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Attualità | 03 giugno 2022, 10:32

Qualità dell'aria, Legambiente lancia l'allarme: "Cuneo non rispetta i nuovi limiti annuali dell'OMS"

Con i valori 'standard', solo i dati di largo De Amicis sarebbero da tenere sott'occhio, ma un nuovo studio dell'OMS getterebbe ombre sull'80% dei valori rilevati, in città, dai misuratori dell'associazione

Qualità dell'aria, Legambiente lancia l'allarme: "Cuneo non rispetta i nuovi limiti annuali dell'OMS"

Partiamo dalle buone notizie: tra i 30 misuratori acquistati da Legambiente Cuneo e posizionati a Cuneo e in valle Stura dal 5 febbraio al 3 marzo scorsi per monitarare i livelli degli ossidi di azoto, soltanto quello posizionato in largo De Amicis ha superato il valore limite annuale stimato di 40 μg/m3 indicato dalla legge (segnando 44,4 μg/m3), mentre gli altri sono rientrati nei limiti.

Le cose cambiano, però, se si applicano i nuovi limiti annuali di 20 μg/m3 proposti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indicati nello studio HRAPIE dell’OMS. Scrive Legambiente Cuneo: "L’80% dei valori rilevati sta nell’intervallo 20 – 30 μg/m3; ciò comporta, per la popolazione con età maggiore di 30 anni un aumento del rischio di morte del 5,5%. Quasi il 10% sta nell’intervallo 30 - 40 μg/m3 che comporta un rischio del 11%. Se queste percentuali possono sembrare non elevate si pensi che l’ISTAT nel 6° rapporto sull’epidemia COVID-19 ha certificato fino a gennaio 2021 un aumento del 9% della mortalità rispetto al periodo 2015-2019 (il Sole 24 ore 10 giugno 2021)".

Secondo gli scriventi tra i valori più alti si segnalano quelli della scuola primaria di corso Soleri (31,5 μg/m3) e, in generale, quelli di tutte le scuole di Cuneo.

Che fare, quindi? "La prima ricetta è la diminuzione del traffico veicolare su larga scala: la città di Cuneo ha livelli alti di ossidi di azoto anche fuori dalle direttrici più usate - prosegue Legambiente - . Ridurre il numero di km percorsi su mezzi privati e scegliere forme alternative di mobilità risulta sempre più necessario per motivi ambientali e di salute, nonché economici e di praticità (per il caro benzina e perché è dimostrato che su distanze brevi il mezzo più rapido risulti la bicicletta)".

L'attenzione deve essere rivolta all'incentivazione e promozione del trasporto pubblico con l'implementazione e il potenziamento di parcheggi di testata e forme di lavoro alternative quali lo smart working. "Infine, se l’Unione Europea e la nostra Regione fissano divieti al traffico per gli autoveicoli più vecchi, andrebbero adottati e soprattutto fatti rispettare: purtroppo, nella nostra città, questo non è avvenuto e il tema dei controlli risulta sempre più centrale al pari della responsabilità dei cuneesi" si legge ancora nella lettera dell'associazione.

"La salute di tutti dipende anche da nostri comportamenti ma dobbiamo essere 'aiutati' con azioni adeguate a cambiare il nostro atteggiamento nei riguardi della tutela della nostra stessa salute, della resilienza alla grande crisi climatica in corso (i cui effetti ambientali, sociali ed economici sono ormai evidenti ai più) e nell’uso responsabile delle fonti energetiche con la riduzione dell’uso delle fonti fossili quali i carburanti e l’incentivazione delle fonti rinnovabili" conclude Legambiente.

redazione

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