la nuova amministrazione? Che renda Cuneo la prima delle 'sette sorelle'"

Riceviamo e pubbichiamo integralmente la lettera di Paolo Chiarenza

"Il mio auspicio per la nuova amministrazione? Che renda Cuneo la prima delle 'sette sorelle'"

Egregio direttore,
nell’odierna campagna elettorale di Cuneo, fra le tante liste, i tanti Sindaci, i tanti programmi ci sono tanti motivi per sbizzarrirci e perdere i punti tradizionali di riferimento. Una specie di rincorsa sulla strada della omologazione all’insegna ovvia del “buon governo”, delle indicazioni dei problemi ordinari e usuali, dell’attivismo personale, nonché della trasparenza, nuova parola d’ordine. Riguardo all’ordinaria amministrazione non mancano idee valide da tutte le parti; come pure si esibiscono proposte demagogiche, qualche sogno, parecchie velleità personali. E’ sempre stato così. Ma nella caccia sei voti si bada bene a fare intendere che si sta lontano dai temi e dalle logiche della politica, come se questa – beati loro – non contasse e non dovesse essere affrontata dalla futura amministrazione. Poche sono le eccezioni.

Il problema a monte sta nella capacità, nei meriti, nella competenza, nell’impegno di coloro a cui affideremo il governo della città, Sindaco, assessori, consiglieri per puntare in alto per ottenere un cambiamento determinante, per fare di Cuneo la prima delle sette sorelle della provincia.

Finito il lungo monopolio di potere della DC, eliminata la scuola  che potevano fare i  partiti, a Cuneo i “poteri forti” di sempre hanno disposto che questa città divenisse un’ipoteca del centrosinistra,  malgrado gli elettori siano di altra tendenza politica. Come una volta la Granda doveva essere un’”isola felice” autonoma dalle previsioni governative nazionali (e i risultati si sono visti), così il capoluogo per certi poteri deve rimanere allineato e stabile. Alludo a taluni ambienti istituzionali, bancari, economici, ecclesiastici, ai padroni dell’informazione, e financo a parte dell’apparato della stessa amministrazione comunale. Per gli elettori di centrodestra sono questi gli avversari da ricusare e da colpire. Ed ecco allora che, piaccia o non piaccia, devono ritornare in campo coerenti scelte politiche, per indicare progetti e sostenerli. Al riguardo è illuminante la denuncia di Massimo Garnero, consigliere comunale uscente di Fratelli d’Italia, che sarà senz’altro rieletto:”La  candidata Sindaco Manassero è esponente del Pd. Con lei sindaco, la città virerà verso sinistra in modo deciso. Molti di area centrista non si riconoscono in lei, e questo creerà dissidi nella maggioranza. I centristi hanno accettato l’imposizione della Manassero per potere restare al potere e mantenere le poltrone.” Si potrà continuare così?

Cuneo deve puntare a conquistare finalmente il ruolo effettivo di capoluogo di provincia, ruolo guida con peso politico. Deve promuovere e realizzare iniziative per le grandi infrastrutture che la investono direttamente, in grado di attuare sviluppo generale e occupazione diffusa: l’autostrada Cuneo-Asti, con proiezione verso la Liguria e la Pianura padana , la sollecita costruzione del Tenda bis, la riproposizione della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza come collegamento strategico di valenza nazionale, il risalto dell’insediamento universitario, la predisposizione di manifestazioni culturali di rilievo, la previsione di un asse stradale Cuneo-Nizza attraverso un nuovo valico nelle Alpi Marittime (Mercantour), opera non solo indispensabile di fronte al transito veicolare ormai saturo, ma per l’enorme richiamo turistico proveniente dalla Costa Azzurra. Fra le priorità per il cambiamento va posta la sicurezza della città. Da anni Denis Scotti, candidato di punta di FdI alle elezioni comunali, dove la destra conta di conquistare 2\3 seggi, da vero e proprio alfiere di questo impegno, finora disatteso, lancia accuse per le condizioni nell’area Stazione ferroviaria-Corso Giolitti, zona che dovrebbe essere avanposto di presentazione della città, ridotta a degrado, a vivibilità compromessa ed emarginazione. In questa situazione non si può non considerare che a Cuneo vivano 9.000 stranieri su 56.000 abitanti. La questione dell’integrazione pacifica fra tutti deve essere affrontata responsabilmente. Subordiniamo la concessione della residenza cittadina ad un corso che gli immigrati devono frequentare per conoscere la nostra lingua, le nozioni più elementari della nostra cultura, delle nostre civili e giuridiche.

Il corollario programmatico della Destra è giusto e doveroso: dagli interventi diretti per le famiglie bisognose, alla sicurezza delle periferie e dei quartieri, che devono essere rivitalizzati e non ridotti a ghetti o aree isolate,  dagli interventi concreti per le piccole e medie imprese e gli artigiani,   al ribasso delle tariffe parcheggi nella zona ospedaliera, che hanno livelli di affarismo avido sulla pelle dei sofferenti. Infine, deve essere un obiettivo politico il coordinamento operativo, al di fuori di gretti interessi di partito, fra Comune, Provincia e Regione. Il Comune di Cuneo deve fare da autorevole cassa di risonanza dell’esigenza di rilanciare il ruolo e le funzioni dell’ente Provincia, con richiamo al voto dei cittadini e la rappresentanza diretta di tutte le aree del territorio provinciale.

Solo avanzando su questi percorsi Cuneo vincerà l’antica deleteria battaglia dei campanili. Cuneo deve risorgere a nuova vita. A questa invocazione devono sapere rispondere i cuneesi.

Grazie per l’ospitalità,

Paolo Chiarenza, ex consigliere comunale di Cuneo

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