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Attualità | 04 luglio 2022, 16:28

Valdieri punta all'uso civico dei terreni del Valasco: "Incertezza giuridica ha ingenerato degrado per decenni"

Le sigle ambientaliste chiedono il sostegno all'attività del Comune. Si tratta di 2.500 ettari dalle Terme al confine francese, e di una situazione iniziata addirittura nella seconda metà del XIX° secolo

Valdieri punta all'uso civico dei terreni del Valasco: "Incertezza giuridica ha ingenerato degrado per decenni"

C'è soddisfazione - e qualche dubbio sul futuro - da parte delle associazioni ambientaliste della provincia di Cuneo alla notizia che, lo scorso 30 maggio, il Comune di Valdieri ha approvato l'avvio del procedimento di reintegrazione del possesso a uso civico dei terreni del Valasco.

"In pochi mesi dal suo insediamento la nuova Amministrazione comunale ha affrontato con determinazione e pragmatismo alcune tematiche ambientali aperte da tempo - si legge nella comunicazione ufficiale diramata da Pro Natura Cuneo, Legambiente Cuneo, LIPU Cuneo, Cuneo Birding e Italia Nostra Cuneo - . Problematiche che hanno visto le Associazioni ambientaliste schierate, da anni, in prima fila nel ruolo di pungolo e di impulso al rispetto delle norme legislative per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali in tutte le loro componenti".

Una storia, quella dei 2.500 ettari dalle Terme di Valdieri sino al confine francese, che arriva da lontano. Il Valasco è stato venduto dal Comune al re Vittorio Emanuele II nell'agosto 1868 e nel 1992 le associazioni ambientaliste e l'ADSI avevano denunciato l'uso improprio della ex residenza di caccia del re e portato al completo il suo recupero: "In quel periodo molti si posero il quesito del perché un bene così vasto e importante, sia sotto l’aspetto ambientale sia economico, quale è il Vallone del Valasco, fosse in mani private e si chiesero se l’atto di vendita fosse stato legittimo. A fronte dell’incertezza giuridica sulla legittimità dell’originario atto di vendita e sul regime giuridico dei terreni, il Comune di Valdieri nel 1997 e la Regione Piemonte nel 1998 conferirono un incarico professionale ad un perito istruttore per l’accertamento dell’esistenza di terreni gravati da uso civico. Il perito demaniale, con perizia asseverata depositata il 30 luglio 2001, accertò la presenza dell’uso civico sui terreni privati del Valasco. Sempre in quel periodo il Comune di Valdieri richiese diversi pareri legali sulla materia usi civici. Ha, quindi, avuto inizio il procedimento amministrativo che, dopo oltre vent’anni non siè ancora concluso".

Dal 2005 non si hanno notizie della pratica trasmessa dal Comune alla Regione Piemonte: "A fronte di questo immotivato silenzio le Associazioni Pro Natura Cuneo e Legambiente Cuneo chiedono, con lettera del 5 luglio 2018, al Sindaco di Valdieri e al Presidente del Parco Alpi Marittime un incontro al fine di affrontare congiuntamente tutte le tematiche dell’intero territorio del Valasco".

L'incontro avviene nel settembre 2018 e vi si propone di costruire un gruppo di lavoro e redigere un documento da inviare al sindaco di Valdieri per evidenziare criticità e problematiche affrontate. Secondo gli scriventi doveva farlo l'ente di gestione del Parco, ma mai è stato fatto: "A seguito di una nostra precisa richiesta verbale in data 21 gennaio 2019 al Presidente del Parco ci è stato risposto che l’Ente Parco non poteva mettersi contro il Comune di Valdieri, defilandosi, di fatto, dall’appoggiare la nostra iniziativa. Da parte del Sindaco di Valdieri (Gaiotti) non ci è più pervenuta nessuna comunicazione sia scritta che verbale in merito alla nostra richiesta del 5 luglio 2018".

Nell'ottobre 2020 le assicazioni scrivono a Comune e Regione chiedendo informazioni sullo stato dell'istruttoria della procedura di accertamento demaniale del luglio 2001 e poi chiedono l'accesso agli atti: "Dall’esame della documentazione presso la Regione Piemonte abbiamo riscontrato che nessun provvedimento era stato assunto dalla Regione Piemonte, vuoi per inerzia dell’Ufficio competente, vuoi perché fondamentalmente il Comune di Valdieri, negli anni, non ha mai sollecitato la conclusione del procedimento amministrativo trasmesso in Regione Piemonte – Settore Usi civici - il 6 agosto 2001".

"Il 14 febbraio 2021 le Associazioni ambientaliste hanno diffidato il Comune di Valdieri e la Regione Piemonte a voler adottare il provvedimento conclusivo del procedimento. Da quella data vi sono stati scambi di lettere tra Regione Piemonte e Comune. La Regione ha giustificato la sua inattività a fronte dell’intervenuta modifica alla Legge Regionale sugli usi civici nel 2009; ribadendo più volte che oggi, in base alla nuova normativa, la competenza di conclusione del procedimento è del Comune di Valdieri. L’ultima lettera della Regione Piemonte del 29 giugno 2021, sottolinea il 'potere-dovere del Comune di Valdieri di porre fine all’occupazione senza titolo o senza valido titolo di un terreno gravato da uso civico. Tale onere e obbligatorietà di esercizio non può essere influenzato da elementi di discrezionalità'".

Solamente a maggio 2022 la Regione Piemonte, a fronte di nostro sollecito, ha risposto alle Associazioni ambientaliste evidenziando che l’istanza del potere sostitutivo invocata non trovava riscontro in quanto si 'esercita esclusivamente nei casi in cui la Giunta Regionale accerti la persistente inattività da parte dell’Ente interessato'.

Le associazioni, quindi, chiedono una forte azione di sensibilizzazione tra tutti i portatori d'interesse, per sostenere il procedimento amministrativo avviato dal Comune nel maggio 2022. "Chiediamo fermamente al Presidente dell’Ente Parco di lasciare il ruolo di 'spettatore', come da lui recentemente dichiarato agli organi di informazione, e di assumere il doveroso ruolo di protagonista! Rimanere in mezzo al guado non si addice al ruolo di un Ente pubblico che statutariamente ha la primaria finalità di 'tutelare le risorse naturali del territorio attraverso strategie di gestione sostenibile concertate tra le istituzioni'".

Ma non si fermano qui. "A chi ha giovato il protrarsi, per decenni, di questa incertezza giuridica su proprietà e gestione - si legge in conclusione della lettera - ? La strada di accesso versa in gravi condizioni, il rifugio Questa necessita di interventi di riqualificazione. Qualora si configurassero situazioni di criticità o danni patiti dalla collettività titolare, chi ne risponderà?"

Simone Giraudi

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