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Attualità | 19 giugno 2022, 17:20

"Il monastero dei certosini di Tetti Pesio, riaperto dopo settant'anni e visitato con il FAI di Cuneo"

Riceviamo e pubblichiamo

"Il monastero dei certosini di Tetti Pesio, riaperto dopo settant'anni e visitato con il FAI di Cuneo"

Buonasera direttore,

con la presente volevo comunicare che il giorno 25 maggio c'è stata una visita organizzata dal FAI di Cuneo, per visitare e presenziare alla inaugurazione su apertura al pubblico del monastero dei Certosini a Tetti Pesio dopo 70 anni di chiusura: grande la partecipazione.

Questo monastero, ora di proprietà privata, a cui sono stati fatti interventi di manutenzione per risanare il degrado, dipendeva dalla sede Madre della Certosa di Santa Maria di Chiusa Pesio.

Dopo l'introduzione da parte del capo della delegazione FAI di Cuneo dottor Audisio Roberto, e iniziata la visita con illustrazione di carattere generale per poi entrare in chiesa dove ci si è soffermati sugli affreschi delle volte, ancora per fortuna ben visibili, da attribuire alla mano delle maestranze partendo da Giovanni Claret a Sebastiano Taricco. 

La torre medioevale annessa alla struttura monastica, su ricerche effettuate è da attribuire a una origine longobarda. Questo complesso era anche collegato con dei sotterranei alla sede Madre della Certosa di Pesio, oltre a tante diramazioni, sempre sotterranee, che portavano in altri luoghi tra cui Cuneo, Castelletto Stura, Torre Frati.

Grande interessamento e tante domande all'arch. Isaia Simona e al sign. Gandolfo, che hanno illustrato i particolari di questo monastero, facendoci tornare indietro tutti con il tempo in una dimensione dell'anno 1400.

Particolare di rilevanza che ha fatto piacere alla proprietà e hai partecipanti che il FAI nazionale ha ritenuto idoneo questo monastero per essere inserito nella edizione 2022 de: I LUOGHI DEL CUORE(andando su FAI luoghi del cuore lo potete anche votare).

Un grazie alla proprietà che ci ha permesso di accedere a questa struttura, al sign. Gandolfo, all'arch. Isaia Simona, ai volontari FAI e anche al consigliere provinciale Marco Bailo per la parte tecnica che ha permesso l'apertura al pubblico anticipata rispetto alle previsioni.

Ricordandoci che questo luogo, oltre ad avere una enorme importanza storico/artistica, era ed è tuttora un luogo sacro.

Saluti

Dario Ghisolfi 

Al direttore

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