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Attualità | 25 luglio 2022, 18:25

Verduno, dieci candidati da diverse regioni per guidare la futura chirurgia oncologica

Tra i nuovi arrivi al "Ferrero" anche uno specialista in chirurgia plastica. Ancora vani i tentativi di colmare la carenza di medici in pronto soccorso: ne mancano 7 su 19. Campagna acquisti a Cuneo? "Fantasie"

L'ingresso Santa Vittoria all'ospedale di Verduno

L'ingresso Santa Vittoria all'ospedale di Verduno

Un concorso già portato a termine per portare a Verduno un chirurgo plastico, la cui presenza sarà utile in affiancamento a tutta una serie di casistiche, dalla chirurgia oncologica all’oculistica. E dieci specialisti, provenienti non solo dal Piemonte ma anche da Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna, candidati al concorso che tra pochi giorni, il prossimo 3 agosto, vedrà l’azienda sanitaria langarola chiamata a scegliere il futuro primario della nuova Chirurgia Oncologica, struttura che a Verduno affiancherà la Chirurgia Generale e prossimo tassello nel "percorso di sempre maggiore autonomia" che il direttore generale Massimo Veglio immagina per offrire migliori risposte alla richiesta di salute dei circa 170mila utenti dell’Asl Cn2, ma anche per ripagare la Regione della maggior spesa che la stessa sta sostenendo per la struttura di Verduno a partire da risorse annue a disposizione dell’Asl incrementate di 15 milioni di euro, che almeno in parte vanno a compensare lo storico gap degli affidamenti a disposizione della sanità di Langhe e Roero, che fino a ieri, con circa 1.575 euro annui per utente, nella speciale classifica delle cosiddette "quote capitarie" figurava tra le cenerentole del Piemonte.

"Nuove figure e strutture che ci daranno ulteriori competenze per fare al meglio il nostro mestiere", dice Veglio nel presentare le novità al nostro giornale, mentre le intenzioni del dirigente guardano al bisogno di abbattere una mobilità passiva che, prima del varo del nuovo ospedale, qui pesava ogni anno per circa 20 milioni di euro: fondi che venivano pagati ad altre Asl per prestazioni da loro erogate a utenti albesi e braidesi in trasferta e una voce di uscita che ora si vorrebbe contenere se non azzerare.
"Abbiamo già iniziato a farlo, quella tendenza si è invertita ed è quello cui dobbiamo puntare in ogni ambito o specialità in cui è possibile farlo", dice Veglio, che poi affida il ragionamento a un parallelo di facile comprensione: "Se mi mettono a disposizione un pullman per trasportare persone secondo un tragitto dato, sarà mio interesse riempirlo per il massimo numero possibile di posti, visto che le spese per muoverlo sono identiche, che viaggi a pieno regime o meno".

Efficace l’esempio. Poi ci sono le difficoltà oggettive, come quelle di trovare le figure necessarie a farli funzionare, quei servizi. E’ il problema ad esempio della Medicina d’Urgenza e del Dea in particolare. Nonostante gli appelli qui la situazione non sembra migliorare.
"C’è la bella novità dei volontari messi a nostra disposizione dalla Fondazione Ospedale Alba Bra. Purtroppo non possiamo dire lo stesso sul fronte del personale, dove la novità, rispetto ad alcuni mesi fa, è che abbiamo perso un altro medico, causa maternità. Una circostanza normalissima. Fatto sta che su un fabbisogno di 19 specialisti ora siamo fermi a 12. Facciamo bandi, ma queste figure non si trovano da nessuna parte. E come non le troviamo noi, non le trova nessuno. C’è chi ricorre ai cosiddetti 'gettonisti'. Noi abbiamo chiesto a tutto l’ospedale di dare una mano, di offrire la propria disponibilità per coprire i turni scoperti".

Se il pronto soccorso è il reparto più sofferente, le carenze di medici, infermieri e Oss si fanno sentire anche altrove. Diverse decine, tra ospedale e servizi territoriali, i medici che mancano alla Cn2 rispetto ai 250 complessivamente in servizio. mentre il fabbisogno di infermieri da colmare è di un centinaio su 700 attivi. "Anche loro sono merce rara", spiega il dirigente, che spera nei numeri in uscita – ma ci vorranno tre anni – dalla rediviva sede albese del corso di laurea, i cui corsi riprenderanno in autunno tra il San Lazzaro e Verduno.
Circa 150, invece, gli operatori socio sanitari (Oss) assunti nell’ultimo biennio, anche grazie all’«internalizzazione» di quelli che già operavano in Asl col cappello di Amos.
 
"Guardando al solo personale medico – specifica il direttore generale – abbiamo carenze puntuali in diversi reparti. Non solo il pronto soccorso, ma anche in Rianimazione, Psichiatria, in Pediatria, in Otorinolarigoiatria. Chiaro che se hai gruppo di cinque persone e te ne viene a mancare una sei già sottodimensionato del 20%. Avevamo una dermatologa, in ospedale, è andata in aspettativa, siamo senza. Poi è fatale che i tempi delle visite si allunghino…".

Medici merce rara e preziosa, al punto che c’è chi dice che Verduno abbia avviato una campagna acquisti anche a scapito di altri ospedali della provincia, Cuneo in primis. Una circostanza che il dottor Veglio esclude in modo categorico. "Assolutamente, semplicemente se ci mancano figure le cerchiamo, come fanno tutti. Se poi ci arrivano da Cuneo non è perché siamo andati a pescarli lì. Dal Santa Croce negli ultimi mesi sono arrivati il chirurgo plastico, perché ha vinto un concorso, e un chirurgo vascolare. Forse un anestesista o due. Al contempo un neurologo e un oncologo hanno lasciato il nostro ospedale per trasferirsi nel capoluogo. La loro azienda ha fatto un bando di mobilità interna e noi gli abbiamo dato il permesso di andare. Il contrario non avviene, per dire".

"Nessuna contrapposizione, comunque – sottolinea il direttore –, ma uno scambio di operatori che direi normale e fisiologico. Per quanto riguarda gli infermieri non saprei: ho sentito di alcuni che si sono trasferiti da qui a là, piuttosto. Poi non escludo che sia avvenuto uno scambio anche in termini inversi, ma è talmente non voluto che non sono a conoscenza di una tendenza in questo senso. La verità è che Verduno si occupa di Verduno, cerchiamo di fare le cose nel modo migliore, nei limiti di quanto la normativa ci consente di fare e senza l’ambizione di togliere nulla agli altri".

Ezio Massucco

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