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Attualità | 22 luglio 2022, 08:18

"Mondovì, scuole superiori: nel vecchio o nel nuovo?"

Sul tema della possibile costruzione di un nuovo edificio in zona Polveriera riceviamo e pubblichiamo le osservazioni dell'architetto Lorenzo Mamino, direttore della rivista “Studi monregalesi” che dedicherà il prossimo numero ai licei cittadini

La nuova palestra in costruzione alla Polveriera, dove potrebbe sorgere anche la nuova sede dei licei

La nuova palestra in costruzione alla Polveriera, dove potrebbe sorgere anche la nuova sede dei licei

Si riaccende il dibattito sul futuro delle scuole a Piazza, in particolare sul nuovo possibile trasferimento dei licei alla "Polveriera", dove è attualmente in costruzione la nuova palestra scolastica. 

Un problema annoso, quello della riorganizzazione delle scuole superiori nel rione, vecchio quasi quanto la questione dei "contenitori vuoti". 

IL PUNTO

A inizio gennaio di quest'anno davamo conto su queste colonne della proposta emersa a seguito di un incontro tra Comune e Provincia: due opzioni sul tavolo, entrambe indirizzate alla costruzione di un nuovo edificio a Piazza, per ospirare i licei (leggi qui). 

L'ipotesi che sembrava andare per la maggiore era quella di edificare la struttura, in zona Polveriera, proprio a fianco della nuova palestra. 

Contro questa proposta un gruppo di cittadini ha lanciato una petizione, proprio per evitare di cementificare un'ulteriore area verde, con il rischio di creare nuovi "vuoti" e abbandonare anche il patrimonio museale, storico e architettonico dei licei in piazza IV novembre, appellandosi al ripristino di strutture già esistenti (leggi qui).

Dopo alcuni incontri con gli amministratori locali il gruppo ha abbandonato l'ipotesi del recupero dei contenitori vuoti, rimanendo fermo però su un punto: "l'opzione "Polveriera" non può essere l'unica soluzione" (leggi qui).

Nel frattempo, in concomitanza con la campagna elettorale, anche il preside del "Vasco-Beccaria-Govone", Bruno Gabetti si era pronunciato in merito: "Siamo affezionati alla sede dei licei ed è nel nostro massimo interesse assicurarci che il patrimonio storico-artistico della sede venga conservato e continui a essere fruibile a tutti. La nostra priorità ora però è assicurare spazi sicuri e unitari alla scuola e l'unica proposta che al momento pare concreta è quella della Polveriera, siamo aperti ad alternative, purché sensate e realizzabili" (leggi qui).

Nel frattempo Mondovì è entrata nel pieno della campagna elettorale e sono state diverse le proposte fatte sul tema scuole che però, ricordiamo, per quanto riguarda le superiori sono di competenza Provinciale. 

Un tema che sta a cuore alla città, agli studenti e anche all'intero Consiglio Comunale che, nella seduta di insediamento, ha ribadito la priorità della questione che deve essere risolta e affrontata. In merito, il sindaco Luca Robaldo nel suo discorso ha affermato: "Ho già incontrato i rappresentanti del comitato Polveriera e ribadisco che dovrà essere uno dei prossimi consigli comunali ad indicare il percorso di risoluzione delle ormai cronicamente gravi tematiche del Liceo e dell’Alberghiero".

QUALE FUTURO?

Sul futuro dei licei e degli edifici di Piazza, ma anche sulle conseguenze dell'edificazione di una nuova scuola alla Polveriera, riceviamo e pubblichiamo di seguito la riflessione dell'architetto Lorenzo Mamino.

Mondovì, scuole superiori: nel vecchio o nel nuovo?

"Il centro Studi Monregalesi, per iniziativa dell’Associazione ex-Allievi del Liceo sta predisponendo un numero della rivista di cui sono Direttore per spiegare a tutti i monregalesi, Soci e non Soci, l’importanza dei Licei per la Città dal 1860 (anno della localizzazione nel convento di Nostra Donna) ad ora (che sono in due sedi diverse ma sempre in Via delle Scuole).

Da altra parte invece chi ora è chiamato a decidere per un futuro, auspicato, accorpamento dei Licei, è arrivato “quasi” alla decisione che oggi sia meglio mandare i Licei nei prati della Polveriera, vicino alla palestra che si sta già costruendo (bruttina!). Lo hanno “quasi” detto il preside Bruno Gabetti, il nuovo sindaco di Mondovì Luca Robaldo e l’Amministrazione Provinciale. Non so se anche il nuovo Assessore ai Lavori Pubblici Gabriele Campora e la nuova Assessore all’Urbanistica Francesca Bertazzoli. La Provincia ha fatto anche di più: ha richiesto ed ottenuto l’assegnazione di circa dieci milioni di euro per demolire e ricostruire in sito il grande complesso dell’Istituto “Baruffi” che è l’ultimo edificio in ordine di tempo costruito per la Scuola Superiore a Mondovì (anni 1965 – 67). E’ stato pubblicato ora il bando di concorso per la progettazione e tutta l’operazione dovrà terminare entro il 2026. Non si capisce bene il perché. Il risparmio energetico si può ottenere sia demolendo e ricostruendo e sia lavorando di fino sugli edifici esistenti. Così per l’adeguamento alla normativa sismica. Se si dovesse essere conseguenti si dovrebbe dire che anche i privati devono risparmiare energia e allora si dovrebbe procedere così con tutti gli edifici dei nostri quartieri storici.

Per il “Baruffi” però si pensa ad una ricostruzione in sito. Là dove verrebbero evacuati i Licei e dove già sono state dichiarate inagibili venti aule e una palestrina dell’Istituto Alberghiero. Distribuire gli edifici della Scuola Superiore vagamente nel corpo di una città già di per sé così dispersa è un grande spreco. Mandarli ancora oltre, nei prati intorno, lo è ancora di più. Per due motivi: perché i quartieri vecchi di Mondovì (Piazza, Breo, Carassone, Borgato) già ora sono poco abitati (l’annoso problema dei vuoti) e perché la Scuola Secondaria così rinuncia al vantaggio della prossimità. Il fattore “prossimità” è quello che risolve il problema del variare degli iscritti negli anni. Il totale degli iscritti di anno in anno cambia poco. Cambiano però le scelte. Oggi va di moda il Liceo, domani l’Alberghiero. Se gli edifici sono vicini quando aumentano le iscrizioni si può profittare di aule vicine, esterne all’Istituto ma se gli edifici sono lontani sono anche isolati e servono solamente all’Istituto cui sono stati fin dall’inizio destinati. In questi anni alcune aule del “Baruffi” sono state usate dall’Alberghiero e avrebbero potuto essere usate dal Liceo. Ma se i Licei vanno alla Polveriera questo sarà impossibile.

C‘è poi la”prossimità sociale”. Parliamo di Piazza. Gli allievi delle Scuole Superiori è bene che siano mescolati con gli abitanti, che usino i servizi del quartiere dove è posto il loro Istituto Scolastico (vendite di bibite e di panini, librerie o cartolerie, biblioteche e musei). Sono, al mattino e all’uscita da scuola, una delle anime del quartiere, perché di per sé, il rione’ è già per metà vuoto. Ma anche al pomeriggio il quartiere di Piazza offre biblioteche, archivi e musei che sono stati creati in particolare per i giovani, per un aggiornamento che è complementare con le discipline scolastiche. Si recuperano edifici vuoti nei centri di Cuneo, Savigliano, Saluzzo: perché non si può fare anche a Mondovì Piazza?

Qui, si dice, è un problema di costo finale. Si dice: lavorare nel vecchio costa di più. Io sono convinto del contrario. Ho lavorato nel nuovo e nel vecchio come architetto per cinquant’anni e ho visto che nel vecchio c’è sempre da risparmiare. Comunque sia, per Mondovì Piazza, se la domanda è: impegnare i 7,5 milioni di euro disponibili fuori o dentro il quartiere, dopo quanto detto la risposta giusta è: dentro; recuperando vuoti e non creandone di nuovi. Se si va alla Polveriera i due edifici del Liceo Classico-Scientifico e delle vecchie Magistrali resterebbero vuoti e privi di una destinazione. Ma se si va alla Polveriera bisognerà pensare anche a parcheggi, campi sportivi, spazi per le ricreazioni, bar, biblioteche scolastiche, laboratori ecc. Tutte cose che adesso sono parte dei Licei e che dopo non ci saranno più. Ora i conti si fanno pensando ad aule e corridoi. C’è qualcuno disposto a pensare seriamente a queste cose? Io credo che la gran parte di allievi, ex-allievi, insegnanti ed esercenti di Mondovì Piazza siano d’accordo con me."  

Lorenzo Mamino

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