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Sanità | 30 giugno 2022, 17:04

Continuità assistenziale per ultra 65enni: la Regione prosegue sul modello pandemico

Icardi propone di "consolidare il modello adottato con successo durante l'emergenza": "L’esperienza maturata finora ci ha insegnato che attraverso un’adeguata presa in carico dei pazienti e idonei inserimenti nelle Residenze sanitarie assistenziali si evita il protrarsi dei ricoveri in sedi non più appropriate"

Foto di Barbara Guazzone

Foto di Barbara Guazzone

Su proposta dell’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, la giunta regionale ha approvato  il percorso protetto di continuità assistenziale per anziani ultra sessantacinquenni non autosufficienti o persone con bisogni sanitari e assistenziali assimilabili ad anziano non autosufficiente, dimessi da strutture ospedaliere e di post acuzie (RRF, Lungodegenza, CAVS) verso Rsa autorizzate, accreditate e contrattualizzate con il Servizio sanitario regionale.

Il documento conferma il modello sperimentato a seguito dell’emergenza e applicato per tutta la durata dell’epidemia che riguarda la presa in carico da parte delle Rsa di anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti o persone i cui bisogni sanitari e assistenziali siano assimilabili a quelli di un anziano non autosufficiente, dimessi dalle strutture ospedaliere, ma ancora bisognosi di assistenza.

«Con questo provvedimento – spiega l’assessore Icardi - , offriamo una risposta più consona nella gestione delle cronicità, nell’ottica della continuità delle cure e dell’integrazione ospedale-territorio. L’esperienza maturata finora ci ha insegnato che attraverso un’adeguata presa in carico dei pazienti e idonei inserimenti nelle Residenze sanitarie assistenziali si evita il protrarsi dei ricoveri in sedi non più appropriate e si prevengono molti degli accessi impropri in Pronto Soccorso. L’obiettivo principale è quello di ridurre il più possibile la pressione sugli ospedali, garantendo comunque continuità assistenziale attraverso le 700 e più Rsa distribuite su tutto il territorio piemontese».

Il percorso, che può essere avviato in modo più ampio di quanto attualmente previsto, oltre che da Pronto soccorso/DEA e reparti ospedalieri per acuti, anche da reparti di post acuzie e riabilitazione (RRF, LDG e CAVS), passa attraverso una valutazione iniziale di appropriatezza del Nucleo distrettuale di continuità delle cure.

L’individuazione delle Rsa destinatarie del percorso avviene attraverso la raccolta delle disponibilità da parte delle aziende sanitarie, seguita dalla verifica delle garanzie di osservanza delle indicazioni regionali in materia di contrasto al Covid e dei flussi informativi da parte della Commissione di vigilanza competente.

comunicato stampa

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