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Attualità | 27 luglio 2022, 09:45

Saluzzo, il “caso” Porta di Valle” fa discutere e diventa oggetto di un’interrogazione consiliare

L’avvocato Carlo Savio, consigliere di minoranza di “SiAmo Saluzzo”, chiede al sindaco Calderoni di essere informato sulle “reali cause ostative al perfezionamento dell’accordo” con il guru della piazza gastronomica Massimiliano Prete

Saluzzo, il “caso” Porta di Valle” fa discutere e diventa oggetto di un’interrogazione consiliare

A Saluzzo l’interrogativo corre di bocca in bocca, ma nessuno riesce a darsi una spiegazione del perché Massimiliano Prete, “guru” della pizza gastronomica e titolare delle pizzerie Gusto Divino di piazza Cavour e Sestogusto di Torino, abbia rinunciato alla gestione della Porta di Valle, in fase di ultimazione in piazza Buttini, a lato dell’ex tribunale.   

Prete era risultato il vincitore del bando promosso dal Comune per la gestione del nuovo ufficio turistico con funzioni di tour operator, ristorante di qualità, caffetteria e, al contempo, vetrina delle eccellenze enogastronomiche del territorio.

Si era aggiudicato la gara con un’offerta di canone di 30 mila euro all’anno.

La nuova Porta di Valle è stata progettata come un unico contenitore dove mettere in vetrina le eccellenze della zona, accogliere residenti e visitatori per informarli su eventi e manifestazioni e come location per svolgere funzioni di tour operator per le Terre del Monviso.

L’aggiudicazione per i lavori sull’immobile era avvenuta con una  spesa a base d’asta di un milione e 170 mila euro, cifra cofinanziata da fondi europei del Piter Alcotra “Terres Monviso” e risorse comunali.

L’iniziativa era stata presentata in pompa magna al teatro Magda Olivero con la proiezione del docufilm “Le mani in pasta”, realizzato dal circuito Slow food.

I lavori che interessano l’immobile, dove un tempo si svolgeva il mercato bestiame, sono praticamente in fase di ultimazione, tant’è che è stata ipotizzata l’inaugurazione in occasione della festa patronale di San Chiaffredo di settembre.

Ora il ristoratore, che pure aveva accolto con entusiasmo la nuova avventura ha fatto un passo indietro e non vuole rilasciare dichiarazioni.

Se Prete non parla, laconico è il commento del sindaco, Mauro Calderoni: Posso solo dire di essere dispiaciuto. Comprendo gli aumenti e le incertezze, tra pandemia e guerra, ma qui c’è di più. Forse una scelta strategica differente del privato che però poteva comunicarla prima. Faremo un nuovo bando anche se resta il fatto – conclude il sindaco amareggiato - che abbiamo perso un anno”.

La vicenda diventa un “caso” e finisce in Consiglio comunale con un’interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Carlo Savio.

“Stupito e sorpreso dalla conclusione negativo del rapporto tra l’amministrazione comunale e il prestigioso aggiudicatario – scrive Savio –,  constato lo sconcerto anche tra la popolazione e rilevo con dispiacere il mancato perfezionamento dell’accordo che avrebbe dato lustro alla nostra comunità e al territorio delle Terre del Monviso”.

Il consigliere di SiAmo Saluzzo chiede di essere edotto sulle “reali cause ostative al perfezionamento dell’accordo”.

GpT

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