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Schegge di Luce | 05 giugno 2022, 09:00

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Sebastiano Bergerone, salesiano di Bra

Commento del Vangelo della Messa di domenica 5 giugno, solennità di Pentecoste

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Sebastiano Bergerone, salesiano di Bra





In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». (Gv 14,15-16.23-26)


Oggi, domenica 5 giugno, la Chiesa celebra la solennità di Pentecoste (anno C, colore liturgico rosso). A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Sebastiano Bergerone, sacerdote salesiano di Bra.

Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di Luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole nel perfetto stile di don Bosco, che sono come scintille per accendere le ragioni della speranza.

Eccolo, il commento.

L’eredità di Gesù. Gli apostoli avevano capito che quella Pasqua era diversa dalle altre. Mai Gesù aveva parlato tanto, mai aveva manifestato la sua amicizia, i suoi sentimenti come ora, in quel salone illuminato a festa. L’evangelista Giovanni, testimone attivo dell’evento, come al solito, non si dilunga nella cronaca, ma sceglie le parole che più gli servono per presentarci Gesù, che svela le sue relazioni col Padre e con noi. Gesù risponde ad alcune domande. Perché dove vai tu, io non poso venire?  Dicci dove vai e mostraci la strada. Perché ti manifesti a noi e non al mondo intero? Mostraci il Padre… e poi aggiunge argomenti su cui nessuno ha chiesto spiegazioni.

Si legge nel pensiero di tutti la paura di restare soli: che faremo senza di te?   E Gesù vuole proprio rassicurarli sul dopo, su quando lui non sarà più fisicamente con loro, sulla loro autonomia nei progetti da iniziare e condurre a termine. Non vi lascio soli, vi lascio la mia eredità: un tesoro su cui contare per cambiare questo mondo che vedete così ostile. L’eredità di Gesù sarà la potenza di Dio, come il bastone di Mosè che aveva operato la liberazione del popolo dalla schiavitù d’Egitto, come il mantello di Elia che trasmette a Eliseo la potenza di cui era investito da Dio, eredità custodite in Israele con tanta cura. Devo ritornare al Padre per darvi in eredità il mio Spirito. Io sono venuto per insegnarvi ad essere uomini veri, partecipi degli avvenimenti impegnati per i fratelli. Sono venuto per insegnarvi a vivere come figli nel riguardo del Padre mio.

Artefice di tutto questo sarà lo Spirito. Egli è come il vento, non ha paura degli ostacoli, non ha paura delle novità, non teme il mondo nuovo. Egli, armonia e vita di amore fra Padre e Figlio trasmetterà la stessa vita a voi. Non è semplice spiegare chi è lo Spirito e Gesù si sarà prodigato in immagini per farsi capire dagli apostoli. Per trasmettere a noi il pensiero di Gesù, l’evangelista va alla ricerca delle parole giuste e le trova nel greco. Lo spirito è il «Chiamato vicino, paraclitos» che in latino suona «Advocatus».  Come una madre o un padre che insegnano ad un figlio, non dicendo solo «Guarda come faccio io», ma gli stanno accanto e lo incoraggiano ad affrontare le difficoltà e sostenendolo finché impari.

Così lo Spirito Dio non si sostituisce a noi; Egli ci sta accanto, ci sprona all’esempio di Gesù, ci consola quando sbagliamo. Lo Spirito come è armonia di vita tra Padre e Figlio, così rende possibile l’onnipotenza di Dio e la nostra libertà. Fa sì che «Tutto è vostro, voi siete di Cristo, Cristo è di Dio».

Ecco l’eredità di Gesù! E il cristiano deve rendersi cosciente di queste realtà facendo spazio nella preghiera allo Spirito che gli è vicino e gli insegna Gesù.


Silvia Gullino

Silvia Gullino

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