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Eventi | 26 giugno 2022, 10:51

Ottavo compleanno Unesco: a Grinzane Cavour inaugurata l'opera di Olafur Eliasson

A celebrare i trent'anni dalla nascita della Fondazione Crc, il castello sede dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour ha ospitato il concerto del maestro Uto Ughi

Il presidente della Fondazione CRC Ezio Raviola insieme all'artista Susan Philipsz e a Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea

Il presidente della Fondazione CRC Ezio Raviola insieme all'artista Susan Philipsz e a Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea

È stata ufficialmente inaugurata nel pomeriggio di ieri, sabato 25 giugno, nel giardino del Belvedere a fianco del Castello di Grinzane Cavour, la grande scultura “The presence of absence pavilion” di Olafur Eliasson, la prima di quattro opere di arte contemporanea del progetto “A cielo aperto 2022”, promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea.

A spiegare il significato dell'opera è lo stesso artista - in qualche modo "presente", nonostante la sua assenza a Grinzane Cavour - attraverso una nota stampa: "Come sappiamo, le calotte polari di tutto il mondo si stanno sciogliendo a causa della crisi climatica. Penso che la sfida che noi come esseri umani stiamo affrontando è anche solo immaginare cosa sia esattamente la crisi climatica. È un concetto così astratto, è difficile da toccare. Il paradosso è che con il ghiaccio stanno addirittura scomparendo le calotte glaciali e i ghiacciai di tutto il mondo. Quindi è anche difficile immaginare che forma avranno in futuro. Lo scioglimento del ghiaccio è qualcosa che sta accadendo. È già difficile immaginare qualcosa che deve accadere nel futuro, ma lo scioglimento dei ghiacciai è addirittura qualcosa che sta "disaccadendo". Come possiamo mostrare qualcosa che è già accaduto, visto che non siamo addestrati a vedere le 'ferite' dei ghiacciai? Quindi ho pensato: forse posso trovare un modo per catturare ciò che è stato in termini di 'presenza' come il ghiaccio, che era congelato e aveva una forma solida. Il ghiaccio si stacca dal ghiacciaio nell'oceano, questo a prescindere dal cambiamento climatico, galleggiando in giro. I blocchi di ghiaccio possono spostarsi, diciamo fino a colpire il Titanic, come è accaduto un secolo fa. Quindi ho ripescato un blocco di ghiaccio semplicemente con alcune corde, una rete e una piccola barca. L'ho tirato in porto e con una gru l'ho portato nel porto di Nuuk in Groenlandia e li l'ho scansionato. L'avevo già fatto anche in Islanda con un altro pezzo di ghiaccio. E questa scansione 3D è un file con cui posso fare qualsiasi cosa. È incredibilmente preciso, vista la tecnologia attuale (anche solo il nostro telefono cellulare ha un intero computer). Ho usato questa scansione 3D del ghiacciaio per creare uno stampo e dallo stampo ho realizzato una specie di calco in bronzo. Il bronzo che vediamo, dunque, è una forma molto precisa non del ghiaccio in sé ma di tutto lo spazio che lo circondava. Quindi il ghiacciaio è definito dal contesto, un po' come la crisi climatica. Il motivo dello scioglimento del ghiaccio è evidentemente il contesto, l'aria, il calore, le particelle nell'aria, l'anidride carbonica nell'aria. Questo è il motivo per cui stiamo assistendo al riscaldamento globale ed è per questo che si sta sciogliendo. L'estrazione dei materiali che compongono il bronzo, di fatto, è proprio il motivo per cui il ghiaccio è sparito; quindi, il contesto in qualche modo sta ospitando il proprio evento catastrofico, l'assenza della presenza, per così dire. L'ho chiamato "padiglione' come a suggerire che si tratta quasi di un'architettura. È come un piccolo ambiente costruito. È qualcosa in cui possiamo entrare; possiamo stare al suo interno, il padiglione è un'architettura fugace perché è quello che facciamo: costruiamo i nostri ambienti e, in larga misura, la crisi climatica è causata dal modo in cui abbiamo bisogno di ospitare noi stessi con i nostri bisogni, l'umanità, o meglio, il "genere umano", il peggiore di tutte le specie animali sul pianeta dal punto di vista dell'ambiente. Quindi eccoci qua. Siamo in un padiglione. L'abbiamo fatto noi stessi e il risultato alla fine è forse proprio la nostra stessa estinzione".

Il taglio del nastro è avvenuto in occasione dell’8° compleanno dell’iscrizione dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, chiuso dal suggestivo concerto del violinista di fama internazionale Uto Ughi e del suo ensemble “Uto Ughi & Friends”.

L’evento gratuito, all’insegna della cultura con un duplice risvolto artistico e musicale, è stato promosso dalla Fondazione CRC in occasione dei 30 anni dalla sua nascita, nell'ambito del programma "La generazione delle idee", pensato per essere fruito dalla collettività in una dimensione di rinnovata libertà e all’aria aperta, in antitesi con le limitazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni di attività culturali. Il progetto è articolato in 4 commissioni di arte pubblica realizzate da 4 importanti artisti internazionali che saranno collocate in 4 luoghi d’elezione – Alba, Bra, Cuneo e Mondovì – del territorio cuneese in cui opera la Fondazione CRC, che fa del radicamento e del rapporto con il territorio un tratto distintivo.

“La pandemia ha messo a dura prova il terzo settore, e in particolare il mondo della cultura – ha dichiarato il presidente della Fondazione CRC, Ezio Raviola –. Abbiamo scelto di partire da questo luogo, bellissimo e iconico, per dare un segnale. Non potevamo che cominciare da questo bellissimo castello, ai cui piedi sorge la vigna che la Fondazione CRC ha acquistato nel 2019, gestita dai giovani della Scuola Enologica, con un grande enologo come Donato Lanati. Attraverso la Fondazione CRC Donare, cui abbiamo dato vita lo scorso anno, qui sono stati raccolti 660.000 euro nella prima edizione dell'asta benefica "Barolo en primeur, che quest'anno replicheremo, inaugurando nell'occasione il belvedere che sorge nella vigna Gustava. In 30 anni, la Fondazione ha effettuato donazioni per 600 milioni di euro, attraverso 35.000 progetti”.

Afferma Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, che del progetto ha la curatela scientifica, occupandosi inoltre del supporto tecnico: “Dopo due anni e mezzo di pandemia, è ora di uscire all’aria aperta. Un progetto come questo, fortemente voluto dalla Fondazione CRC, ci ricorda come l’arte abbia effetti curativi e benefici sul pubblico e ci chiama anche alla nostra responsabilità verso l’ambiente, così ricco di stimoli estetici e così aperto ad accogliere le opere d’arte”.

Così il direttore dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Marco Scuderi: “L’inaugurazione dell’opera dell’artista Olafur Eliasson coincide con l’ottavo anniversario del riconoscimento a patrimonio dell’umanità di Langhe-Roero e Monferrato, che questo Castello di Grinzane Cavour – sito specifico Unesco – rappresenta splendidamente: non a caso, in occasione dell’Eurovision Song Contest, una delle ‘cartoline’ che ritraggono gli scorci più belli e significativi del nostro Paese ha voluto premiare proprio questo luogo, riempiendoci d’orgoglio”.

Gli fa eco il presidente dell’Enoteca, Roberto Bodrito: “L’Unesco, negli anni, ci ha resi sempre più destinazione turistica e mèta di viaggiatori qualificati, stimolandoci al contempo a continuare il nostro cammino sulla strada di un’attenta cura del paesaggio, frutto del lavoro dell’uomo, generazione dopo generazione, come raccontato nei pannelli del Museo in Vigna, che lo scorso anno abbiamo inaugurato qui, ai piedi del Castello”.

Quindi i sindaci Gianfranco Garau e Carlo Bo (con i Comuni di Grinzane Cavour e Alba proprietari al 50% del Castello), a sottolineare l’importanza del lavoro di squadra, con i vari stakeholder del territorio capaci di fare sinergia.

Evocata a più riprese, l’associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, è stata rappresentata da Giuseppe Rossetto, che siede nel Consiglio di amministrazione, mentre il presidente dell’ATL Langhe Monferrato Roero, Mariano Rabino, si è soffermato sugli aspetti legati al turismo sul territorio.

Infine, prima del concerto del Maestro Uto Ughi e del suo ensemble “Uto Ughi & Friends”, il saluto di Natascia Chiarlo, vicepresidente dell’associazione culturale Arturo Toscanini e assistente artistico del Maestro.

P. R.

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