Già da alcuni giorni erano comparsi commenti critici, su alcuni canali social, rispetto al vistoso sbancamento di cantiere sorto in bassa Valle Stura lungo la Strada Provinciale 337 nei pressi della frazione Maigre di Moiola, in diretta prossimità del blocco nord dell'opera 6 dello storico sbarramento militare. I fruitori della ciclovia di valle avevano sottolineato in ordine sparso la propria disapprovazione per la posizione e l'impatto di tale cantiere.
Oggi, sintetizzando e formalizzando le perplessità diffuse, il coordinamento delle associazioni ambientaliste del cuneese comunica di aver inoltrato un esposto al Comune di Moiola, al Parco Alpi Marittime, alla Provincia di Cuneo ed alla Regione Piemonte per sottolineare la presunta superficialità nella conduzione della Valutazione d'Incidenza relativa al progetto, che ha portato ad un sostanziale nulla osta alla realizzazione di due capannoni prefabbricati finalizzati all'allevamento avicolo intensivo per un totale di 39 mila capi di pollame, afferenti alla impresa agricola Girodengo Ivano con sede in Moiola.
Così le associazioni Pro Natura, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Cuneo Birding:
"Stupisce in questo momento storico caratterizzato da gravi cambiamenti climatici vedere distruggere un prezioso terreno agricolo per costruire capannoni per l’allevamento di polli. E’ quanto sta succedendo in frazione Maigre del Comune di Moiola, nei pressi dei fortini, lungo la strada sulla destra orografica della Stura, in zona protetta dall’Europa che l’ha individuata come ZSC (Zona Speciale di Conservazione Stura di Demonte IT 1160036)."
Nel comunicare il proprio netto disappunto, le realtà associative stigmatizzano deluse il comportamento degli enti coinvolti che paiono non aver tenuto in alcun conto gli interventi inerenti la necessità di tutela dell'area dal punto di vista paesaggistico, della peculiarità dell'habitat distrutto e del forte impatto dell'attività che si andrà ad insediare sulle colonie di chirotteri presenti in estate ed in inverno all'interno degli spazi dell'opera di fortificazione a ridosso del futuro allevamento.
A rincarare la dose viene poi enfatizzata la scarsa compatibilità dell'aumento di traffico pesante in zona con lo sviluppo di due progetti per la fruizione dolce della valle: l'ippovia e la ciclovia, i cui tacciati insistono in loco proprio sul sedime della stessa strada provinciale e sui quali progetti l'Unione Montana, già Comunità Montana, ha investito da molti anni risorse, personale e strumenti di promozione.
L'insediamento, dal canto suo, ha formalmente ottenuto le autorizzazioni previste da parte di tutti gli enti coinvolti a partire dal Comune di Moiola, oggettivamente privo di strumenti urbanistici atti a evitare il rilascio del permesso di costruire per l'insediamento in oggetto, per arrivare al parco Alpi Marittime, che ha prodotto parere favorevole rispetto alla Valutazione di Incidenza a firma del Direttore Gautero.
Cionondimeno, fanno notare le associazioni, il via libera formale in questo caso non rappresenterebbe nel merito una decisione condivisibile, essendo stato concesso senza tenere in conto possibili alternative non insistenti su zone protette da direttiva europea.
Sanino, Piacenza, Galfre, Gosmar e Collidá, referenti delle associazioni, non mancano di sottolineare la loro intenzione di verificare eventuali responsabilità, augurandosi che in altri frangenti chi ha come compito la tutela dell'ambiente ponga più attenzione a situazioni del genere.
Dal canto suo Fabio Vallauri - tramite un post sulla propria pagina Facebook privata - scuote la testa sbigottito per il silenzio tombale avuto negli ultimi tempi da parte del comune di Moiola che aveva personalmente provato a coinvolgere in progetti di valorizzazione della costruzioni militari del blocco 6, sottolineando come la situazione estingua potenzialmente tutte le previsioni di fruizione turistica di tali manufatti.