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Sanità | 24 giugno 2022, 09:04

Abbattere le liste d’attesa nella chirurgia vascolare: ecco la ricetta della Casa di Cura Città di Bra

Novali - responsabile dell’Unità funzionale -: “Una risposta concreta per i pazienti, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, senza costi aggiuntivi”. Il nuovo ambulatorio aprirà a luglio

L'equipe del dottor Novali, presso la Casa di Cura Città di Bra

L'equipe del dottor Novali, presso la Casa di Cura Città di Bra

Aiutare la sanità pubblica ad abbattere le liste di attesa, andando incontro alle esigenze del paziente che, senza costi aggiuntivi, potrà trovare una risposta celere e professionale ai suoi problemi di salute.

È questo l’obiettivo dell’équipe medica di chirurgia vascolare arteriosa della Casa di Cura Città di Bra, guidata dal responsabile dell’Unità funzionale, il dottor Claudio Novali.

I lunghi tempi di attesa per ottenere un esame medico, sono purtroppo un problema annoso della sanità italiana e anche difficilmente risolvibile, nonostante finanziamenti specifici agli ospedali e alla disponibilità e ai sacrifici di molti professionisti della salute - spiega il dottor Novali -. E la situazione è ancora peggiorata a causa della pandemia. Per questo la clinica Città di Bra, ha risposto prontamente ha un progetto per sveltire le procedure attraverso l’apertura di nuovi ambulatori e servizi che - ci tiene a sottolineare il responsabile di struttura Novali -, non sarà in competizione con il pubblico ma, anzi, i settori pubblici e privati lavoreranno in sinergia e in maniera complementare, senza costi aggiunti e con l’unico scopo di rispondere alle esigenze dei pazienti e alla loro richiesta di salute e cura nell’ambito della patologia vascolare”.

Il progetto dell’équipe medica del dottor Novali prevede il potenziamento delle prestazioni di diagnostica ecodoppler, attraverso la riorganizzazione del servizio.

“Per fare ciò - spiega il dottor Novali - è stato assunto un nuovo professionista, il dottor Andrea Bellan, che da luglio entrerà a far parte dello staff. Per richiedere una prestazione, basterà rivolgersi al proprio medico curante per avere l’impegnativa, proprio come solitamente viene fatto per richiedere le prestazioni al servizio sanitario nazionale".

Inoltre sempre a luglio, verrà aperto un ambulatorio accessibile sempre con richiesta del proprio medico, per le visite specialistiche di chirurgia vascolare, gestita dallo stesso responsabile dell’Unita, il dottor Claudio Novali, già direttore della chirurgia vascolare del Santa Croce di Cuneo e dal dottor Ferruccio Ferrero, già direttore della chirurgia vascolare del San Giovanni Bosco di Torino.

A sei mesi di distanza dall’apertura dell’Unità funzionale presso la Casa di Cura Città di Bra - sottolinea il dottor Novali - possiamo dire che la chirurgia vascolare, così come le procedure endovascolari hanno raggiunto ottimi risultati, con un numero di pazienti che si attesta sui 15 al mese, ossia intorno alle 150 persone all’anno. Grazie anche alla collaborazione del dottor Maurizio Grosso, già direttore di Radiologia del Santa Croce di Cuneo, questi approcci terapeutici sofisticati e specialistici, possono considerarsi di routine”.

L’organizzazione di un lavoro di équipe - anche con anestesisti con competenze specifiche, coordinati dal dottor Silvano Cardellino, già direttore di dipartimento all’ospedale di Asti - ha permesso di dare una risposta efficace a richieste provenienti dal territorio, così da contribuire con le strutture pubbliche della Granda - e non solo - a dare una risposta immediata a chi necessita di prestazioni diagnostiche e terapeutiche di carattere vascolare, riducendo il disagio e soprattutto il rischio di peggioramenti della malattia.

“Io e la mia équipe - conclude il responsabile Claudio Novali - crediamo che l’Unità funzionale di Chirurgia Vascolare Arteriosa attraverso queste scelte, diventi una delle risposte più concrete a un problema, come quello delle liste di attesa che - precisa realisticamente lo specialista cuneese - non troverà nell’immediato soluzioni efficienti, anche per i noti problemi di gestione del personale medico specialistico”.

“Si tratta però di una opportunità che va a integrare e a sostenere l’importante lavoro delle strutture pubbliche che operano in questo campo. La sinergia e la complementarità del lavoro svolto dal privato accreditato, quando è certificato, appropriato e qualificato, deve essere una risposta da sostenere e promuovere”.

NaMur

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