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Attualità | 03 giugno 2022, 19:24

"Era il 2016 quando si è celebrata per la prima volta la giornata mondiale per i Disturbi del comportamento alimentare"

Riceviamo e pubblichiamo

"Era il 2016 quando si è celebrata per la prima volta la giornata mondiale per i Disturbi del comportamento alimentare"

"Era il 2016 quando si è celebrata per la prima volta la giornata mondiale per i Disturbi del comportamento alimentare in una data comune e condivisa da tutto il mondo, nella quale discutere di questi disagi, che provocano così tante vittime tra i giovani; quel 2 giugno, come oggi il Coordinamento era presente, fedele alla propria "mission": migliorare la qualità della vita delle persone affette dai disturbi alimentari e dei loro familiari, nelle ferma convinzione della necessità di guardare sempre alle persone, anche a quelle malate, come esseri unici, irripetibili, bisognosi di ascolto, di attenzione, di protezione; bisognosi di essere riconosciuti, stimati, valorizzati, amati per quello che ognuno è, bisognosi di riconoscersi il diritto di esistere, di essere e se possibile, anche di essere felici.

Purtroppo, i disturbi alimentari sono ulteriormente aumentati ed aggravati in questi ultimi anni, in conseguenza del lockdown, dell’isolamento, del senso di solitudine e angoscia per il futuro. Il nome "disturbi alimentari " è diventato " disturbi della alimentazione e della nutrizione", per sottolinearne la complessità, e a dicembre 2021 lo Stato ha previsto che dovranno essere inseriti nelle nuove linee guida come malattie mentali a se stanti.

Per discutere sulla modalità di distribuzione dei fondi che verranno messi a disposizione della Stato nei prossimi due anni, è stato istituito un tavolo interministeriale del quale fa parte anche il Coordinamento , che oggi conta 17 Associazioni che ne fanno parte. Inoltre, il Coordinamento ha organizzato per il prossimo 8 giugno un convegno per illustrare le misure di sostegno e tutela giuridica ed assistenziale rispetto ai disturbi alimentari. Perché là complessità di queste malattie esige una attenzione ed una risposta da più “fronti” integrati e coesi tra loro, e occorre mettere in campo molte energie molte risorse per sostenere il cammino ed il percorso delle persone che si ammalano e delle loro famiglie verso la”uscita dal tunnel”.

Coordinamento Nazionale DCA

La Presidente Maddalena Patrizia Cappelletto

 

Al direttore

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