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Al Direttore | 16 giugno 2022, 19:09

"Bene la riapertura della Alba-Asti. Ma la Regione ha poca attenzione per le linee di montagna"

Riceviamo e pubblichiamo

"Bene la riapertura della Alba-Asti. Ma la Regione ha poca attenzione per le linee di montagna"

Gentile Direttore,

il presidente della regione Cirio ha annunciato (casualmente nel suo 'feudo' di Alba) la firma sul contratto decennale con Trenitalia per il servizio regionale ferroviario. Una buona notizia è sicuramente la riapertura della linea Alba-Asti, che ha un potenziale notevole tra tutte quelle sospese (è solo una coincidenza il fatto che il presidente sia della zona). Il discorso dell'idrogeno è futuristico; vero che il Piemonte (con altre quattro regioni) ha firmato col ministero un accordo in merito, ma per ora siamo agli annunci e occorreranno investimenti per la produzione e stoccaggio oltre che per i mezzi, per cui i finanziamenti sono tutti da trovare.

Venendo al contratto per il servizio sono state dette due cose principali: che i km-treno rimarranno gli stessi (notare che dopo il Covid sono stati ridotti del 20%) per cui se su qualche linea aumentano i collegamenti scenderanno altrove, e che si sono privilegiati i servizi dal lunedì al venerdì. Se quest'ultima considerazione pare ovvia, visto l'uso predominante da parte di pendolari, penalizza però alcune linee che viceversa aumentano l'utilizzo nei fine-settimana per uso turistico (per esempio a Limone Piemonte).

Il contratto da tempo atteso, viste le passate controversie, prevede un corrispettivo di 140 milioni di euro annui (120 i precedenti e 20 quelli che, dicono, hanno stanziato in più). Ora (dati dal rapporto pendolaria 2022) il Piemonte risulta investire solo lo 0.03% del bilancio regionale per il trasporto ferroviario (la Lombardia 0,63%, la Liguria 0,46%, Bolzano 1.07%), con meno fondi per nuovo materiale rotabile, con il maggior numero di linee sospese e con meno treni circolanti rispetto al 2019.

Fermo restando che i contributi statali per le ferrovie (da dividersi per regioni in base a parametri vari) negli anni sono stati pressoché costanti, penso che il problema principale della nostra regione siano i bilanci sempre scarsi. Praticamente da dopo il 2006 (cioè dalle olimpiadi invernali) i vari servizi (in primis la sanità e assistenza) sono calati, con la conseguenza di meno fondi a disposizione. Pure le tariffe del trasporto aumenteranno del 5% (adeguamento ISTAT); attualmente in base al costo chilometrico sono le terze più care d 'Italia.

L'aspetto preoccupante è però la mancanza di qualsiasi prospettiva futura (a parte la Casale-Mortara o la Novara-Varallo Sesia) se non demandata a future possibilità di finanziamenti, quando la stessa regione parla di mobilità sostenibile e uguale per tutti con attenzione all'ambiente.

Per quanto riguarda le linee cuneesi registriamo l'istituzione di due linee andata/ritorno su Ventimiglia in sostituzione delle navette Limone-Tende che non potevano continuare a essere gratuite. Certo gli orari scontentano i liguri ma, visto che paga il Piemonte, permettono ai cuneesi un accesso al mare maggiore pur non avendo corrispondenze da e per Torino.

Continuo a sostenere che la regione Piemonte trascuri la montagna locale (visto che poi le linee sono poche); non esiste solo il mare: per la linea su Ventimiglia perché non si chiede un contributo allo stato considerando il collegamento di interesse nazionale, visto che si sprecano le parole ma nessuno mette risorse?

Grazie,

Mauro Tosello

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