Attualità - 01 luglio 2022, 15:13

Diatriba tra Radicali e ospedale Mondovì-Ceva sul numero dei ginecologi obiettori: "I nostri dati falsi? Diano quelli aggiornati"

Il direttore sanitario dell'ASL Cn1 e il primario rispondono alla diffida presentata dai Radicali in Regione, che commentano: "Volontà politica di non chiarire situazione fondamentale"

Foto da Pixnio

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"Se i dati che abbiamo riportato non sono aggiornati e non corrispondono a verità, perché non fornirne di più freschi?"

E' questa la domanda che l'associazione Radicali Cuneo pone rispondendo alle recenti dichiarazioni comparse su un giornale provinciale dei dottori Mirco Grillo e Alice Peroglio Carus - direttore sanitario ASL Cn1 e primario di ginecologia all'ospedale di Mondovì-Ceva - , in merito allo 'stato dell'arte' dei medici non obiettori nella struttura.

Settimane addietro il gruppo aveva denunciato ufficialmente - a seguito di una richiesta pubblica di accesso agli attenti presentata all'ASL Cn1- la condizione del nosocomio monregalese, dove risulta presente un solo ginecolo non obiettore sui sette in forze. "La diffida, presentata alla Regione affinché si attivasse per garantire il pieno rispetto della legge 194/1978, era basata sui dati forniti dalla stessa ASL dopo un nostro accesso agli atti" chiarisce l'avvocato Giulia Crivellini, sostenuta da Filippo Blengino, Alexandra Casu, Alessia Lubèe e Alice Depetro dei Radicali.

Ma i due medici hanno rilevato come le cose non stiano come descritte. Esternazione che ha scatenato, ovviamente, il disappunto dei Radicali: "C’è evidentemente un enorme problema di trasparenza da parte di un servizio sanitario che prima sostiene una cosa, non risponde alle lettere formali nei contenuti (se non con poche righe) e poi, a mezzo stampa, cambia versione. A questo punto una domanda ci sorge spontanea: quali sono i dati corretti e aggiornati?"

Il gruppo ha quindi anche pubblicato sul proprio sito il dettaglio della corrispondenza ufficiale intrattenuta con ASL e Regione Piemonte, sottolineando che i dati su cui si è basata la stesura della diffida arrivavano direttamente dall'ASL. "Continuare a fornire dati a singhiozzo o riferiti ad anni prima, citare qualche numero senza mostrare un quadro complessivo, dimostra una sospetta volontà politica - concludono i Radicali - : quella di mantenere una fitta nebbia su una questione fondamentale".

Simone Giraudi

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