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Attualità | 19 giugno 2022, 08:00

Nascerà anche a Bra una Comunità energetica?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della Comunità Laudato sì Bra 2

Nascerà anche a Bra una Comunità energetica?

Nascerà anche a Bra una Comunità energetica? È quanto auspica la Comunità Laudato sì Bra 2, operativa nella nostra città da qualche anno, che, seguendo l’Enciclica di Papa Francesco, intende promuovere e operare per una maggiore consapevolezza dell’emergenza energetico-ambientale che sta interessando tutto il pianeta.

A questa si aggiunge oggi la drammaticità della guerra di aggressione all’Ucraina, ultima di una sconsiderata serie di altri conflitti armati che affliggono i poveri del mondo.

C’è un filo rosso che lega questi fenomeni, dovuti essenzialmente all’insensatezza di quelle classi dirigenti che non sanno dare efficaci risposte ai grandi problemi emergenti, specie a quelli di lungo termine; c’è addirittura chi ancora nega la catastrofe climatica e ambientale a beneficio dei grandi gruppi del petrolio, così come chi vuole armare sempre più la società alimentando gli enormi profitti dell’industria bellica e compromettendo la coesistenza pacifica tra le nazioni nonché il futuro delle nuove generazioni.

È drammatico, poi, pensare che a fine maggio abbiamo già consumato tutte le risorse che il pianeta offre nell’anno per il mantenimento del suo equilibrio (impronta ecologica) e che già stiamo intaccando quelle dell’anno prossimo: c’è quindi un sistema energetico antiquato e distorto da cambiare urgentemente e un sistema economico vorace che considera la terra un deposito inesauribile di risorse e una discarica di rifiuti senza limiti.

Cosa c’entrano queste considerazioni con le Comunità energetiche e che cosa sono?

Si parla di comunità, ovvero di gruppi di cittadini che si riuniscono per dare un contributo diretto alla salvaguardia del pianeta, affrancandosi dalla dipendenza per le fonti di energia elettrica da combustibili fossili che emettono CO2.

Comunità ha anche un senso più pregnante: richiama ai valori di solidarietà, di vicinanza, di partecipazione, di libertà, mettersi insieme per raggiungere un traguardo comune e trarne benefici economici e ambientali, per ciascuno e per tutti.

Va da sé che la salvaguardia del pianeta è oggi connessa alla riduzione del consumo energetico e soprattutto all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili che sono a impatto zero e non producono nocive sostanze climalteranti.

Le CER (acronimo di Comunità energetiche) saranno costituite da Amministrazioni locali, condomini, singoli cittadini, associazioni, imprese, enti religiosi che vogliono produrre in proprio l’energia elettrica per l’autoconsumo sotto forma di cooperativa. Si mantiene il contratto con il proprio gestore, ma una volta realizzati gli impianti fotovoltaici l’energia elettrica utilizzata non avrà costo. Sono ovviamente necessari alcuni passaggi per raggiungere il traguardo: effettuare uno studio di fattibilità tecnica e individuare i siti, pubblici e privati, su cui sistemare i pannelli, coinvolgere il territorio ed avviare una campagna di adesioni, costituire la CER con atto notarile come cooperativa senza fini di lucro, realizzare l’impianto fotovoltaico e in ultimo, non meno importante, attivare percorsi di formazione su come e quando consumare.

L’investimento economico iniziale può essere coperto per massima parte da finanziamenti dedicati delle banche: centrale diventa il ruolo del Comune come garante e capofila del progetto.

Esperienze di CER già esistono in Italia e in Piemonte con ottimi risultati di soddisfazione degli aderenti, anche per chi già possiede un impianto. Da siti internet si possono ricavare dettagliate informazioni sulle modalità di costituzione, sui molti pro e sui pochi contro del progetto, sulla sua fattibilità, sull’utilizzo, sulla distribuzione, ecc.

Ci auguriamo quindi che cresca l’interesse anche nella nostra città e ci promettiamo di tornare sull’argomento con specifici momenti di informazione.

lettera firmata

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