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Saluzzese | 17 giugno 2022, 10:32

Vite Provvisorie: esce un libro sui braccianti africani nell’agricoltura globalizzata del Saluzzese

L’autore è Marco Buttino già docente di Storia Contemporanea. Lo presenterà lunedì 20 giugno a Cuneo nella libreria l’Acciuga. "Li chiamiamo stagionali. Ma sono persone in cerca di lavoro"

Immagine dal Pas, alla ex Caserma Filippi

Immagine dal Pas, alla ex Caserma Filippi

Verrà presentato lunedì 20  giugno alle 20,45  nella libreria  “L’Acciuga” in via Dronero, a Cuneo “Vite provvisorie. Braccianti africani nell’agricoltura globalizzata del Saluzzese”, un  libro scritto da Marco Buttino con la collaborazione di Benedetta Schiavone e una introduzione fotografica di Federico Tisa.

Parla delle migliaia di migranti arrivati dall’Africa come rifugiati e richiedenti asilo che lavorano alla raccolta di frutta e verdura e che si spostano secondo le stagioni tra il Nord e Sud Italia e anche altrove in Europa. Hanno permessi di  soggiorno temporanei, contratti brevi, sono spesso pagati in nero e lasciati in strada quando non servono. Le aziende agricole legate alla grande distribuzione globalizzata si rivolgono a loro per contenere al massimo i costi di produzione.

Il libro esamina questo fenomeno nelle campagne del Saluzzese spesso indicate – afferma l'autore come “modello positivo di accoglienza”.  A differenza di altri studi qui l’attenzione è rivolta alla capacità di iniziativa dei migranti: si mette in luce il loro agire volto a negoziare condizioni di vita meno sfavorevoli, a creare forme di comunità, a costruire reti transnazionali di relazioni e solidarietà, e a mantenere i legami con le famiglie lontane.

Marco Buttino ha insegnato Storia contemporanea presso l’Università di Torino. Si è occupato a lungo di storia sociale della Russia e dell’Asia centrale e ultimamente studia l’esperienza dei migranti africani in Italia.

Il caso saluzzese lo ha analizzato "sul campo" per 4 anni, dal 2017 al 2021, spostandosi a Saluzzo, al Foro Boario, al Pas: la struttura  di accoglienza allestita dal Comune alla ex Caserma Filippi e chiacchierando con migranti. Entra nella storia del fenomeno stagionali  parlando del “ Campo solidale” della Caritas (2014-2017) dell’occupazione (come alternativa all’accoglienza)? di un capannone nell’area industriale, del Pas come villaggio, del Parco Gullino e dello sgombero, e dell’emergenza Covid.

Sono “Vite provvisorie” come dice il titolo "in tutti i sensi - sottolinea Buttino- con permesso di soggiorno  provvisorio o che aspettano il rinnovo, sperando. Non riescono a fare progetti di nessun tipo. Tutti pensano che pensano siano lavoratori stagionali, ma in realtà non lo sono. Sono persone in cerca di lavoro in  una situazione ultra precaria e  ultra debole. 

La maggior parte di loro lavora per alcune  giornate d’estate in modo intermittente e  poi va al Sud dove la situazione è peggiore. Non hanno possibilità di avere sicurezze e prospettive, questi giovani che hanno dai 20 ai 30 anni. L ‘unica cosa sicura è il loro rapporto con la loro famiglia d’origine. Tutti i soldi li mandano giù e non vogliono consumare nulla".

Tra le  pubblicazioni  di Buttino; Changing Urban Landscapes. Eastern European and Post-Soviet Cities since 1989 (a cura di, 2012) e Samarcanda. Storie in una città dal 1945 a oggi (2015; ed. ingl. 2020).

Benedetta Schiavone è laureata in Scienze politiche e sociali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e di Paul Valéry di Montpellier. Ha vissuto molteplici esperienze in progetti dedicati al tema della migrazione, tra associazionismo e collettivi autogestiti. Oggi lavora nel Cuneese come operatrice sociale nell’ambito dell’accoglienza dedicata a richiedenti asilo e rifugiati.

 

vilma brignone

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