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Saluzzese | 01 luglio 2022, 14:30

Inaugurata nel carcere di Saluzzo la sezione dedicata ai detenuti iscritti all’Università di Torino

Il progetto è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e fa parte del Polo Universitario per Detenuti dell’Università di Torino. Nel “campus universitario” del carcere saluzzese ci sono 24 studenti detenuti

Il taglio del nastro della sezione universitaria nel carcere di Saluzzo

Il taglio del nastro della sezione universitaria nel carcere di Saluzzo

Ieri giovedì 30 giugno, nel carcere “ Morandi” di Saluzzo, è stata inaugurata la sezione dedicata agli studenti detenuti iscritti all’Università di Torino. La nuova ala “campus universitario” fa parte del Polo Universitario per Detenuti di UniTo, già attiva da anni nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino e a Saluzzo, da tre anni,  dal  2019, destinata completamente a detenuti  dell’Alta Sicurezza.

L’’impegno dell’ Ateneo torinese si attua con il contributo della Compagnia di San Paolo, che ha consentito, in accordo con la Direzione dell’Istituto e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP).

Nella nuova sezione è garantita la presenza di docenti, borsisti e tutor (a Saluzzo sono 2) che tengono lezioni e seminari in presenza o da remoto e seguono i percorsi e le relative prove di esame e di laurea. L'ala dedicata conta 16 celle a 2 posti letto, più due riservate ai portatori di handicap. In questa area carceraria la  maggior parte degli universitari detenuti si è trasferita, rinunciando alla cella singola, in funzione di un ambiente dove si hanno impegni e interessi comuni e un tipo di socialità più consona allo studio. La sezione è dotata di un’aula centrale per le lezioni e gli esami  in cui sono posizionate 5 postazioni di computer.

Sempre nel polo, una piccola biblioteca con testi di studio e altri volumi utili. Sono 24 i detenuti universitari a Saluzzo e ci sono prospettive di crescita. Sono  8 studenti iscritti al Dams (Corso di Laurea in Discipline dell’Arte della Musica e dello Spettacolo) 7 al CdL in Diritto per le imprese e le istituzioni; 4 al CdL in Scienze Politiche e sociali; uno studente al CdL magistrale in Comunicazione ICT e Media; 4 iscritti, prima del trasferimento a Saluzzo, a CdL di altre Università, che vengono comunque seguiti dai tutor del progetto Polo.

“Negli anni l’Università di Torino – dichiara il Rettore Stefano Geunaha maturato esperienze e ‘buone pratiche’ altamente qualificate nel campo della formazione avanzata alle persone detenute, ottenendo risultati eccellenti. Risultati testimoniati anche dal ruolo guida che UniTo svolge a livello nazionale per lo sviluppo di politiche volte a valorizzare il carattere rieducativo della pena mediante il recupero delle vocazioni e delle aspirazioni del singolo. L’apertura oggi di un nuovo Polo all’interno del carcere di Saluzzo rappresenta quindi il consolidamento di un’idea perfettamente in linea con la missione principale dell’università: offrire opportunità alle persone, migliorare le prospettive di esistenza della collettività, attraverso l’acquisizione dei più qualificati strumenti che i saperi scientifici mettono a disposizione”.

La Vice-Rettrice Laura Scomparin:“Essere qui  a Saluzzo come Università con tutto l’entusiasmo delle buone avventure non è nient’altro che un dovere. Dovere legato al  fatto che voi  siete stati aspiranti studenti o ex studenti che chiedono formazione e ovunque  voi siate  noi, come Università, abbiamo il dovere il garantirla". Sottolineata l’importanza dell’innesto formativo per tutta la popolazione universitaria con il desiderio di portare nel polo carcerario non solo i professori, ma anche studenti non ristretti e messo l’accento sul significato dello studio in questo ambito. Non esclusivamente percepito in funzione dell’ottenimento di un titolo, ma come possibilità di apertura mentale, opportunità di dialogo e del guardare gli altri a testa alta.

“Siamo in carcere perché non abbiamo rispettato le regole – afferma un detenuto a nome degli studenti ristretti - Con lo studio dimostriamo anche che vogliamo cambiare, portando avanti l’impegno della laurea oltre che per noi stessi, per le nostre famiglie e le persone che ci vogliono bene”.

Sottolinea il Delegato del Rettore Franco Prina: “Per chi sta scontando una pena – a volte, come a Saluzzo, molto lunga – lo studio in generale e quello universitario in particolare, oltre all’esercizio di un diritto, rappresenta una grande opportunità di dare un senso al tempo altrimenti spesso vuoto, mantenere una finestra sul mondo, acquisire strumenti culturali, parte essenziale del capitale sociale di una persona, riacquistare dignità, garantirsi possibilità di riscatto per il futuro. Per questo è importante che le Università avvertano questo come un impegno altamente significativo”. 

L’Università di Torino è impegnata, insieme ad altri 40 atenei italiani, riuniti nella CNUPP (Conferenza nazionale Universitaria Poli Penitenziari) organo della CRUI, a garantire il diritto allo studio universitario a persone private della libertà personale. Sono attualmente 1.250 i detenuti iscritti in 91 Istituti carcerari.

All’ inaugurazione ha preso parte la direttrice della Casa di Reclusione saluzzese Giuseppina Piscioneri: “Un momento di orgoglio - ha sottolineato ringraziando per la collaborazione il personale del carcere - perché con questa iniziativa si garantisce un diritto alla formazione” .

“Il Polo Universitario per i detenuti di Saluzzo  – conclude Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo – conferma l’impegno della Compagnia a sostenere iniziative che, attraverso un approccio olistico alla persona e ai suoi bisogni, propongano interventi multidimensionali e di sistema, in coerenza con il rinnovato disegno politico nazionale e di ispirazione europea. Contribuiamo così a promuovere cambiamento, per guardare con maggiore serenità al futuro delle persone detenute e delle nostre comunità, in un percorso di costruzione di società più coese e più inclusive”.

Il Contributo economico del San Paolo consente di garantire un sostegno agli studenti detenuti attraverso il pagamento delle tasse agevolate, la fornitura dei  libri di testo, di materiale didattico e attrezzature informatiche, consentendo inoltre di retribuire i tutor dedicato al Polo saluzzese. 

Presenti all’inaugurazione referenti dell’Ufficio Pio e la Fondazione Musy, impegnati in un progetto di sviluppo e supporto al reinserimento lavorativo degli studenti detenuti che si siano laureati, e il vicesindaco di Saluzzo Franco Demaria. Hanno partecipato oltre alla dirigenza del PRAP e dell’Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Cuneo (UEPE), i Garanti per i Diritti dei detenuti: il Garante regionale Bruno Mellano e quello della Città di Saluzzo Paolo Allemano.

vilma brignone

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