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Cronaca | 01 luglio 2022, 17:10

La ‘Iena’ Giulio Golia si difende dall'accusa di diffamazione in udienza al Tribunale a Cuneo

Il conduttore televisivo deve rispondere di diffamazione aggravata nei confronti di un tecnico ortopedico di Savigliano

Giulia Golia in tribunale a Cuneo

Giulia Golia in tribunale a Cuneo

L’episodio contestato, un servizio televisivo andato in onda nel 2018 de ‘Le Iene Show’, col titolo "L’uomo a cui hanno rubato le gambe" è costato al conduttore Giulio Golia una querela per diffamazione da parte del tecnico ortopedico saviglianese Silvio Galfione, costituitosi parte civile nel procedimento aperto dal Tribunale di Cuneo. L’accusa è aggravata dall’aver commesso il fatto per mezzo di una trasmissione radiotelevisiva e per aver attribuito un fatto determinato.

Nel servizio televisivo si dava conto del progetto e del relativo brevetto di realizzazione di protesi ortopediche per arti inferiori ideata da un artigiano di Treviso Fulvio Marotto. Quest’ultimo, nel 2003, perse entrambe le gambe in seguito a un’infezione da meningococco. In quell’occasione il giornalista disse, secondo l’accusa offendendo la reputazione della parte civile, che "Marotto è arrivato tardi, perché il saviglianese aveva già depositato il brevetto e quindi, legalmente, l’idea è del furbetto… che, fiutato il business, si è intascato l’idea".

La diffamazione contestata all'autore, secondo la parte civile, starebbe nell'averlo definito come "persona che aveva 'rubato' al Marotto il progetto e il brevetto della protesi ortopedica". Nel corso dell’istruttoria Galfione aveva negato ogni addebito (LEGGI QUI): “Al brevetto lavoravo già da prima di conoscere Fulvio. Il metodo di Marotto non mi sembrava molto professionale né efficace e l’idea di base era comunque già nota”.

Nei giorni scorsi è stata la volta di Giulio Golia che, presente in aula, ha spiegato al giudice Giovanni Mocci che la ‘storia’ di Marotto era arrivata in TV tramite un iter procedurale: in redazione vengono spedite mail di segnalazioni, gli autori le valutano, selezionano quelle di maggiore interesse, si mettono in contatto con gli ospiti e poi affidano il servizio ad una ‘iena’.

In occasione dell’intervista a Galfione, Golia si era recato con la troupe a Savigliano: “Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio. Era stato molto gentile e disponibile - ha spiegato il conduttore -. L’intervista, in cui non c’è né copione né nulla di preparato, era durata circa un quarto d’ora. In post-produzione vengono eliminate le pause ma non è stato cambiato il senso di quanto detto. Il copione è presente nella fase di stand-up, quando al video spettatore viene spiegata la vicenda. Quando siamo andati a parlare con Galfione, ci ha esibito alcuni documenti in inglese, per dimostrare che l’idea del brevetto fosse sua. Mostrava di non sapere che cose ci fosse scritto tecnicamente su quei fogli. Non capivo perché non entrasse nel merito come tecnico. Io e la mia troupe abbiamo avuto la sensazione che si fosse creato ‘una via di fuga’ in caso di contestazioni. In ogni caso, i documenti erano posteriore alla data della presentazione del suo brevetto”.

Ad essere sentiti come testimoni, due amici di Fulvio Marotto, di cui uno è colui che ha inviato la segnalazione alla redazione delle Iene del 'brevetto rubato': “Era un’ingiustizia e andava palesata - ha spiegato -. Ho letto entrambi i brevetti, quello di Fulvio e quello di Galfione, e sono la stessa cosa. Il meccanismo su cui si basano è molto semplice”.

Il 17 novembre la discussione del processo.    

CharB.

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