ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022
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Politica | 30 giugno 2022, 07:14

Savigliano, Antonello Portera lavora di cesello per comporre la sua giunta

Gli equilibri sono delicati e gli aspiranti assessori sono molti. Possibile un vicesindaco donna (Federica Brizio). Per la presidenza del Consiglio comunale si pensa ad una figura con esperienza amministrativa o comunque di ambito dirigenziale. Giovedì 14 luglio la prima seduta

Il sindaco Antonello Portera

Il sindaco Antonello Portera

Finita la festa e conclusi i brindisi, per il nuovo sindaco di Savigliano, Antonello Portera, è arrivato il momento di mettere mano alla giunta. 

Un’operazione che, data l’eterogeneità della sua coalizione formata da  quattro liste, dovrà tener conto sia dei risultati di ciascuna, sia del consenso personale ottenuto dai candidati consiglieri.  Alcuni sono personaggi che hanno alle spalle un vissuto politico-amministrativo in altre formazioni, taluni nell’area di centrodestra, altri nel centrosinistra. 

Portera parte da un punto di forza, che, garbatamente - com’è nella sua indole -, farà però valere perché il sindaco è lui e i “suoi” consiglieri, pur considerando le preferenze ottenute, senza di lui non sarebbero mai arrivati a sedere sui banchi della maggioranza.  Il suo traino, come i numeri certificano, è stato determinante. 

Di questo sono ben consapevoli tutti coloro che in questi giorni aspirano (legittimamente) ad entrare nell’esecutivo, ragion per cui le ambizioni sono sì vive e in taluni casi scalpitanti, ma senza eccessi e, soprattutto, sottotraccia. 

Il Consiglio comunale d’insediamento dovrebbe svolgersi giovedì 14 luglio e per quella data la squadra dovrà essere stata approntata.

Ad oggi i due nomi che il “toto nomine” indica per certi sono quelli di Federica Brizio (Progetto per Savigliano, 138 preferenze), possibile vicesindaco, e di Filippo Mulassano (Nuova Civica), il mister preferenza dell’intera coalizione con 229 preferenze personali. 

L’ingresso in giunta della Brizio, consentirebbe il rientro in Consiglio di Piergiorgio Rubiolo, già candidato sindaco per il Popolo delle Libertà nel 2009 e padre-fondatore di “Progetto per Savigliano”.

Sempre nella lista “Progetto” non vanno dimenticati Massimo Actis (70 preferenze), levaldigese come la Brizio, e Alberto Pettavino (70 preferenze), uomo che arriva dal mondo dello sport. 

Per i restanti tre posti da assessore, il sindaco dovrà lavorare di cesello. In predicato ci sono Rocco Ferraro (Amici di Savigliano, 92 preferenze), ex sindacalista Cgil, già consigliere di maggioranza col centrosinistra prima col sindaco Claudio Cussa e ultimamente con Giulio Ambroggio e il presidente dell’associazione “Amici dell’ospedale Santissima Annunziata”, Francesco Villois, eletto sempre in questa formazione (68 preferenze). 

Nella lista “Noi per Savigliano” in pole ci sono l’avvocato Roberto Giorsino (100 preferenze) e il funzionario Asl Sergio Tesio (103 preferenze). Il primo è nuovo alla vita amministrativa, il secondo ha al suo attivo parecchie precedenti corse in varie competizioni elettorali, alcune andate a buon fine, altre meno.  

Come si evince, fatta eccezione per la Brizio, si tratta sin qui sempre di uomini e quindi qualcuno di costoro dovrà fare un passo indietro per garantire la parità di genere. 

Ed è in quest’ ottica che il sindaco potrebbe dedicare una particolare attenzione alle due donne che hanno condiviso con lui, nel recente passato, la militanza nel Movimento 5 Stelle: Silvia Garaventa e Claudia Giorgis, prime escluse nella lista Nuova Civica a pari merito con 58 preferenze. Ma prima di loro, con il doppio di consensi personali, c’è Eleonora Racca (119 preferenze) ed escluderla per favorire le ex compagne di banco apparirebbe una scortesia non degna di un gentiluomo del sud quale Portera è.    

Sempre sul fronte delle quote rose si vocifera di un possibile ruolo per Sara Cappa (48 preferenze). 

Quello che gli osservatori fanno notare è un deficit di competenze nella coalizione per quanto riguarda le materie di Bilancio e Finanze. Per questo assessorato – secondo le poche indiscrezioni che trapelano – il neo sindaco starebbe pensando ad un tecnico esterno.  Era stata adombrata la possibilità che quell’incarico, dopo l’endorsement ricevuto, Portera potesse affidarlo a Gianluca Zampedri, candidato sindaco del centrodestra, ma entrambi hanno smentito. 

Per quanto concerne la Presidenza del Consiglio comunale, sembra escluso che questa possa essere assegnata a qualche soggetto che non sia parte della maggioranza uscita dalle urne. 

Difficile che possa toccare a Zampedri, che preferisce concentrarsi sulle materie economico-finanziarie di sua competenza e ancor meno al sindaco uscente Giulio Ambroggio, il quale – interpellato prima del ballottaggio, quando ancora non si sapeva come sarebbe finita la partita – aveva liquidato con una battuta caustica questa eventualità: “È un ruolo che si addice semmai a Sergio Mondino (candidato nella lista Pd), non a me”

La figura del Presidente richiede una certa conoscenza della macchina amministrativa, elemento che fa pensare (ma non è scontato) a chi abbia nel suo curriculum un’esperienza amministrativa o comunque direzionale in qualche settore della vita professionale o associativa. 

Un’ipotesi è quella di Francesco Villois, che condivide con Portera la battaglia del nuovo ospedale il più possibile vicino al concentrico e che – prima di presiedere l’associazione Santissima Annunziata - aveva ricoperto ruoli dirigenziali in un’importante azienda dell’Albese. 

Un’altra opzione è quella di Piergiorgio Rubiolo dalla cui lista è venuto un apporto determinante per la vittoria di Portera. Anche lui, essendo amministratore abituato a districarsi nei marosi della politica cittadina, potrebbe ambire a guidare il parlamentino cittadino. 

Un’altra ancora, questa volta “rosa”, riguarda una delle due donne ex pentastellate, Silvia Garaventa o Claudia Giorgis. Una delle due entrerà in Consiglio dopo le dimissioni di Mulassano se questi (come tutto fa supporre) diverrà assessore. 

Non ci addentriamo nel dettaglio perché non sappiamo chi delle due. Avendo ottenuto lo stesso numero di consensi, l’elezione – se la memoria non ci inganna – avviene su base anagrafica. Sarebbe quindi indelicato cimentarsi oltre. 

Portera sembra comunque intenzionato a fare ampio uso dello strumento della delega ai consiglieri. Questo sia per dare il senso di una squadra compatta, cosa di cui gli avversari dubitano, sia per sedare sul nascere i mal di pancia di chi si vedrà escluso. 

Questo è il quadro che un po’ fantasiosamente (ma nemmeno troppo) abbiamo cercato di tratteggiare. Per il momento i lettori hanno già sufficienti spunti di analisi in vista del primo Consiglio comunale del 14 luglio. È assai probabile che, nelle due settimane che ci separano dalla “prima”, intervengano nuovi elementi. 

Compatibilmente col riserbo che sempre caratterizza la fase che precede il  “varo” cercheremo di seguirne gli sviluppi.

Giampaolo Testa

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