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Attualità | 23 giugno 2022, 14:33

Nella casa di reclusione di Saluzzo una sezione per detenuti iscritti all’Università di Torino

Giovedì 30 giugno la cerimonia alla presenza del rettore Stefano Geuna, del presidente della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo, del garante regionale Bruno Mellano e della Città di Saluzzo Paolo Allemano

Il carcere di Saluzzo (archivio)

Il carcere di Saluzzo (archivio)

Giovedì 30 giugno alle ore 9,30, nella Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi” di Saluzzo (Regioni Bronda, 19/b), sarà inaugurata la sezione dedicata agli studenti detenuti iscritti all’Università degli Studi di Torino.

La nuova sezione fa parte del Polo Universitario per Detenuti di UniTo, attivo da molti anni nella Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino

All’evento prenderanno parte il rettore Stefano Geuna, la prorettrice Giulia Carluccio e il delegato del Rettore per il Polo studenti detenuti Franco Prina. Poi il presidente Francesco Profumo per la Compagnia di San Paolo, che da anni supporta l’Università nelle sue attività di garanzia del diritto allo studio per le persone private della libertà, l’Ufficio Pio e la Fondazione Musy, impegnati in un progetto di sviluppo e supporto al reinserimento lavorativo degli studenti detenuti che si siano laureati, il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni e l’assessora alle Politiche sociosanitarie Fiammetta Rosso. Saranno presenti, oltre alla dirigenza del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) e dell’Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Cuneo (UEPE), i Garanti per i Diritti dei detenuti: il Garante regionale Bruno Mellano e quello della Città di Saluzzo Paolo Allemano.

Il programma prevede l’ingresso alle ore 9,30, la presentazione dell’iniziativa e gli interventi dei partecipanti nella Sala Polivalente, cui seguirà la visita alla sezione con “taglio del nastro”.

Un buffet sarà predisposto dal Biscottificio interno all’Istituto e gestito dalla Cooperativa Voci Erranti. I partecipanti si recheranno, poi, alla Castiglia (il vecchio carcere) per visitare il Museo della memoria carceraria, allestito in collaborazione con l’Università di Torino.

Redazione

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