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Saluzzese | 11 luglio 2022, 13:16

Trentenne muore in incidente sul lavoro: colpito da un macchinario in una stalla di Revello

Vittima un bracciante agricolo originario del Mali. Vani i soccorsi prestati dai sanitari. La condanna della Cgil: "Trentuno le morti bianche in provincia nel 2021, esiste un «problema Cuneo»"

Trentenne muore in incidente sul lavoro: colpito da un macchinario in una stalla di Revello

E’ una stalla di un’azienda agricola di frazione San Firmino a Revello il teatro dell’incidente sul lavoro che nella giornata di ieri, domenica 10 luglio, è costato la vita a un cittadino originario del Mali.
Dendele Moussa, questo il suo nome, avrebbe compiuto 31 anni a dicembre, aveva moglie e due figli. Poco prima delle 10 di ieri mattina sarebbe stato impegnato nelle operazioni di distribuzione del foraggio ai capi dell’allevamento quando, per ragioni ora oggetto degli accertamenti disposti dal servizio di prevenzione infortuni dell’Asl Cn1, è stato colpito violentemente al capo da un macchinario presente nel locale.
Purtroppo inutili i soccorsi prestati all’uomo dal personale dell’emergenza 118, giunti sul posto insieme ai Carabinieri della locale Stazione. L’uomo sarebbe morto per la gravità del trauma cranico subito, rendendo vano ogni tentativo di rianimarlo.  

Un fatto tragico, sul quale le segreterie provinciali della Cgil e della Flai-Cgil si sono intanto espresse con una nota dai toni altrettanto gravi: "La strage continua – scrive il sindacato –: nel 2021 i morti sul lavoro nella nostra provincia sono stati 31 (dati Inail), un dato impressionante. Esiste un «problema Cuneo». Vanno rafforzati gli organi di controllo, tanto più in un sistema come quello cuneese, fatto di piccole e medie imprese, dove nel settore agricolo emergono ancora irregolarità".

"Una strage nella nostra provincia che non si arresta e cresce – rimarca il sindacato –, nonostante gli appelli, le buone intenzioni, le manifestazioni e le proteste delle lavoratrici e dei lavoratori, le richiesta avanzate ai governi, a tutti, da anni, affinché si affrontino i nodi cruciali del sistema lavoro in Italia, la precarietà e la mancanza di regole, il buco nero del lavoro non dichiarato, lo sfruttamento".

"Non è più accettabile che si muoia come si moriva 50 anni fa – è l’appello che arriva da Cgil –, la sicurezza non può più essere considerata un costo, ma un investimento. La CGIL e la Flai CGIL non sono più disponibili ad accettare questa situazione drammatica. Ai familiari della vittima esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio".

"Tutto il paese è profondamente addolorato per questa morte – dice al nostro giornale il sindaco di Revello Daniele Mattio -. Parliamo di una tragedia terribile. Esprimiamo le più sincere condoglianze alla famiglia, al cui dolore la nostra comunità si stringe".

Redazione

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